Chi sono?


io Mi chiamo Ilenia e sono una ragazza umbra estremamente curiosa, amante degli animali, della natura, delle scienze, del cibo, dei giochi da tavola/videogiochi e dei libri. Amo leggerli, viverli e respirarli. Non ho un genere preferito ed ho sempre pensato che cercare di abbracciare la lettura nel suo insieme sia un enorme pregio. Ammetto, però, di avere qualche difficoltà con alcuni generi, come gli erotici, gli storici e i gialli (che leggo più raramente rispetto agli altri). In questo blog scrivo della mia passione librosa, con recensioni e rubriche. Che altro posso dirvi di me? Sono laureata in Lingue e culture straniere e in Scienze socioantropologiche per l'integrazione e la sicurezza sociale. Non so ancora come sarà il mio futuro, ma sono molto determinata a scoprirlo. Ho la sfortuna nel sangue, ma cerco di sorridere alla vita!
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martedì 8 febbraio 2022

Recensione: 'La ragazza che sognava i libri' di Sandra Bianconi

Buongiorno amici lettori! Come state? Devo dire che non posso lamentarmi, a parte la prospettiva di dover fare nuove visite oculistiche nel corso di questo mese. 
In questi giorni ho riflettuto un po' su cosa pubblicare nel blog e mi sono venuti in mente diversi post. Primo tra tutti è questa recensione, dedicata a un libro a suo modo decisamente particolare.


Titolo
: La ragazza che sognava i libri
Autrice: Sandra Bianconi
Pagine: 208
Prezzo: € 11,99 cartaceo | € 5,99 digitale
Editore: Autopubblicato

Trama: “La ragazza che sognava i libri” potrebbe essere una favola moderna se non fossero tutti gli intrighi, dilemmi e impasse che la storia contiene, leggera ma autentica.
È la storia di Maria Jacqueline, una ragazza romantica, sognatrice, intelligente e determinata, che vuole vivere la vita a modo suo – senza mai togliere i piedi dalla realtà. Il suo amore ai libri la porta a vivere le esperienze più incredibili fino a incontrare uno in speciale, che rivoluzionerà tutta la sua vita…


Quella di Maria Jacqueline è una storia che potremmo chiamare quasi 'comune', fatta di sacrifici immensi improntati al raggiungimento dei propri sogni. La protagonista di questa storia desidera con tutta se stessa lavorare nel mondo dell'editoria e si impegna in questo con il corpo, il cuore e l'anima.
La sua storia viene raccontata in tre fasi nelle quali vengono utilizzati diversi stili narrativi. Nell'introduzione viene presentata al lettore la figura di Jacqueline stessa e l'autrice lo fa utilizzando una narrazione che rompe la terza dimensione rivolgendosi al lettore e oscilla continuamente tra passato e presente. Devo dire che la scelta verbale inizialmente mi ha confusa, perché non avevo ben capito il senso del continuo passaggio temporale, poi però questa idea di narrazione è stata abbandonata nelle parti successive. 
Tutta la parte centrale della storia racconta quello che è il presente vissuto dalla protagonista e lo fa in modo quasi colloquiale, come se il lettore in realtà si trovasse al fianco di questa ragazza intraprendente la cui esistenza ruota prettamente attorno ai libri. E' in questa fase che impariamo a conoscerla bene ed è qui che si familiarizza con questa ragazza fatta di sogni e ambizioni la cui mente ordinata e pragmatica è equilibrata da una personalità impulsiva al di fuori dell'ambito lavorativo.
La terza e ultima parte traferisce i lettori in un futuro non troppo lontano dove tutto nella vita di Jacqueline cambia e la ragazza si trova a vivere quello che sembra essere il miglior periodo della sua esistenza. Anche qui l'autrice utilizza uno stile colloquiale che non turba affatto chi legge, ma anzi lo mette a proprio agio.
La storia in sé non brilla di originalità se presa a se stante, ma più che un romanzo d'amore io definirei La ragazza che sognava i libri come un libro dove fondamentale è il focus sulla crescita personale. La storia romantica è infatti messa quasi in secondo piano ed è trattata in modo veloce. A farla da padrone, in questo libro, è la mente di Jacqueline e la sua evoluzione, nonché tutti i cambiamenti che avvengono nel corso della sua vita.
Il libro scorre piuttosto velocemente e una volta superata la parte introduttiva ho trovato la storia piacevole.

lunedì 17 gennaio 2022

Recensione: 'Il sangue della veggente' di Lisa Bilotti

Buongiorno lettori! Oggi insieme ad altre college vi parlo del mio parere riguardo un volume in uscita proprio oggi (vi lascio il link diretto per l'acquisto nel post), il primo di una saga dark fantasy che sembra promettere molte cose positive!


Titolo: Il sangue della Veggente
Serie: Il sangue della Veggente #1
Autrice: Lisa Bilotti
Pagine: 275
Prezzo: € 14,00 
Editore: Dark Abyss Edizioni

Trama: L’alba del mondo è appena sorta e uomini e Dei calpestano la stessa terra. Il Popolo sopravvive al buio e alla luce, che si alternano in lunghi periodi. Mord è il prescelto, la Guida alla quale gli Dei hanno donato il Marchio. Ma la sua autorità è messa in discussione quando viene alla luce un segreto taciuto troppo a lungo. Mentre il Popolo è diviso, la guerra incombe. Il Popolo non è solo. Il pericolo arriva dal mare, con navi imponenti e armi di ferro; uccidono, saccheggiano e razziano. La Veggente, colei che è in contatto con gli Dei, viene strappata dal villaggio. Così gli uomini si uniscono di nuovo e gli Dei rivendicano la loro potenza. Guerra, sangue, prodigi, ammonimenti. Il Popolo brama la rivalsa, cerca il castigo dell’invasore. Senza pietà, scoppia la battaglia fra il cielo e la terra.


Il sangue della Veggente è un libro che parte gettando il lettore subito nella mente di diversi personaggi, causando una confusione iniziale che già dopo pochi capitoli acquista il suo senso. Ogni punto di vista presentato nelle prime pagine permette al lettore di fare la conoscenza di persone che nel corso del libro risulteranno essere dei punti di svolta per la storia stessa o per i protagonisti.
Questi ultimi sono Mord, la nuova guida del Popolo e Huna, veggente dello stesso luogo. Se il primo è un uomo grintoso e quasi egoista, la cui presenza non passa mai inosservata, la seconda è una donna estremamente piccola, ma egualmente sicura della sua importanza. Lui mostra un'enorme riluttanza verso gli dei e guida il suo popolo con presunzione, lei porta notizie attraverso la voce di quegli stessi dei che Mord e altri abitanti del villaggio stanno dimenticando.
Il valore delle divinità (che in questo caso sono preistoriche) è un fattore particolarmente importante perché la trama ruota principalmente attorno alla loro esistenza e alla loro abilità di comunicare con il popolo per portarlo alla ribalta, smuoverlo e permettergli di crescere (nel bene e nel male).
Al fianco di Mord e Huna c'è Aedan, un ragazzo che sin da subito rivela la sua importanza ma che in realtà nel corso del libro viene approfondito davvero poco. Credo che la sua figura sarà sottolineata nel corso del seguito e non vedo l'ora di scoprire di più su di lui perché sin da subito dimostra di poter essere un coprotagonista con i fiocchi.
L'autrice è riuscita a narrare scene di rituali e guerra catturando l'attenzione del lettore e non prolungandosi in immagini troppo brutali. Per essere un dark fantasy devo dire che Il sangue della veggente è abbastanza soft nelle descrizioni, anche se non lo è nei contenuti: tradimenti, bagni di sangue, blasfemia e guerra sono le principali tematiche trattate e l'autrice le tocca con uno stile adeguato. La narrazione non è né semplice né complessa e riesce a trasportare il lettore in un mondo nuovo facendoglielo scoprire piano piano, con brevi descrizioni dateci principalmente attraverso gli occhi dei protagonisti.
Non nego che in alcuni tratti la storia si presenta abbastanza lenta, ma il lettore non trova difficoltà nell'avanzare. Il finale, poi, mi ha particolarmente sorpresa. Sono curiosa di scoprire cosa prevede il secondo volume perché penso che se trattato nel modo giusto potrebbe trasformare questa storia in una bomba.


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martedì 28 dicembre 2021

Recensione: 'Entra nel gioco del calamaro. Tutti i segreti della serie evento Squid Game' di Park MinJoon

Buongiorno lettori! Come avete passato il Natale? Io tutto bene, la giornata è stata tranquilla ed ho anche ricevuto in regalo moltissimi libri! In particolare mi sono stati regalati l'ultimo libro di Sophie Kinsella, l'intera trilogia Il quarto Elemento di Kat Ross e l'ultimo libro di Simone Cristicchi. 
Oggi però non sono qui per parlare di feste e doni, ma per dirvi la mia sulla guida (non ufficiale) di Squid Game! Della serie TV vi avevo già parlato nel blog (qui il post) e oggi sono molto contenta di farvi conoscere questa interessantissima guida.


Titolo: Entra nel gioco del calamaro. Tutti i segreti della serie evento Squid Game
Autore: Park MinJoon
Pagine: 147
Prezzo: € 12,90
Editore: Vallardi
Traduzione: Sara Papini

Trama: Il manuale di istruzioni 100% non ufficiale per scoprire tutti i segreti, retroscena e curiosità della serie evento di maggior successo degli ultimi tempi, e avventurarsi nel K-world, il fantastico universo culturale coreano. Preparati a diventare il giocatore numero 457. Cosa sei disposto a fare per pagare i tuoi debiti? 456 giocatori con un debito da saldare, s'impegnano in diversi giochi per bambini che comportano però dei pegni (mortali). Non si può abbandonare, chi perde perde la vita. Un mix conturbante di giochi per bambini, sangue, lotta per la sopravvivenza e critica di sistema che affonda le sue origini in Battle Royale e nell'universo manga. Un successo che in pochissimo tempo si è esteso ben oltre la stessa serie TV, divenendo un fenomeno mondiale.


Sebbene nessuno di noi voglia scoprire i segreti della serie per diventare il giocatore 457, sono certa che tutti potrebbero trovare interessante questa guida in quanto permette a chi ha visto Squid Game di notare diverse cose interessanti. 
Prima di passare ad analizzare la struttura del volume, ci tengo a sottolineare che esso è scritto in modo semplice e molto colloquiale. Ho trovato davvero divertente l'idea della comunicazione in chiave ironica tra il narratore e il lettore. Il primo non si limita soltanto a spiegare i dettagli della serie, ma si rivolge a chi legge in modo buffo e quasi materno (da un lato raccomanda di non copiare quanto viene scritto - cosa che un po' mi ha fatto pensare. C'è davvero bisogno che qualcuno ci ricordi di non uccidere altre persone? - mentre dall'altro lato scrive frasi divertenti come <<se fallirai questo test non preoccuparti, nessuno verrà ad eliminarti!>>).
Il volume è diviso in sezioni e sin dai titoli è possibile capire gli argomenti trattati. Nello specifico vengono per prima cosa riassunti i nove episodi e sottolineati tutti gli elementi fondamentali che avrebbero potuto aiutare lo spettatore nel prevedere gli episodi successivi (lo ammetto, alcuni non li avevo captati). Vengono poi approfonditi ed esplorati i background di alcuni dei personaggi principale per poi passare anche agli attori che li hanno interpretati.
Una sezione che ho molto apprezzato è stata quella dedicata al plagio e alle ispirazioni. Molti hanno criticato Squid Game per essere simile a serie come Alice in Borderland, ma in questa guida viene perfettamente spiegato perché uno non sia la copia dell'altro. Sono stata felice di trovare questa parte, perché cerco sempre di spiegare la struttura dei survival game e quasi nessuno sembra voler capire che delle similitudini tra i vari prodotti sono obbligate.
Altre sezioni interessanti sono quella dedicata alle regole di tutti i giochi visti durante gli episodi e quella dedicata ai numeri. Soprattutto in quest'ultima vengono svelate tantissime curiosità più o meno importanti (lo sapevate che dopo l'uscita di Squid Game la vendita di scarpe Vans indossate dai personaggi è aumentata del 7800%?).
Il volume tocca altri argomenti (il cinema coreano in generale, la biografia del regista, gli errori presenti nella serie, le polemiche legate alla traduzione dal coreano) e si chiude con un quiz abbastanza corposo. Io ho ottenuto un risultato molto buono e ne sono contenta. Voi riuscirete a dimostrare la vostra passione per la serie?


mercoledì 22 dicembre 2021

Recensione doppia: 'Anastasia, di nuovo!' e 'Anastasia al vostro servizio' di Lois Lowry

Buongiorno lettori, oggi ho deciso di parlarvi di due libri contemporaneamente. Si tratta del volume due e tre della serie di avventure dedicata ad Anastasia Krupnik e siccome i due volumi sono molto simili ho pensato di parlarvene in un unico post.



Titolo: Anastasia, di nuovo! - Anastasia al vostro servizio
Serie: Anastasia Krupnik #2-3
Autrice: Lois Lowry
Pagine: 155 - 154
Prezzo: € 12,00 - 14,00
Traduzione: Enrico Santachiara

Trama: Libro 1, Libro 2



Anastasia Krupnik è una ragazzina molto vivace, che inizialmente mi ha ricordato un po' Pippi Calzelunghe (dalla quale si è quasi subito discostata, per fortuna). Il suo carattere forte è la cosa che maggiormente permea le pagine che raccontano la sua storia ed è impossibile non affezionarsi a questa bambina ricca di sogni, idee ed iniziative.
Anastasia, di nuovo! e Anastasia al vostro servizio! raccontano due episodi della vita di Anastasia e della sua famiglia: nel primo si ha il trasferimento di tutto il nucleo familiare in periferia, nel secondo la piccola protagonista trova un lavoretto per guadagnare qualcosa da mettere da parte insieme alla paghetta. In entrambi i casi l'autrice è riuscita a rendere benissimo il punto di vista di una tredicenne ed ha senza difficoltà narrato la quotidianità attraverso gli occhi puri di una ragazzina che osserva tutto con curiosità e rende ogni evento quasi comico agli occhi del lettore. Anastasia è infatti buffa e il suo modo di fare lo è altrettanto. Le sue fisse e i suoi pensieri a volte risultano talmente ingenui da far sorridere chi legge e portarlo ad apprezzare sempre di più l'animo di Anastasia stessa.
Il fulcro del primo volume è il tentare di superare i propri pregiudizi e la propria solitudine. Nel secondo caso arriva in aiuto una protagonista anziana a cui Anastasia cercherà in ogni modo di portare compagnia. Il secondo volume ruota principalmente attorno all'indipendenza, al suo prezzo e al disequilibrio di alcune famiglie (che porta alla ribellione dei figli). Entrambi i volumi hanno toccato con semplicità i vari temi, ma senza sottovalutarli.
Ciò che mi ha davvero sorpresa di questi due libri, oltre alla presenza di tematiche importanti trattate senza farle apparire superficiali e di uno stile narrativo semplice e spedito, è il fatto che Lois Lowry appare come un'autrice totalmente diversa rispetto a quella che avevo conosciuto con la serie The giver. Qui l'autrice è riuscita a farsi apprezzare da me grazie al suo modo simpatico di narrare e alla sua capacità di stupire un adulto attraverso gli occhi di un bambino. La vita di Anastasia non ha niente di più né di meno rispetto alla quotidianità di una persona comune, ma Lois Lowry è riuscita a farla sembrare quasi speciale. 
Leggerò volentieri altri episodi della serie, se verranno ritradotti!

sabato 18 dicembre 2021

Recensione: 'Tra le braccia di un mostro' di Morgana De Lioncourt

Buongiorno lettori e buon sabato! E' da diverso tempo che non vi parlo di una raccolta di poesie, quindi direi proprio che è arrivato il momento di rimediare. 
Nello specifico, oggi vi racconto le emozioni provate durante la lettura di Tra le braccia di un mostro, una raccolta che mi ha tenuto compagnia per diverso tempo (non perché non mi sia piaciuta! Come sapete già, non amo divorare le poesie. Preferisco godermele lentamente).


Titolo: Tra le braccia di un mostro
Autrice: Morgana De Lioncourt
Pagine: 65
Prezzo: € 12,00
Editore: Dark Abyss Edizioni

Trama: Una raccolta di poesie quasi da intendersi come lettere, dedicate a coloro che infliggono ferite. Sono schegge, hanno la bellezza perfetta dei testi sottoposti al cesello esperto di chi riflette su ogni singola parola e ne padroneggia l'anima, al contempo hanno il potenziale lacerante di ciò che è affilato. Una spina, un graffio, un ramo contundente, una ferita difficile da far guarire. Uno sprazzo nella foresta privata che è la vita dell'Autrice.


Le poesie sono una sorta di passaggio verso l'anima di chi le scrive; chi legge sta inconsapevolmente esplorando un essere umano, sta scavando il suo mondo, il suo pensiero e la sua vita. Nel caso specifico di Tra le braccia di un mostro chi legge si trova a frugare tra un passato oscuro fatto di soggetti che hanno ferito l'autrice in diversi modi o che lei stessa ha morso più o meno consapevolmente.
Attraverso la poesia si impara ad ascoltare e tra le pagine di questa raccolta si viene invasi da urla e grida: di disperazione, di dolore... ma anche di liberazione. Ciò che l'autrice racconta è un insieme di esperienze brutali, a tratti grottesche, che hanno caratterizzato la sua esistenza. Sin dal primo brano Per il mostro si capisce il tono di ciò che è contenuto in questo volume ed è praticamente impossibile non provare subito un senso di protezione verso chi scrive. Non tutti i brani sono però oscuri e tremendi. Alcuni, infatti, toccano corde dolci (come quelli dedicati alla nonna) che mi hanno scaldato il cuore.
Le tematiche trattate nel corso dei versi sono parecchie. Non tutte sono laceranti come l'inizio vuol fare sembrare, ma sicuramente ogni poesia è in grado di graffiare l'animo di chi la scorre. 
Interessante di Tra le braccia di un mostro è anche la scelta di abbinare ogni brano ad un'illustrazione rappresentante un fiore, una pianta o un'erba. Ad ogni immagine è dedicata una didascalia che elenca le proprietà del soggetto disegnato. La ho trovata un'idea particolare ed intrigante perché in un certo senso è come se il nome di piante e fiori riuscisse a rendere ancor più reale ciò che viene scritto nella poesia abbinata. Su una pagina c'è la stabilità dell'elemento naturale (un cactus, un'erba ecc.ecc.) e sul foglio a fianco ci sono il getto e l'emotività dei versi scritti da Morgana. Versi che a modo loro sono in grado di entrare nella mente di chi li sfoglia e rimanere lì per diverso tempo, nutrendo una vita esterna di esperienze non sempre facili da metabolizzare.

Come sempre quando si tratta di raccolte di poesie, vi lascio di seguito la mia preferita nonché quella con cui mi sono maggiormente trovata in sintonia:

Per il Pettirosso

Ogni tanto sarei curiosa di sapere come ti va la vita.
Solo per ringraziare
ancora una volta
di esserne uscita.
Non sono più così masochista.

venerdì 10 dicembre 2021

Recensione: 'Il corvo blu' di Federico Ellade Peruzzotti

Buongiorno lettori e buon venerdì! Cosa farete in questo fine settimana? Probabilmente io mi dedicherò alla lettura e cercherò anche di programmare qualche post. Per prima cosa, oggi vi lascio una nuovissima recensione!


Titolo: Il corvo blu
Autore: Federico Ellade Peruzzotti
Pagine: 451
Prezzo: € 21,00
Editore: Autopubblicato

Trama: «Nell'anno 2015 scrissi una serie di fiabe inedite utilizzando i nodi narrativi e i personaggi ricavati da un vivo interesse verso le 'lugu' tradizionali dell'Estonia, storie tramandate in prosa o in musica da centinaia di anni. L'anno dopo decisi di usare come chiave proprio una delle fiabe che avevo composto e di aprirla come un vivisettore, sondarla con le mie domande, ricamarla di immagini nuove. Questo approccio perdurò così a lungo che il romanzo si nutrì naturalmente delle vicende e dei miei pensieri quotidiani, che nei quattro anni di stesura sono stati intrisi di coraggio, avventura e una quantità - ancora adesso giudicata "illimitata" - di ignoranza e ingenuità. Una fiaba crudelmente realistica, in cui principi, principesse, maghi, re e guardie in armatura dialogano con l'instabilità delle loro opinioni, la fragilità del corpo, i soldi, la pizza e le regole della società moderna, con le sue contraddizioni e i suoi tentativi vani di farsi amare dalla giustizia. "Il corvo blu" nasce quindi come una fiaba, si evolve come romanzo d'avventura e, proprio come il suo giovane e inesperto protagonista, si dibatte fino all'ultima pagina per trasformarsi in qualcosa di migliore.» (l'autore)



Tra viaggi e scoperte, quella raccontata da Federico Ellade Peruzzotti è una storia fatta di sogni dove il protagonista cerca di crescere sempre di più in ogni suo viaggio, mostrando al lettore come si possa allo stesso tempo migliorare e sbagliare.
Tra un paese e l'altro, la storia scorre ruotando attorno a quella che sembra quasi una favola, un mito moderno: il protagonista cerca di accrescere il suo bagaglio di esperienze per poter superare una difficilissima prova. Solo se riuscirà a superare i cento giorni utili a stupire la principessa, allora potrà definirsi soddisfatto. Quello che è il motivo principale del tanto girovagare del giovane, però, diviene quasi un qualcosa di secondario difronte a tutte le esperienze che egli si trova a vivere e superare e tutti i personaggi in cui si imbatte nel corso del suo viaggio.
In ogni luogo che supera e in ogni persona che incontra, il nostro protagonista cerca di insegnare qualcosa al suo lettore e lo fa attraverso l'alternanza con un narratore onnisciente che solo sul finale (che, ne sono certa, saprà sorprendervi) svelerà la sua identità.
Il corvo blu è un libro molto particolare, ambientato in un mondo che mescola modernità con antichità e narrato attraverso uno stile che a tratti mi ha ricordato i personaggi de Il castello errante di Howl e Stardust. Infatti in Il corvo blu tutti, tranne il protagonista, parlano attraverso un linguaggio distorto. Se inizialmente questa scelta fa sorridere il lettore, devo ammettere che ad un certo punto rende difficile l'approccio alla storia: è complicato, infatti, seguire i discorsi di tutte le persone che si incontrano in quanto più si va avanti con la storia più il linguaggio diventa distorto e meno è scorrevole la narrazione. Insomma, quello che inizialmente sembra essere un punto di forza ad un certo punto diventa una sorta di punto debole che rallenta il tutto.
Il corvo blu è sicuramente un libro interessante, che richiede un certo livello di attenzione per essere letto, ma che comunque lascia un piacevole ricordo al lettore.




martedì 7 dicembre 2021

Recensione: 'Emre' di Debora Spatola

Buongiorno amici lettori! Oggi sono qui per parlarvi dell'ultima opera di Debora Spatola, autrice che ho conosciuto proprio all'inizio di quest'anno e che mi ha letteralmente rapito il cuore con la sua prima saga: Avvento. 


Titolo: Emre. Libro zero
Serie: Emre #1
Autrice: Debora Spatola
Pagine: 417
Prezzo: € 16,50
Editore: Delrai Edizioni

Trama: Il giorno del suo diciottesimo compleanno, Emre vorrebbe un unico regalo dai suoi due padri: poter uscire da sola e senza il loro controllo. Emre, infatti, da che ha memoria, ha sempre vissuto tra le quattro mura di una casa come se fosse prigioniera, traslocando di tanto in tanto, e comunque sotto la stretta sorveglianza di Wender e Cristiano, due uomini che di rassicurante non hanno proprio nulla. E non è l'unica stranezza della sua vita, perché, quasi ogni giorno, viene sottoposta a un prelievo di sangue di cui lei stessa non conosce le ragioni. Wender la rassicura e la tranquillizza ogni mattina presto, portandola a fidarsi di una situazione che di normale ha ben poco. Emre, però, è stanca di sentirsi dire ciò che deve fare e decide così di dare una svolta alla propria esistenza, iniziando a fare domande e tentando di convincere le sue guardie del corpo che è in grado di cavarsela da sola. Ma c'è lo spettro di un terzo uomo ad aleggiare su tutti loro, una presenza spietata che non la lascerebbe mai libera di scegliere. Chi è il terzo? E perché non vuole lasciarla libera? Il primo libro di una trilogia sorprendente, Emre - Libro zero, svela pagina dopo pagina la verità di una storia incredibile, incalzante e mai scontata. Scienza e fede, amore e ragione, libertà e prigionia, sono le dicotomie che attraversano l'intera narrazione, regalando al lettore forti emozioni e una lettura indimenticabile.


Debora Spatola ha dato il via a quella che sembrerebbe essere una nuova interessantissima serie. Nel volume si mescolano fantasy, fantascienza e romance (in parte decisamente minoritaria) creando un perfetto connubio di generi.
I personaggi non sono tanti ed hanno tutti un ruolo ben preciso nella storia. Nessuno è messo a caso tra le pagine ed anche quello che sembra il personaggio più inutile si rivelerà essere in realtà fondamentale.
Emre è una ragazza particolare, frutto di una mente malata. Non si tratta della classica protagonista presente in libri di questo genere. Non la definirei né un'eroina né una persona coraggiosa e forte. Emre è fragile e nonostante i suoi diciotto anni sembra una bambina. La vita non le ha permesso di essere adulta e questa cosa si nota moltissimo mentre si legge. Spesso il lettore si trova in conflitto con questa ragazza dai nervi scattanti ed è anche per questo che la ho trovata particolarmente interessante. Si fa fatica ad affezionarsi a lei, ma non appena lo si fa è impossibile abbandonarla al suo destino.  Al suo fianco troviamo altre persone, tra cui Wender, il mio personaggio preferito in assoluto. Su di lui ho inizialmente avuto dei dubbi, perché aveva degli impulsi che non riuscivo a comprendere. Poi, però, ho iniziato ad amarlo. Anche Cristiano non è male, così come la dolce Panama che si rileva protagonista della maggior parte dei colpi di scena.
Questi ultimi sono continui e donano al libro un ritmo incalzante, nonostante la prima parte appaia lenta. Emre infatti è un libro che parte lentamente, mettendo quasi confusione nella testa del lettore. Credo sia un qualcosa di voluto, perché superate le prime cento pagine si cominciano a riempire delle caselle e chi legge si rende conto di aver finalmente compreso moltissime cose della parte precedente. Il meglio però, lo devo dire, avviene tutto nella seconda metà. E' da qui che si comincia a ragionare sul serio: si cerca di indovinare le identità di tutti i soggetti misteriosi, si cercano di districare gli intrecci e i rapporti; è da qui che viene fuori la vera Debora Spatola: quella che scrive scene forti senza farle apparire violente, sentimenti che diventano enormi nel cuore del lettore. Così come era capitato in Avvento, la seconda parte di Emre mi ha letteralmente distrutta. Ho iniziato a provare tutte le emozioni della protagonista e dei suoi compagni, fino al punto di sentire dolore una volta concluso il volume. Voglio immediatamente il seguito, se non si fosse capito!

venerdì 5 novembre 2021

Recensione: 'Tutto sommato fu un ottimo olocausto' di Alec Bogdanovic

Buongiorno amici lettori e buon venerdì! Oggi vi parlo di un libro davvero irriverente, forse anche più del primo volume di questa surreale serie scritta da Alec Bogdanovic. Tutto sommato fu un ottimo olocausto è infatti il seguito naturale di Gli ansiosi dormono contano le apocalissi zombie, di cui vi avevo parlato l'anno scorso in una recensione (click qui per leggerla).


Titolo: Tutto sommato fu un ottimo olocausto
Serie: Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie #2
Autore: Alec Bogdanovic
Pagine: 133
Prezzo: € 12,70
Editore: Rogas Edizioni

Trama: "L'autore si dichiara fermamente contrario a ogni forma di sinossi, trama, o accattivante presentazione allegata al libro al fine di facilitarne la vendita. Chiede però al lettore di fare uno sforzo e acquistarlo comunque, non perché invogliato dalla copertina o dagli altri lavori dell'autore, ma per un semplice atto di fede, e anche perché a casa ci sono i niños che hanno fame."


Avendo già letto il precedente libro di Alec sapevo perfettamente cosa aspettarmi da Tutto sommato fu un ottimo olocausto, libro che già dal titolo dimostra la sua irriverenza e l'intenzione di colpire dritto allo stomaco il lettore. L'autore è perfettamente in grado di creare atmosfere totalmente fuori dal comune, con storie che confondono chi legge perché a volte sembrano assolutamente realistiche, altre volte tutto l'opposto. E' questa la parte più divertente del modo in cui scrive Alec Bogdanovic: non si riesce a capire se ciò che dice è vero come sostiene o se in realtà si tratta di una storia totalmente inventata.
Tra le pagine ritroviamo il protagonista di Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie che ci trasporta nuovamente nella sua vita fatta di paranoie e strane amicizie. La storia ruota attorno ad alcuni aneddoti raccontati dallo stesso protagonista, il quale dà mostra per l'ennesima volta della sua mentalità contorta attraverso cui mette in mostra alcuni lati marci della nostra società.
Se volete un libro politically correct devo mettervi in guardia: Tutto sommato (ecc.ecc.) non fa per voi. Tra le sue pagine troverete infatti imprecazioni, pensieri sporchi ed anche anti-femminismo. La mente del protagonista è un luogo dove il lettore non riesce ad entrare appieno. E' semplicemente difficile andare d'accordo con i suoi pensieri e i suoi ideali, eppure stranamente il libro si lascia leggere senza farsi odiare, esattamente come era accaduto al suo predecessore. In questo, però, Alec ci è andato ancora più pesante e ha costruito un libro dove ogni pregiudizio diviene reale e qualsiasi pensiero che normalmente neghiamo o cerchiamo di combattere (per paura o per propri ideali) viene esposto alla luce del sole e colpisce chi legge in modo inaspettato. A volte è impossibile non sorridere difronte all'irriverenza (e spesso ingenuità) del protagonista, altre volte non si può fare a meno di storcere il naso e trovarsi in netto contrasto con quanto scritto sulle pagine.
Nonostante Gli ansiossi (ecc.ecc.) mi abbia forse colpita un po' di più, devo dire che ho apprezzato anche questo libro e mi chiedo se in programma ci sia un terzo volume pronto a trascinare il lettore nel circolo psichedelico e surrealista che si pone alla base di questa serie.

lunedì 1 novembre 2021

Recensione: 'Ore Sette: il mondo delle abitudini' di Luigi Cardone

Buongiorno amici lettori e buon inizio settimana! Ho un paio di recensioni arretrate e finalmente riesco a recuperare la prima. Nello specifico oggi vi parlo dell'ultimo volume di Luigi Cardone, autore di cui vi ho già parlato nel blog recensendo Il Regno di Amanita e Le aquile d'oro. Su Instagram vi ho anche parlato dei suoi libri dedicati ad un pubblico più giovane: Il Mondo in bianco e nero e Il signor Paura.


Titolo: Ore sette: il mondo delle abitudini
Autore: Luigi Cardone
Pagine: 171
Prezzo: € 17,00
Editore: Eretica Edizioni

Trama: Alla recita di Natale la piccola Rebecca è vestita da Stella cometa e i suoi occhi cercano quelli della mamma tra la folla di genitori ammassati; gli occhi, però, non la trovano. Qualche anno dopo Rebecca è un'adolescente costretta a cambiare città e rifugiarsi in campagna con la sua famiglia nel misterioso Borgo dalle cento torri, a causa della malattia di sua madre, affetta da "adultità". Qui Rebecca dovrà imparare a fare i conti con la consapevolezza di un dono che ha fin dalla nascita, ma anche con le conseguenze che esso provoca e che la porteranno a rischiare di perdere tutto pur di far luce sulla verità di ciò che significa essere adulti.




In un modo sospeso a metà tra realtà ed immaginazione, la storia ideata da Luigi vede come protagonista una ragazza davvero speciale. Rebecca è un'abile disegnatrice e fin da subito viene mostrato al lettore la sua inconsapevole abilità: i disegni che completa prendono vita. Come ogni potere, anche questo può diventare pericoloso e l'autore mette in guardia i lettori dall'uso troppo ingenuo delle proprie capacità perché esse potrebbero in qualche modo rivoltarsi contro di noi, soprattutto se usate con rabbia e cattiveria. 
Rebecca è una ragazza coraggiosa che ha dovuto passare molti momenti bui nella sua vita, soprattutto visto che la mamma Gloria soffre di una malattia mentale. L'autore è riuscito a non rendere superficiale la descrizione della donna ed ha permesso al lettore di comprendere perfettamente ciò che tutta la famiglia sta vivendo mentre il tempo avanza inesorabile. Quella di Gloria è una condizione che la obbliga a vivere ogni giorno con una routine scandita alla perfezione dagli orologi presenti in giro per casa. Qualsiasi secondo perso è fatale per il suo precario equilibrio mentale ed è stato interessante viaggiare nella sua mente alla ricerca di una soluzione o almeno di alcune risposte.
Al fianco di Rebecca troviamo altri personaggi positivi e tra i miei preferiti c'è senza ombra di dubbio il fattore Peter, seguito dal giovane nipote che porta nella storia un pizzico di love story, anche se non troppo accentuata visto l'età della protagonista.
La storia si svolge in due mondi totalmente diversi eppure uniti da un personaggio molto particolare: la capra Bettina. Può sembrare buffo, eppure questa capretta incarna alla perfezione la forza di volontà, il voler proteggere ciò che si ama a tutti i costi e il non demordere. I mondi che unisce sono la Terra comune e un universo fatto di stranezze ed esseri buffi: il pianete delle buone e delle cattive abitudini. Trovo che l'autore sia stato bravo a non ridicolizzare questo mondo nonostante i soggetti che lo abitano. 
Se devo essere sincera credo che Ore sette: il mondo dell'abitudini sia il libro più riuscito di Luigi, almeno fino a questo momento. Ho apprezzato tantissimo la trama ed anche lo stile di scrittura che mi è sembrato quasi più maturo rispetto ai libri che ho letto precedentemente. Nulla viene lasciato al caso, ogni mistero viene risolto ed ogni personaggio trova il suo posto in una storia che tiene piacevolmente compagnia.

venerdì 1 ottobre 2021

Recensione: 'Qualcosa di magico' di Elena Genero Santoro

 Buongiorno lettori e bentornati nel blog! Come potete notare sto lentamente riprendendo il ritmo di lettura, anche se non ancora del tutto. Sto infatti ancora lavorando alla tesi e non vedo l'ora di concludere anche quella e mettere un punto alla mia carriera universitaria. Non fraintendetemi: sono felice del percorso fatto in questi due anni di magistrale, ma inizio ad essere stanca di correre ed ho bisogno di fermarmi un po'.

Nei giorni passati sono riuscita a concludere l'ultimo libro di Elena Genero Santoro, autrice che avete visto ormai mille volte nel mio blog e che riesce sempre a sorprendermi!


Titolo: Qualcosa di magico
Autore: Elena Genero Santoro
Pagine: 230
Prezzo: € 15,00
Editore: PubMe Policromia

Trama: È estate. Nella casa al mare di Futura e Patrick si alterna una girandola di ospiti: Mac, attore di Hollywood, alle prese con una commedia romantica e con una collega giovane e capricciosa; Hannah, che sogna di trovare l'amore con Marguerite; Viola, che ha un rapporto controverso con il cibo; Manuela, decisa a organizzare un matrimonio faraonico. Intanto Futura cerca di superare la morte del padre, ma Patrick dovrà riconoscere che Claire riesce ad aiutarla meglio di lui. La soluzione di tutti i problemi sarà nascosta nelle piccole gioie e nei dettagli in apparenza insignificanti che però si rivelano decisivi. Un romanzo che è un inno alla guarigione dell'anima.





ATTENZIONE, siccome questa recensione riguarda un libro interno ad una serie molto lunga è probabile che involontariamente possa essere presente qualche spoiler.

Da dove partire per parlare di questo libro? Forse dovrei cominciare semplicemente dicendo che ormai ogni volta che mi tuffo in un libro di Elena Genero Santoro mi sento a casa. I suoi libri, la storia di Patrick, Futura e tutti gli atri personaggi mi trattengono sempre in un caldo abbraccio e non riesco a staccarmi dalla lettura. Anche questa volta è andata esattamente così e sul finale ho sentito come un formicolio al petto: il segnale che questa storia mi mancherà parecchio finché non avrò tra le mani il suo seguito.
Elena aggiunge in ogni volume dettagli nuovi ed entusiasmanti, toccando sempre tematiche nuove e profonde senza farle mai apparire scontate o trattate in modo superficiale. In Qualcosa di magico si inserisce con forza un subdolo partecipante: il disturbo alimentare. Ad incarnare questa malattia è Viola, una ragazza che da un lato fa venire il nervoso al lettore, ma dall'altro gli fa estremamente tenerezza. Più volte sarei voluta entrare nelle pagine per scuoterla, dirle che tutto quello che stava facendo rischiava di portarla alla deriva, in una condizione dove è impossibile tornare indietro.
Anche la sessualità è molto presente in questo volume della saga e in particolar modo si presenta sotto la forma di impulsi adolescenziali, rivolti sia al genere opposto che allo stesso genere del corteggiatore. 
Protagonisti indiscussi del volume sono però sempre Futura e Patrick. La prima si trova in uno stato emotivo molto precario dopo aver vissuto la terribile perdita del padre ed incarna la difficoltà dell'elaborazione del lutto. Futura è l'emblema di quelle persone che per piangere si allontanano da tutto e da tutti, addirittura dai propri affetti più cari. Per gran parte del libro, infatti, il rapporto tra i due sposi è frammentato, turbolento e il lettore soffre insieme alla coppia nella speranza di vederli riappacificati.
Come sempre è impossibile non provare empatia per ogni singola persona che passa all'interno delle pagine scritte da Elena, sia pure una semplice comparsa. Complice è sicuramente la sua abilità nel caratterizzare ogni singolo personaggio senza lasciare nulla al caso, accompagnata dalla sua capacità di narrare anche le situazioni più drammatiche con uno stile semplice, traboccante passione ed in grado di trasmettere tante cose al lettore senza però farlo mai sentire male o a disagio.
Qualcosa di magico chiude delle porte e ne apre altre, lasciando sul finale dei colpi di scena che lasciano di stucco il lettore. Forse per la prima volta, l'autrice lascia volontariamente incomplete delle parti per far si che il lettore aspetti con trepidante curiosità il volume successivo.

venerdì 24 settembre 2021

Recensione: 'One Piece, un'epopea mitologica moderna' di Denis Amadio

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi di un libro molto particolare, un saggio interamente dedicato al mondo di One Piece. Prima di passare al mio parere vorrei specificare quali sono i motivi che mi hanno spinta verso questa lettura.
Partirei dal fatto che io non sono mai stata una grande amante della storia del maestro Oda, ma ho sempre riconosciuto un mio limite enorme: mi accorgo che questa infinita storia forse semplicemente non l'ho mai capita. Quando ho visto questo saggio ho scelto di leggerlo nella speranza che mi aiutasse a sbloccare i tasselli intasati della mia testa e che mi permettesse di dare un senso ai miei pensieri, aiutandomi a comprendere meglio One Piece, magari facendomi anche venire la voglia di riprenderlo in mano.
Volete sapere se l'autore ha raggiunto questo scopo? Ve lo dico subito nella mia recensione!


Titolo: One Piece, un'epopea mitologica moderna
Autore: Denis Amadio
Pagine: 148
Prezzo: € 12,00
Editore: BookaBook

Trama:  Dagli esordi del creatore di One Piece, al rapporto conflittuale con i suoi editor, passando per i processi creativi di storytelling e character design, affrontando i bucanieri che hanno ispirato il manga dei record, fino alla diatriba sulle traduzioni e all'avvento hollywoodiano dei cinemanga. Un viaggio e un saggio puntuale alla scoperta del manga dei record, siete pronti a imbarcarvi?






Diverse cose mi hanno colpita di questo saggio. Innanzitutto ho apprezzato la visione a tutto tondo che l'autore cerca di dare al lettore; non ci sono soltanto elogi, ma Denis Amadio analizza ogni pro e contro con un'obiettività che mi ha sorpresa e mi ha appassionata. Non è sempre facile essere obiettivi nei confronti di qualcosa che si ama ed è palese che questo libro sia stato scritto da un grande appassionato di One Piece.
Nonostante la lunghezza sia contenuta, questo volume porta in sé moltissime informazioni utili a chi vuole scoprire curiosità su una saga già amata ed anche a chi, come me, semplicemente vuole imparare a comprendere il manga in questione. L'autore è stato molto bravo nel giostrarsi tra tutti i contenuti esposti e mi ha fatto molto piacere trovarmi difronte ad un saggio indirizzato davvero a qualsiasi tipo di pubblico. Denis infatti scrive con un linguaggio semplice e ogni volta che utilizza un termine tecnico o specifico si premura sempre di spiegarlo nelle righe successive, permettendo così anche a chi è un novizio dell'ambito di capire su cosa si sta concentrando il discorso. Mi sono messa nei panni di qualcuno che non conosce determinati termini inglesi o giapponesi e mi sono resa conto che l'autore ha reso tutto il più comprensibile possibile, semplificando i concetti senza però mai renderli banali o ridicoli.
Il volume si divide in una parte dedicata prettamente alla storia editoriale di One Piece ed è forse la parte meno interessante per chi affronta questa lettura nella speranza di scoprire dettagli sulla storia. Non si tratta però di informazioni inutili. Nonostante i primi capitoli siano più lenti a causa della lunga serie di nomi e date, questa parte iniziale è comunque necessaria per comprendere bene quale sia stata l'effettiva portata della carriera di Oda. 
Il resto del saggio si sofferma su aspetti davvero interessanti della saga e fa dei paragoni che permettono di osservare One Piece con un occhio nuovo, diverso. Denis Amadio non si sofferma soltanto sul parlare della trama (cosa che, anzi, in realtà fa molto poco), ma permette al lettore di analizzare con lui cosa si nasconde dietro la serie. Partendo dalla mitologia fino al discorso sulla difficoltà della traduzione, il lettore alla fine della lettura scopre di aver acquisito le informazioni necessarie non soltanto per farsi un'idea più precisa su One Piece, ma anche per maturare una nuova curiosità. Nel mio caso, ad esempio, il saggio ha raggiunto assolutamente il suo intento facendomi terminare la lettura con una nuova prospettiva e con la voglia di ricominciare da zero la visione e lettura della storia.

mercoledì 22 settembre 2021

Recensione: 'Elbrus' di Giuseppe di Clemente e Marco Capocasa

Buongiorno lettori! Finalmente riesco a parlarvi dell'unico libro letto ad Agosto. Si tratta di un fantascientifico, scritto a quattro mani da due autori italiani!


Titolo: Elbrus
Autori: Giuseppe di Clemente e Marco Capocasa
Pagine: 313
Prezzo: € 16,00
Editore: Armando Curcio Editore

Trama: Anno Domini 2113. La Terra è al collasso. I cambiamenti climatici prodotti dal riscaldamento globale hanno determinato nuovi equilibri geopolitici. Il sovrappopolamento e le migrazioni di massa verso i paesi "non più freddi" sono parte di un problema più esteso: l'imminente scarsità di risorse che permettano il sostentamento del genere umano nel prossimo futuro. L'esplorazione spaziale ha fallito nel suo obiettivo fondamentale, la fondazione di colonie autosufficienti dove l'Uomo del futuro potesse emanciparsi. Gli ostacoli non sono quelli dovuti alle tecnologie disponibili, ma alla natura stessa della specie umana. Ma la soluzione è dietro l'angolo e viene da un altro sistema solare, dalle cui profondità siderali, decine di anni più tardi, un messaggio risveglierà il Viaggiatore e con lui tutti i suoi simili.




In un futuro (non molto) lontano gli uomini tentano di cercare un metodo per viaggiare nello spazio e colonizzare nuovi mondi. Per farlo vanno contro ogni legge umana, nascondendo segreti e sotterfugi che sarebbero in grado di sconvolgere anche gli animi più oscuri.
E' da qui che parte la trama di Elbrus, un libro che mescola tantissime tematiche importanti tra le sue pagine. Non soltanto fantascienza e nuovissime tecnologie, ma anche la paura per un mondo sprecato, la voglia di invitare il lettore a proteggere la propria terra e i suoi abitanti. Elemento fondante di questo libro è il rispetto: gli autori puntano molto sul voler trasmettere al loro pubblico l'importanza di rispettare il prossimo e le diversità.
I protagonisti sono molti, così come i punti di vista che si alternano ciclicamente. Il personaggio più interessante a mio parere è David, un uomo diviso tra la paura di stravolgere la sua vita e il terrore di rimanere fermo per sempre sullo stesso punto. Si tratta di un personaggio complesso, a tratti contorto, che mostra i due lati principali dell'animo umano: da una parte la bontà dall'altra l'oscurità assoluta. Lo ho amato perché nonostante tutto riesce a riscattare il suo animo e a dimostrare al lettore quale è la sua vera essenza. Avrei però preferito avere maggiori notizie su Claire, la donna che lo accompagna per parte della storia e che ad un tratto lascia la scena senza dare più sue notizie.
Oltre a David, la storia viene narrata dal punto di vista di un giornalista irriverente e estremamente buffo (che è stato in grado di strapparmi diverse risate), altri scenziati di vario tipo ed anche due alieni: Mark ed Eras. Questi aggiungono al libro il pepe necessario a portare avanti la storia: su di loro, infatti, si basa tutto ciò che accade nel corso delle pagine, anche se in realtà la loro presenza è molto limitata.
I punti di vista si alternano tra la Terra, lo spazio ed un pianeta che si impara a conoscere nel corso della lettura. Le ambientazioni si mescolano continuamente tra flashback, racconti e scene al presente.
Elbrus è un libro interessante, ma abbastanza complesso. Lo stile narrativo dei due autori è piuttosto lento e molto (forse troppo in alcuni punti) descrittivo. A volte un concetto viene ripetuto ancora e ancora, fino a che non si arriva ad averne abbastanza. Diciamo che alcune parti potevano a mio parere essere alleggerite senza nuocere a volume.
Nel complesso, però, la trama è intrigante e il finale dolceamaro, in particolar modo, mi ha sorpresa.

mercoledì 23 giugno 2021

Recensione: 'Nient'altro che nebbia' di Patrizia Emilitri

Buongiorno lettori! Oggi vi lascio la recensione di un libro che mi ha davvero sorpresa. Si tratta del nuovo titolo di Patrizia Emilitri, che con il suo La carezza leggera delle primule non mi aveva per nulla convinta. Credo che l'autrice abbia trovato il suo vero genere narrativo e Nient'altro che nebbia mi è piaciuto moltissimo. Ora ve ne parlo!


Titolo: Nient'altro che nebbia
Autrice: Patrizia Emilitri
Pagine: 342
Prezzo: € 15,00
Editore: TEA

Trama: In una grigia mattina di novembre il paese di Perzeghetto Olona - poche migliaia di anime vicino al lago Maggiore - deve affrontare il peggiore dei risvegli: il corpo senza vita della giovanissima Nadia Bignami viene ritrovato presso il lavatoio. Le indagini sono sin troppo semplici, perché l'ultima persona a vedere viva la vittima ha lasciato sul posto una traccia molto evidente: il suo zainetto, con tanto di portafoglio e documenti. È un altro giovane del paese, Andrea Costa, un ragazzo tranquillo, che studia e non ha mai dato preoccupazioni. Andrea non scappa, anzi, confessa lo spintone fatale. Ma perché i due si trovavano lì e cosa è successo realmente? Andrea non lo dice. E non lo dirà mai, andando incontro a un'inevitabile condanna. Sulla piccola comunità il «fatto di sangue» si abbatte come una tempesta, suscitando un'onda di odi, risentimenti, reticenze, pettegolezzi, pregiudizi e assurdità che travolge tutto e tutti: una ferita collettiva che soltanto gli anni riusciranno, lentamente e dolorosamente, a medicare. Questa storia dolente, ma non disperata, è racconta da Patrizia Emilitri con ritmo avvincente, ammirevole precisione di dettaglio e profonda partecipazione umana: Nadia, Andrea, le madri, i padri, i fratelli e le sorelle, i vicini, i curiosi, le amiche, i maligni, i vecchi del bar: "Nient'altro che nebbia" è un grande affresco di vita di provincia, animato da un folto gruppo di personaggi che escono dalle sue pagine con i tratti inconfondibili dell'autenticità.


Come sapete, non sono una grandissima appassionata di libri gialli, eppure Nient'altro che nebbia è riuscito a catturare la mia attenzione grazie ai particolari della sua trama. Vi dico subito che sono stata davvero felice di lasciarmi stregare, perché la storia mi è piaciuta moltissimo e mi ha sorpresa proprio come mi aspettavo.
Il testo in sé in realtà non sono sicura che possa essere definito un giallo a tutti gli effetti. Sì, ci sono le indagini e viene descritta qualche udienza, ma in realtà non sono questi i particolari protagonisti della storia. Al centro di tutto c'è il paesino di Perzeghetto Olona, sconvolto dalla morte di Nadia, una ragazza appena diciottenne ritrovata uccisa in un lavatoio abbandonato. Quando dico che il paese è al centro della storia, intendo che tutto quanto ruota attorno ai suoi abitanti e ai loro pensieri. Le famiglie che sono incluse nella vicenda, ovvero quella di Nadia e quella del ragazzo che sostiene di averla uccisa per errore, sono costantemente travolte dalle dicerie e dai pettegolezzi. Non c'è un solo momento in cui la storia non venga interrotta dai pensieri della gente, che ricordano continuamente come ci si sente a vivere in un paese dove tutti conoscono tutti e sono pronti a giudicare senza sapere nulla. Soprattutto se, come la mamma di Andrea, il passato racchiude molte difficoltà.
La parte delle indagini non è troppo invasiva e lascia spazio più ai pensieri ed alle emozioni che al lato tecnico. Quest'ultimo viene rappresentato dall'avvocato Emilio, un personaggio che sin dall'inizio è riuscito a rapirmi il cuore. Lo ho trovato molto dolce ed incarna la volontà della slandra di mostrare l'affetto che non ha mai mostrato a sua figlia.
Nient'altro che nebbia non è soltanto la storia di un'assassinio. E' la storia di tante anime che danzano un valzer lento e triste, attendendo che il tempo faccia il suo corso e giustizi tutti. Le madri dei ragazzi coinvolti mi hanno straziato il cuore, in particolar modo la mamma di Nadia, Filippa. Lei è sicuramente il personaggio più solo in questa storia, simbolo che alcune tragedie possono far uscire in superficie egoismi che sembravano tacere.
La parte iniziale impiega un paio di capitoli per ingranare, ma il lettore in breve tempo si trova talmente sommerso da non accorgersi di arrivare alla fine del testo in men che non si dica. Complici di questa velocità sono la trama dolce, triste ed appassionante e la scrittura dell'autrice, che mi ha sorpresa mettendo in piedi una narrazione pulita e spedita che si alterna ad articoli di giornale.
Il finale lascia in bocca quel pizzico di dolceamaro che valorizza storie di questo tipo e le fa rimanere impresse nella mente di chi legge.
Patrizia Emilitri è riuscita a farmi ricredere sul suo conto ed ora sono davvero curiosa di scoprire altri suoi libri, visto che mi ero fermata a La carezza leggera delle Primule.


lunedì 14 giugno 2021

Recensione: 'Foglie verdi nel sottobosco' di Lorena Cristini

Buongiorno lettori e buon lunedì! Come avete passato la domenica? Io ho studiato tutto il giorno per un esame imminente, l'ultimo di questa sessione. Non vedo l'ora di finire! Prima di tornare al mio libro di diritto del lavoro, però, voglio lasciarvi la recensione di Foglie verdi nel sottobosco, prima lettura affrontata a Giugno!


Titolo: Foglie verdi nel sottobosco
Autore: Lorena Cristini
Pagine: 155
Prezzo: € 13,00
Editore: BookABook

Trama: Lasciata in sospeso la sua vita a Livorno, Vittorio trova lavoro come custode di un'antica pieve ai piedi del Monte Baldo, catena montuosa che si affaccia sul lago di Garda. L'uomo è alla ricerca di un oggetto per lui preziosissimo, ed è certo di trovarlo proprio lì, in quella chiesa romanica tanto amata dagli abitanti del luogo. Fra questi c'è Elena Calzari, professoressa di Storia dell'arte, che durante le sue lezioni porta spesso gli studenti a visitare la piccola pieve, di cui pensa di conoscere ogni segreto. Le pareti sono dipinte con immagini suggestive e hanno assistito a periodi storici drammatici. Lo sa bene Esterina, che durante la Prima guerra mondiale ha prestato servizio come infermiera proprio in quella chiesetta, offrendo assistenza e cura ai reduci del fronte, e raccontando se stessa in un prezioso diario...


Foglie verdi nel sottobosco è un libro che nasconde in sé una doppia trama. Inizialmente, la storia principale sembra ruotare attorno alla ricerca di un diario, ma successivamente l'attenzione si focalizza sulla rinascita dei due personaggi, i quali dopo tanto tempo tornano a provare delle vere emozioni.
I protagonisti sono Vittorio ed Elena, due persone abbastanza simili tra loro. Entrambi sono dediti al lavoro e mettono una passione e curiosità enormi in ciò che fanno. Tutti e due sono soli ed hanno deciso di non dare fiducia ad altre persone. Ciò che più li separa è la costante voglia di 'saperne più degli altri' che è incastrata in Elena. In ogni caso, sono entrambi personaggi godibili e a cui il lettore si affeziona abbastanza facilmente.
La prima parte della storia è tutta incentrata sulla ricerca del diario personale di un'infermiera di guerra, ovvero la mamma mai conosciuta di Vittorio. Avrei voluto che l'autrice desse un po' più di importanza a questa parte, mentre in realtà il ritrovamento è piuttosto frettoloso. Mi sarebbe piaciuto vivere un'avventura più lunga sulle tracce del diario.
Dal momento in cui le pagine di Esterina (madre di Vittorio) vengono ritrovate, i suoi scritti iniziano a prendere parte nella storia stessa. Il lettore viene spesso catapultato all'interno della vita di questa infermiera ed è grazie a ciò che avviene tra le sue pagine che il lettore capisce il perché di tanta frettolosità nel ritrovamento del diario: esso è un tassello fondamentale per lo sviluppo di Vittorio ed Elena. Con le sue pagine ricche di amore, Esterina riesce a creare un legame profondo con il figlio e la ragazza che lo ha aiutato a ritrovare il diario.
E' proprio qui che parte la seconda fase della trama, ovvero quella interamente dedicata allo sviluppo dei due protagonisti che piano piano ricominciano ad imparare ad amare.
Foglie verdi nel sottobosco è un libro interessante e scorrevole, che mi ha tenuto piacevolmente compagnia. Mi sarebbe piaciuto vedere più sviluppate alcune parti, ma comunque ve lo consiglio.

giovedì 10 giugno 2021

Recensione: 'E se scegliessi te?' di Marica Del Negro

Buongiorno lettori e buon giovedì! Come state? Io sono soddisfatta perché ieri ho dato un altro esame universitario ed è andato benissimo!
Oggi vi lascio una nuova recensione (finalmente!), l'ultima che riguarda i libri letti a Maggio.


Titolo: E se scegliessi te?
Autore: Marica Dal Negro
Pagine: 210
Prezzo: € 5,99 cartaceo
Editore: Autopubblicato

Trama: Nella città più caotica d’Italia, dove la gente è in continuo subbuglio persa nei propri problemi, anche un quasi incidente stradale può rivelarsi un’occasione per incontrare qualcuno che ti fa perdere la testa. Se poi si aggiunge una vecchia fiamma che ricompare all'improvviso, la confusione di una donna può davvero raggiungere livelli altissimi. Marta si ritrova a dover scegliere tra Fabio, uno sceneggiatore conosciuto mesi prima e Andrea, avvocato ben affermato, il quale irrompe prepotentemente nella sua vita professionale. Ma anche quando il suo cuore le imporrà la strada da intraprendere, cedere il passo incondizionatamente ai propri sentimenti le risulterà difficile.



Sullo stampo del genere chick-lit, E se scegliessi te? è un libro che tuffa il lettore sin da subito all'interno del pezzo forte della storia, per poi fargli fare un salto indietro. La protagonista Marta è una ragazza semplice e spontanea, dedita al lavoro e piena di idee. La sua vita fa una brusca virata quando il cuore inizia a batterle per due uomini. In realtà il lettore capisce sin dall'inizio quale dei due avrà la meglio sull'amore della nostra protagonista, ma è interessante scoprire il modo in cui si arriva effettivamente a quel punto. Quella di Marta è una storia fatta di ripensamenti e vocine interiori. Letteralmente! Infatti durante tutto il corso del volume ci troviamo spesso a ridacchiare o sorridere in compagnia della vocina che abita la mente di Marta e che a volte vorrebbe riportarla sulla retta via, altre volte vorrebbe permetterle di lasciarsi andare. Questa narrazione interna mi è piaciuta molto perché è un modo divertente attraverso cui permettere al lettore di scoprire i veri sentimenti della protagonista.
Al fianco di questa divertente ed astuta ragazza troviamo un gruppo di amiche molto eterogeneo e poi, ovviamente, i due uomini che le hanno diviso il cuore: Fabio e Andrea. Fabio appare al lettore come un ragazzo viziato, che non è in grado di accettare un no. A suo modo è davvero innamorato di Marta, ma riesce costantemente a fare sentire chi legge come se in realtà la stesse soltanto prendendo in giro. Andrea è il tenebroso della situazione. Di lui non si sa praticamente nulla per gran parte del libro, se non che non riesce a tenere a bada i suoi impulsi. 
In realtà, però, E se scegliessi te? non è soltanto un libro d'amore. Ho apprezzato molto l'idea dell'autrice di inserire una trama parallela che coinvolge i genitori di Marta e il loro rapporto fatto di alti e bassi. Fino alla fine, il lettore non riesce a provare alcuna simpatia per quella sua madre acidella e ne prova poca anche per suo padre, che non sembra avere il coraggio di prendere in man ole proprie decisioni. Entrambi, però, si illumineranno lentamente, lasciando il lettore con una sensazione dolce in bocca e nel cuore. Sul finale, questi due burberi personaggi sono addirittura riusciti a farmi sorridere.
Vi consiglio questo libro se avete voglia di una storia veloce e scritta con uno stile semplice e scorrevole, di un volume in grado di tenere compagnia e far battere il cuore.