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lunedì 13 luglio 2020

Recensione: 'Io non ho paura' di Niccolò Ammaniti

Buongiorno lettori e buon inizio settimana! Proseguo con lo 'smaltimento' delle recensioni arretrate (questa è l'ultima del mese di Giugno) ed oggi vi parlo di un libro che avevo vinto tanti anni fa ad un evento. Il problema è che.... non riesco minimamente a ricordare chi me lo abbia regalato! C'è una firma all'interno, ma non riesco a decifrarla. Mi sto sentendo davvero scema in questo momento 😅 Comunque sia, passiamo alla recensione!

Titolo: Io non ho paura
Autore: Niccolò Ammaniti
Pagine: 219
Prezzo: € 5,00
Editore: Mondadori

TramaIn questo romanzo Niccolò Ammaniti va al cuore della sua narrativa, con una storia tesa e dal ritmo serrato, un congegno a orologeria che si carica fino a una conclusione sorprendente: e mette in scena la paura stessa. Michele Amitrano, nove anni, si trova di colpo a fare i conti con un segreto cosi grande e terribile da non poterlo nemmeno raccontare. E per affrontarlo dovrà trovare la forza proprio nelle sue fantasie di bambino, mentre il lettore assiste a una doppia storia: quella vista con gli occhi di Michele e quella, tragica, che coinvolge i grandi di Acqua Traverse, misera frazione dispersa tra i campi di grano. Il risultato è un racconto potente e di assoluta felicità narrativa, dove si respirano atmosfere che vanno da Clive Barker alle Avventure di Tom Sawyer, alle Fiabe italiane di Calvino. La storia è ambientata nell'estate torrida del 1978 nella campagna di un Sud dell'Italia non identificato, ma evocato con rara forza descrittiva. In questo paesaggio dominato dal contrasto tra la luce abbagliante del sole e il buio della notte, Ammaniti alterna, a colpi di scena sapienti, la commedia, il mondo dei rapporti infantili, la lingua e la buffa saggezza dei bambini, la loro tenacia, la forza dell'amicizia e il dramma del tradimento.



Io non ho paura è un libro che inizia subito col botto, gettando il lettore all'interno di una storia dai tratti macabri e spiazzanti. Quella di Michele è una scoperta incredibile, che lo porta in una situazione in cui un bambino NON dovrebbe mai e poi mai trovarsi. Questo libro di Ammaniti spinge il lettore all'interno della mente di un protagonista diviso tra la paura e l'amore per la vita. La storia divide la città in due: ci sono i bambini, da un lato, e gli adulti dall'altro. I primi sono un gruppo disparato, dove troviamo una gran moltitudine di personaggi diversi, a partire dal nostro Michele, fino a Teschio, il bullo della situazione. Quello che tiene sempre tutti per le redini ed ha il controllo totale su tutto. Bhe, tranne che sul segreto di Michele. I secondi, gli adulti, rivelano una civiltà marcia, dove giusto e sbagliato si mescolano e si confondono. Nella cittadina di Acqua Traverse il mondo sembra diviso in due fazioni: chi sa troppo e chi non vuole sapere. Mi è piaciuta questa divisione netta tra i personaggi adulti e bambini, perché l'autore in questo modo riesce a spingere il lettore nella mentalità dei secondi, facendolo adattare ai sentimenti e ai ragionamenti che invadono la mente di un ragazzino.
Ho trovato lo stile molto scorrevole, nonostante le tematiche trattate non siano leggere, anche se c'è qualcosa nella costruzione delle frasi che mi ha fatto tentennare un po'. Credo sia stata la scelta della decostruzione del congiuntivo a farmi stranire, perché l'autore utilizza delle forme un po' particolari per coniugare le frasi che suonerebbero più fluide usando un classico congiuntivo. A parte questo, non posso dire altro sullo stile dell'autore, che è stato in grado di rapirmi e permettermi di leggere l'intero volume in appena una giornata.
La storia è un insieme di momenti tranquilli, dove i bambini giocano tra di loro e momenti pieni di carica emotiva. Le liti sono continue e Michele vive nell'ansia perenne di veder svanire il suo segreto, al punto da fare tutto il possibile per metterlo in salvo. Ammaniti ha creato un'atmosfera rocambolesca , dove il lettore si trova invischiato fino alla fine; fino ad un finale davvero sorprendente. Insomma, il libro mi è piaciuto, però ho trovato il tutto leggermente sottotono rispetto ad altri libri letti dello stesso autore. Seppur il tutto mi abbia intrigata, non mi sono sentita trasportare emotivamente dalla storia e il finale, che dice tutto e nulla, lo avrei preferito forse leggermente diverso. Perlomeno più ampio o più intenso.


4 commenti:

  1. Ciao Ilenia, ho letto questo romanzo tantissimi anni fa e, pur essendomi piaciuto, anch'io avrei preferito un finale più approfondito...

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    1. Uh, mi fa piacere sapere che anche qualcun altro ha sentito questa necessità!

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  2. Vidi il film molti anni fa, ma non ho ancora letto il libro, mi piace però il fatto che il punto di vista prescelto sia essenzialmente quello dei bambini.

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