Chi sono?

Mi chiamo Ilenia e sono una ragazza umbra estremamente curiosa, amante degli animali, della natura, delle scienze, del cibo e dei libri. Amo leggerli, viverli e respirarli, ma anche elaborarli attraverso libri creativi come i colouring books. Non ho un genere preferito ed ho sempre pensato che cercare di abbracciare la lettura nel suo insieme sia un enorme pregio. Ammetto, però, di avere qualche difficoltà con alcuni generi, come gli erotici, gli storici e i gialli (che leggo più raramente rispetto agli altri). In questo blog letterario scrivo della mia passione librosa, con grandissime soddisfazioni. Ho una relazione (molto) a distanza con un ragazzo di nome Gennaro, una figlia pelosa di nome Luna che rimarrà per sempre nel mio cuore - e che mi manca da morire da quando non c'è più- e frequento un'università che detesto (molto). Ho la sfortuna nel sangue, ma cerco di sorridere alla vita!

giovedì 3 maggio 2018

Book Reveal Party: 'Death is not the worst' di Julia Sienna ed Helena Cornell

Buongiorno lettori! In questi giorni ho fatto un pienone di post ed oggi ho preparato per voi qualcos'altro di davvero speciale: la presentazione di 'Death is not the worst', scritto da Julia Sienna ed Helena Cornell. 
Per spezzare l'attesa del giorno in cui verrà ufficialmente presentato il libro, in data 10 Maggio, in questo post potete curiosare tra i dati del volume ed un estratto inedito selezionato appositamente per voi dalle autrici!

Titolo: Death is not the worst
Autore: Julia Sienna & Helena Cornell
Pagine: 496
Prezzo: € 20,00
Editore: Gainsworth Publishing
Genere: urban fantasy, newgothic, fanta-thriller
Target: contenuti espliciti, +16

Trama: Norwich, Mississippi. La prestigiosa cittadina universitaria si sta preparando ad affrontare un nuovo anno accademico, incurante della scia di macabri omicidi e sparizioni che sta affliggendo il Sud degli Stati Uniti.
Catherine O'Bryan, giovane studentessa della Ole Lady, ritornata alla città natale per lasciarsi alle spalle gli spiacevoli eventi del suo recente passato, si imbatte nello spavaldo Tristan, unico erede dell'antica famiglia Averhart, che dimostra da subito interesse per lei, tanto da infrangere ogni regola e divieto si fosse imposto pur di farsi notare. Oltre il sorriso sprezzante del ragazzo, però, si celano ferite molto più profonde di quelle che la sua pelle mostra con fin troppa assiduità. Nel suo sangue si nasconde l'ira di un predatore, una maledizione che nessun Averhart può sciogliere, nemmeno dopo secoli di sofferenza e molte vite spese in tributo.
Fiamme nella notte, riti sciamanici, cannibalismo, corpi che bruciano occultando agli Umani uno dei più grandi segreti della Storia, ma questa è solo routine per gli Averhart e gli altri Cacciatori.
Il nemico li attende nell'ombra, pronto a ucciderli non appena abbasseranno la guardia. I suoi occhi d'ambra non smetteranno mai di fissarli, fino a quando non li avrà eliminati. Tutti.
Solo la Morte potrà placare la sua terribile Vendetta.

“Non basteranno mille anni per cancellare quanto è accaduto. Avete fatto un tremendo errore a rompere quel patto, Cacciatori.”


Estratto dal capitolo XXI: 'The chosen one'
*scorrete la sezione per leggerlo interamente*
"L'esile figura di un ragazzo sulla trentina apparve sull'uscio.
William socchiuse le palpebre, fiutando subito la paura che permeava quell'essere.
Timore e angoscia, mischiate al decadente sentore di una vita insulsa che brama rivalsa.
Gli Umani sanno essere davvero curiosi a volte.
Il giovane strabuzzò gli occhi scuri, le cui pupille sembravano due piccole macchie di inchiostro nero, liquido e denso. «Sei tu, volevo dire... lei. I-io non pensavo...» sussurrò incerto, il mento sporcato da un velo di ispida peluria.
Will fissò il volto pallido del suo ospite, un viso anonimo e smunto come avrebbe potuto essere quello di qualsiasi altro dimenticato da Dio in quella città. In quello Stato. In quel mondo. «Le tenebre custodiscono tutto ciò che è prezioso per loro. Come potrei scordarmi di te, ragazzo?» Cercò di produrre un sorriso amichevole, mostrando volontariamente la punta dei canini oltre il profilo sottile delle labbra.
«Lo sapevo, lo sapevo che quel corso alla Amethyst Center mi avrebbe portato a qualcosa di magnifico!» esclamò lui, accennando un inchino mentre si spostava per lasciarlo passare. «Si sono smosse proprio le energie giuste...» concluse, sfumando la sua voce in un pigolio trasognato.
Will avanzò all'interno dell'appartamento, scrutando nella penombra: non c'erano muri a dividere la cucina dal soggiorno, il lavandino era pieno di piatti sporchi e la luce azzurrognola di un computer pulsava dal tavolino vicino al divano. Un ambiente che si arrogava la pretesa di essere contemporaneo, con i suoi arredi industriali e le pareti di mattoni a vista, ma che si risolveva in un freddo guazzabuglio di grigi, marroni e verdi slavati.
William si volse appena, facendo scintillare i suoi occhi di ghiaccio in direzione del ragazzo. «Sei a casa da solo, Louis?»
Il giovane sussultò, sentendo pronunciare il suo nome. «Sì... sì, il mio coinquilino è via per lavoro.» Chiuse la porta con il catenaccio e accese, con il piede, l'interruttore della lampada a stelo.
Will corrugò la fronte, infastidito dall'improvvisa luce giallastra che era esplosa davanti a lui.
«Posso offrirle qualcosa? Del caffè... beh, no... n-non credo di avere qualcosa di appropriato... a parte il mio sangue, ma sarebbe un onore per me, Signore...»
«Non ho intenzione di divorarti, né di bere il tuo sangue, Louis» tagliò corto Will. «Sono qui per altro.»
Il ragazzo si allontanò dalla porta e andò verso il divano, sedendosi tra i cuscini di vellutino color senape. «Si accomodi...». «Sto bene in piedi» confermò lui, mentre lo sguardo vagava sulle mensole stracolme di cristalli, piramidi e ogni paccottiglia dal vago sapore esoterico. Louis era un giovane Umano intrappolato nella sua noiosa realtà di impiegato informatico. Un numero tra le migliaia di una multinazionale, nessuna gloria, nessun disonore. Soffriva, rinchiuso nella prigione di una vita monotona e rassicurante, frustato dalla voglia di evadere, di riscoprirsi speciale e sentirsi in qualche modo predatore. Donne, denaro, influenza, fascino. Voglie assecondate e distorte in perversioni da un famelico approccio all'occultismo e ogni altra pratica esoterica che sembrava prometterne la realizzazione. Will aveva compreso subito con chi avrebbe avuto a che fare, sin dal primo istante che lo aveva visto al seminario “Guarire con il potere dei Cristalli”. Tutte dannate idiozie, ma ottimi terreni di caccia. Espirò lentamente, l'espressione cupa e i muscoli del viso immobili. Rifugiarsi nelle Tenebre espone sempre a grandi pericoli, soprattutto quando non si hanno i mezzi per vedere cosa celano al loro interno. Magia rossa, magia nera, evocazioni demoniache... I libri stipati a forza in una piccola libreria scorrevano rapidi sotto i suoi occhi impassibili. Nessun colore, cristallo o demone avrebbe potuto donare a un Umano la facoltà di diventare un Predatore, solo l'illusione di esserlo. L'unico modo per diventare Predatori era nascerci."


Le autrici:
Julia Sienna nasce nel 1989, da sempre appassionata lettrice inizia a cimentarsi con la scrittura nell'adolescenza, intraprendendo poi studi di editing e tecnica narrativa.
Antiquaria di giorno e scrittrice di notte, pubblica il suo romanzo di esordio nel 2013 “I Predatori Oscuri”, primo volume della saga epic fantasy “The Dark Hunt” al quale fanno seguito nel 2014 “Cacciatori di Ombre” e nel 2017 “Il Tempio degli Abissi” tutti editi da Gainsworth Publishing.
Helena Cornell nasce nel 1983. Scrittrice amatoriale sin da ragazzina, è finalmente riuscita a esordire grazie all'incontro fortuito con Julia, che ha collaborato con lei all'editing dell'ultimo volume di The Dark Hunt. Grazie ai suoi studi, Helena ha sviluppato un forte senso critico e di analisi letteraria, che le ha permesso di entrare nel mondo dell'editoria.
Ora editor e Raccontastorie a tempo pieno, è guidata dal sottile filo che la tiene saldamente legata alle sue trame e personaggi, narrandoli con l'ironia che la contraddistingue.
“Death is not the Worst” è la loro prima opera a quattro mani.

Allora, cosa ve ne pare?
Vi lascerete travolgere dalla forza di questa nuova storia?

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