Chi sono?


io Mi chiamo Ilenia e sono una ragazza umbra estremamente curiosa, amante degli animali, della natura, delle scienze, del cibo, dei giochi da tavola/videogiochi e dei libri. Amo leggerli, viverli e respirarli. Non ho un genere preferito ed ho sempre pensato che cercare di abbracciare la lettura nel suo insieme sia un enorme pregio. Ammetto, però, di avere qualche difficoltà con alcuni generi, come gli erotici, gli storici e i gialli (che leggo più raramente rispetto agli altri). In questo blog scrivo della mia passione librosa, con recensioni e rubriche. Che altro posso dirvi di me? Sono laureata in Lingue e culture straniere e in Scienze socioantropologiche per l'integrazione e la sicurezza sociale. Non so ancora come sarà il mio futuro, ma sono molto determinata a scoprirlo. Ho la sfortuna nel sangue, ma cerco di sorridere alla vita!

lunedì 31 gennaio 2022

Recensione: 'Garry Hop. L'eredità dello sciamano' di Moony Witcher

Buongiorno amici lettori! Con un po' di ritardo, ma oggi porto nel sito la recensione dell'ultimo libro letto nel 2021. Si tratta del capitolo conclusivo della serie Garry Hop, ma come sempre ci tengo a dirvi che nella recensione non troverete spoiler di alcun tipo. Ovviamente vi sconsiglio di leggere la trama del volume.


Titolo: L'eredità dello sciamano
Serie: Garry Hop #3
Autrice: Moony Witcher
Pagine: 219
Prezzo: € 12,00
Editore: Giunti
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Trama: Hunnia, salva oramai dal veleno rosso grazie all’Essentia Lucis dei Giganti, rifiorisce mentre Gropiùs, giunto alla fine della sua vita, per garantire il futuro dell’isola decide di consegnare il bastone a Garry e nominarlo sciamano di Hunnia. Ma ha un desiderio: che Garry sparga metà delle sue ceneri nell’isola dove è nato. Il ragazzo affronta allora un viaggio alla ricerca dell'isola Mervilia, distrutta da una terribile eruzione quando Gropiùs era ancora piccolo, che un tempo era una terra ricca di bellezza e incanto, i cui pochi abitanti erano sciamani e conoscevano i segreti di tutte le erbe magiche. Un altro viaggio colmo di incognite e pericoli per Garry e Alina. 


Dopo un secondo volume che non mi aveva del tutto soddisfatta, la trilogia di Garry Hop trova il suo finale in un terzo libro che mi ha davvero colpita. Molto più di quanto potessi aspettarmi!
Tra pericoli che tornano (o nascono), viaggi e perdite, la storia di Garry e Alina trova il suo culmine in un libro che si divide a metà tra una storia dal forte carico emotivo e un fantasy per ragazzi molto ben riuscito.
L'ambientazione cambia e il lettore viene trasportato nella terra natia di Gropiùs, un luogo pieno di insidie dove i due ragazzi protagonisti si trovano ad affrontare le loro paure e il loro peggior nemico. Ancora una volta Moony Witcher ha saputo dimostrare la sua incredibile abilità nel descrivere luoghi inesistenti facendoli apparire così nitidi nella mente del lettore da sembrare rali. Mervilia è un'isola che un po' ricorda Humnia, mentre per la maggior parte se ne discosta. Sin da quando sono bambina apprezzo con una certa reverenzialità l'abilità di Moony nel creare nomi di piante, animali, luoghi e magie facendoli rimanere stampati nella mente di chi legge, nonostante a primo impattino sembrino strani o complicati.
L'eredità dello sciamano mantiene lo stile narrativo dell'autrice, ma ci presenta un Garry diverso: i fatti hanno voluto che lui crescesse all'improvviso. Forse per la prima volta ho notato la disparità esistente tra lui e Alina, la quale in questo volume mi è sembrata più capricciosa del solito. Un po' come se si volesse marcare l'idea di un'Alina che può scegliere cosa fare della sua vita, incaponendosi pure, mentre Garry deve sempre accettare ciò che il destino gli riserva.
A fare da padrona in questo ultimo libro della serie è ancora una volta l'alchimia, descritta in modo così minuzioso da far sentire il potere anche nelle vene del lettore.
Insomma, L'eredità dello sciamano è il degno finale di una trilogia che era partita molto bene. Il primo libro mi era piaciuto tantissimo e sono felice di aver proseguito nonostante il secondo mi avesse appassionata di meno. Qui ho ritrovato la Moony Witcher che sento amica e la ho amata ancora una volta.



martedì 25 gennaio 2022

I diritti del lettore #7 | Il diritto di leggere ovunque

Buongiorno amici lettori! Anche in questo nuovo anno torno finalmente con una delle vostre rubriche preferite, cioè quella dedicata ai diritti del lettore! 
Ancora una volta vi ricordo che questa serie di post è stata liberamente ispirata al libro Come un romanzo di Daniel Pennac. 


IL DIRITTO DI LEGGERE OVUNQUE


Non so se ci sono persone che si sentono effettivamente limitate a proposito dei luoghi in cui leggere, ma spero vivamente di no.
I miei posti preferiti sono abbastanza classici: amo soprattutto leggere seduta sul divano, nel letto (in questo caso in particolar modo appena prima di andare a dormire) e mentre viaggio in pullman/treno.
Seppure con i libri cartacei non sia comodo, se un libro mi prende parecchio me lo porto letteralmente ovunque: leggo mentre sono in bagno (addirittura mentre lavo i denti, con non poca difficoltà), mentre passeggio, e... lo ammetto!, a volte ho letto anche in momenti e posti dove effettivamente non avrei dovuto, soprattutto durante le ore di lezione a scuola.
Il mio unico requisito quando mi fermo a leggere è che non ci siano persone che cantano o guardano la TV ad alto volume, perché queste sono le uniche due cose che mi disturbano seriamente. Posso bypassare le chiacchiere o tutti gli altri rumori di sottofondo.

Quali sono i vostri posti preferiti per leggere? 

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Le altre puntate della rubrica:

venerdì 21 gennaio 2022

Blogtour: 'Il sangue della Veggente' | Autodeterminazione o fato prestabilito?

Buongiorno lettori! Innanzitutto vorrei ringraziarvi per la fiducia che avete dato alla mia recensione dell'altro giorno riguardante Il sangue della Veggente (se ve la siete persa, potete leggerla cliccando qui). Sono davvero felice di aver smosso la vostra curiosità e spero che oggi riuscirò a convincere tutti coloro che hanno ancora dei dubbi! Attraverso questo blogtour oggi ho intenzione di farvi una domanda: 

Credete al fato o pensate che tutto avvenga grazie alla propria determinazione?

fato s. m. [dal lat. fatum, der. di fari «dire, parlare»] (pl. -i, ant. le fata). – Originariamente, presso i Latini, la parola della divinità, e quindi il destino irrevocabile (che comprende anche la morte) fissato fin dal principio e a cui nessuno si può sottrarre; al plur., oltre a indicare i detti del veggente che profetava il futuro, fu nome collettivo delle personificazioni del destino. Nel mondo moderno, quando non è usato con riferimento alla concezione antica, significa più genericamente, al sing. o al plur., il destino

autodeterminazióne s. f. [comp. di auto-1 e determinazione]. – 1. a. In filosofia, l’atto con cui l’uomo si determina secondo la propria legge, indipendentemente da cause che non sono in suo potere. 

Baudelaire asseriva:

Il male viene fatto senza sforzo, naturalmente, è l’opera del fato. Il bene è sempre il prodotto di un’arte.

Sfido chiunque a non ritrovarsi in questa affermazione. Come credo accada ad ogni essere umano, la mia opinione in merito a questo argomento cambia molto insieme al mio umore. Non vi è mai capitato di darvi il merito per qualcosa che vi è riuscito e invece di dare la colpa al fato se qualcosa è andato male? A me sì, non lo nego. E ogni volta ho cercato di farci caso e riflettere tra me e me alla ricerca di una risposta logica dietro questa attitudine.
Allo stesso tempo spesso ci capita spesso di dire ad altri <<Se questa cosa non è riuscita, magari non era destino>> ed egualmente <<Ma dai, era davvero destino che questa cosa accadesse!>>. Contraddittorio, non trovate?

La fede nel destino ha caratterizzato da sempre la storia dell'uomo, il quale è  legato alla figura di divinità dall'inizio dei Tempi. Credere nella divinazione, nella veggenza e nella predestinazione non è mai stato difficile per gli esseri umani, eppure oggi questa azione diviene sempre più difficile. Probabilmente è colpa della sempre più mancanza di fede e fiducia in ciò che non si vede (e che quindi non esiste per le nostre menti), non è tangibile. E' facile dare la colpa dei propri fallimenti a un qualcosa di immateriale, ma non si è più disposti a dare a quella stessa sostanza il merito dei propri successi.

L'uomo è sempre stato un essere fatto di contraddizioni, plasmato di credenze che vanno e vengono. Non tutti, ovviamente, hanno abbandonato il credo, la fede e hanno ancora piena fiducia nel fato. Nulla dipende dalla propria determinazione in quanto tutto è già stato scritto.

Non posso dire di trovarmi d'accordo con una visione così fatalista (si può dire in questo caso?), ma non nego che la mia mente vaga spesso alla ricerca di risposte certe riguardo questo argomento.

Fatemi sapere cosa ne pensate voi!


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lunedì 17 gennaio 2022

Recensione: 'Il sangue della veggente' di Lisa Bilotti

Buongiorno lettori! Oggi insieme ad altre college vi parlo del mio parere riguardo un volume in uscita proprio oggi (vi lascio il link diretto per l'acquisto nel post), il primo di una saga dark fantasy che sembra promettere molte cose positive!


Titolo: Il sangue della Veggente
Serie: Il sangue della Veggente #1
Autrice: Lisa Bilotti
Pagine: 275
Prezzo: € 14,00 
Editore: Dark Abyss Edizioni

Trama: L’alba del mondo è appena sorta e uomini e Dei calpestano la stessa terra. Il Popolo sopravvive al buio e alla luce, che si alternano in lunghi periodi. Mord è il prescelto, la Guida alla quale gli Dei hanno donato il Marchio. Ma la sua autorità è messa in discussione quando viene alla luce un segreto taciuto troppo a lungo. Mentre il Popolo è diviso, la guerra incombe. Il Popolo non è solo. Il pericolo arriva dal mare, con navi imponenti e armi di ferro; uccidono, saccheggiano e razziano. La Veggente, colei che è in contatto con gli Dei, viene strappata dal villaggio. Così gli uomini si uniscono di nuovo e gli Dei rivendicano la loro potenza. Guerra, sangue, prodigi, ammonimenti. Il Popolo brama la rivalsa, cerca il castigo dell’invasore. Senza pietà, scoppia la battaglia fra il cielo e la terra.


Il sangue della Veggente è un libro che parte gettando il lettore subito nella mente di diversi personaggi, causando una confusione iniziale che già dopo pochi capitoli acquista il suo senso. Ogni punto di vista presentato nelle prime pagine permette al lettore di fare la conoscenza di persone che nel corso del libro risulteranno essere dei punti di svolta per la storia stessa o per i protagonisti.
Questi ultimi sono Mord, la nuova guida del Popolo e Huna, veggente dello stesso luogo. Se il primo è un uomo grintoso e quasi egoista, la cui presenza non passa mai inosservata, la seconda è una donna estremamente piccola, ma egualmente sicura della sua importanza. Lui mostra un'enorme riluttanza verso gli dei e guida il suo popolo con presunzione, lei porta notizie attraverso la voce di quegli stessi dei che Mord e altri abitanti del villaggio stanno dimenticando.
Il valore delle divinità (che in questo caso sono preistoriche) è un fattore particolarmente importante perché la trama ruota principalmente attorno alla loro esistenza e alla loro abilità di comunicare con il popolo per portarlo alla ribalta, smuoverlo e permettergli di crescere (nel bene e nel male).
Al fianco di Mord e Huna c'è Aedan, un ragazzo che sin da subito rivela la sua importanza ma che in realtà nel corso del libro viene approfondito davvero poco. Credo che la sua figura sarà sottolineata nel corso del seguito e non vedo l'ora di scoprire di più su di lui perché sin da subito dimostra di poter essere un coprotagonista con i fiocchi.
L'autrice è riuscita a narrare scene di rituali e guerra catturando l'attenzione del lettore e non prolungandosi in immagini troppo brutali. Per essere un dark fantasy devo dire che Il sangue della veggente è abbastanza soft nelle descrizioni, anche se non lo è nei contenuti: tradimenti, bagni di sangue, blasfemia e guerra sono le principali tematiche trattate e l'autrice le tocca con uno stile adeguato. La narrazione non è né semplice né complessa e riesce a trasportare il lettore in un mondo nuovo facendoglielo scoprire piano piano, con brevi descrizioni dateci principalmente attraverso gli occhi dei protagonisti.
Non nego che in alcuni tratti la storia si presenta abbastanza lenta, ma il lettore non trova difficoltà nell'avanzare. Il finale, poi, mi ha particolarmente sorpresa. Sono curiosa di scoprire cosa prevede il secondo volume perché penso che se trattato nel modo giusto potrebbe trasformare questa storia in una bomba.


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