Chi sono?


ilenia190160 Mi chiamo Ilenia e sono una ragazza umbra estremamente curiosa, amante degli animali, della natura, delle scienze, del cibo, dei giochi da tavola/videogiochi e dei libri. Amo leggerli, viverli e respirarli, ma anche elaborarli attraverso libri creativi come i colouring books. Non ho un genere preferito ed ho sempre pensato che cercare di abbracciare la lettura nel suo insieme sia un enorme pregio. Ammetto, però, di avere qualche difficoltà con alcuni generi, come gli erotici, gli storici e i gialli (che leggo più raramente rispetto agli altri). In questo blog letterario scrivo della mia passione librosa, con grandissime soddisfazioni. Ho una relazione (molto) a distanza con un ragazzo di nome Gennaro, una figlia pelosa di nome Luna che rimarrà per sempre nel mio cuore - e che mi manca da morire da quando non c'è più- e sono laureata in una facoltà che detesto (molto). Ho la sfortuna nel sangue, ma cerco di sorridere alla vita!

lunedì 30 marzo 2020

Recensione: 'Satori Weekend' di Pablo Cerini

Buongiorno amici! In questi giorni sto partecipando ad una maratona di lettura organizzata insieme a Gaia Lettrice Segreta, che mi sta permettendo di recuperare un po' di libricini. Sono molto contenta, perché grazie a due mini maratone fatte in questo mese, a Marzo ho raggiunto un ottimo numero di letture. Un numero decisamente più alto della mia solita media! 
Oggi vi lascio il mio parere riguardante un libro che mi è stato gentilmente omaggiato dall'autore e che mi è sembrato davvero piacevole!

Titolo: Satori Weekend
Autore: Pablo Cerini
Pagine: 159
Prezzo: € 15,00
Editore: Genesi Editrice

TramaIl momento dell'illuminazione può arrivare in un weekend di agosto quando l'intero vissuto si discioglie come ice nello Sbagliato in riva al mare il fascino dei caruggi, lo stridio dei gabbiani, i Subsonica nell'auricolare e l'eco del caos festaiolo dei Navigli di Milano che evapora l'anima nell'alcol, i sogni di una promessa da rincorrere domani come un runner dentro la gabbia per cavie Leonardo e Raphael con Sara ed Elena corrono nei fumi e nei fiumi di alcol e visioni, tra Milano e il mare Ligure.



Satori Weekend inizia come la storia di quattro personaggi uniti da un passato comune. Durante la lettura ci troviamo a vivere i pensieri di Elena, la bellissima ragazza che si è fatta una vita ed ora si trova ad affrontare un matrimonio difficile insieme alla sua amata bimba Monica, Leonardo, eterno insoddisfatto e dall'animo triste e fragile, Sara, la fissa di Leonardo e, infine, Raphael, l'eterno ragazzino. Tutti questi personaggi sorprendono il lettore con repentini cambiamenti che li portano a maturare seguendo delle linee precise. Ogni personaggio ha la sua storia, che seppur si intrecci con quella delle altre, racconta qualcosa di personale e permette al lettore di avvicinarsi a lui e vivere le sue emozioni e la sua vita, fatta di ricordi, paure e progetti. Ho apprezzato molto il fatto che l'autore abbia voluto creare un libro che ricorda i difetti del cervello umano: il non voler diventare adulti, il farsi una vita con persone che non si amano. Satori Weekend ricorda che non siamo perfetti e che a volte si fanno delle scelte che condizionano negativamente tutta la nostra esistenza. Noi umani siamo macchine imperfette e Pablo Cerini ce lo ricorda con maestria, senza però risultare pesante. L'autore ci mostra, infatti, anche l'altro lato di questa medaglia: se si ha abbastanza forza d'animo si può riprendere la propria esistenza in mano e si può pensare di darle una svolta. Si deve agire per migliorare noi stessi e la nostra vita. C'è sempre tempo per tornare ad essere soddisfatti di noi stessi, anche quando si pensa di aver ormai totalmente fallito.
La trama ruota attorno a diverse tematiche piuttosto importanti: amore, amicizia, paura di farsi una famiglia, insoddisfazione. Tutti questi temi vengono narrati in modo spedito grazie allo stile pulito dell'autore. Nonostante il libro sia scritto con un carattere piccolissimo, riesce a farsi leggere in pochissimo tempo proprio perché l'autore scrive una storia profonda sì, ma allo stesso tempo leggera e semplice.
In alcuni punti ho notato delle piccole incoerenze tra una scena e l'altra, giusto un paio nell'intero libro. Mi sono saltate all'occhio, ma non hanno rovinato la lettura che in generale si è dimostrata piacevole e in grado di scatenare in me molte emozioni, particolarmente sul finale. Questo, infatti, mi ha davvero riempito il cuore.

giovedì 26 marzo 2020

Recensione: 'Il corniciaio' di Luciano Pomoni

Buongiorno lettori! Quest'anno sto partecipando a diverse iniziative su Instagram, dove lo scopo finale è quello di leggere il più possibile libri che attendono da molto sui nostri scaffali. Ho deciso di leggere Il corniciaio per il mese di Marzo della sfida #LeSfideLibroseDiErcole ideata da Lucrezia Scali e Desperate Bookswife, scalando dagli obiettivi la voce 'un libro pubblicato da almeno cinque anni'. Nei prossimi giorni, comunque, penso che vi farò un post dove vi parlo delle varie sfide molto easy a cui sto partecipando!

Titolo: Il Corniciaio
Autore: Luciano Pomoni
Pagine: 202
Prezzo: € 14,00
Editore: Runa Editrice

TramaNord est. La primavera è turbata da una serie di misteriosi delitti. In un sottobosco di prostituzione balcanica, ambienti omosessuali ed esoterismo orientale, Federico, un ambiguo corniciaio trentenne, Emma, giovane e affascinante psicologa e Massimo, misterioso cultore di magia nera, incrociano le loro solitudini. In un gioco di specchi, dove ciò che appare è solo un riflesso della realtà, il commissario Mario Angeletti cercherà tenacemente di dare un volto e un nome al misterioso "angelo della morte".


Su questo libro devo sin da subito dire una cosa: non è assolutamente come me lo aspettavo. Questa volta lo intendo sia in senso positivo che negativo. In che senso? Ora ve lo spiego.
Il Corniciaio è la storia di Federico, un ragazzo che ci riserva molte sorprese nel corso della trama. Il fulcro centrale sembra proprio lui, anche se in realtà nonostante non sia lui a primeggiare tra le pagine, il vero protagonista di questo libro è Massimo. I due personaggi sono uno l'opposto dell'altro, ma hanno una cosa in comune: nascondono un segreto. I loro segreti non possono essere paragonati, almeno fino a circa metà romanzo, dove delle svolte rendono la storia improvvisamente piena di colpi di scena che riguardano entrambi i personaggi. Al loro fianco ad un certo punto troviamo Emma, una psicologa che gioca tra Federico e Massimo con due intenti molto diversi. Questo personaggio, seppur abbia un importante ruolo nel libro, non viene caratterizzato in maniera forte e rimane una sorta di puntino che di tanto in tanto si ingrandisce fino ad inglobare il resto.
La storia di Federico inizia con un gioco, quello di impersonare una persona irreale per avere nuovi amici e prosegue intrecciandosi a quella di Massimo, che si presenta macabra e per un certo verso anche folle.
Il Corniciaio ci butta dentro ad una realtà fatta di segreti da svelare che si rincorrono, mangiandosi a vicenda. Si inizia dall'omosessualità di uno dei personaggi, che segna una svolta fondamentale nel corso della storia, fino ad arrivare all'esoterismo praticato sin da subito da Massimo. Quest'ultimo è un personaggio davvero inquietante e non nego di averlo trovato disgustoso oltre che pazzo.
La storia scorre molto bene fino a poco più di metà libro, poi però, nonostante lo stile rimanga spedito e leggero (escluse le parti dedicate a Massimo, che sono ricche di note che permettono al lettore di comprendere di cosa si stia effettivamente parlando riguardo i riti di magia nera), l'ultima parte mi è scivolata addosso con fatica. Da una trama ricca di azione si passa ad una storia che avanza quasi per inerzia, che ci viene raccontata dalla sola voce del Commissario Angeletti e che per questo si trasforma in una sorta di elenco di accadimenti avvenuti. Il finale lascia un po' di amaro in bocca, ma ricorda anche che non sempre la giustizia è in grado di contener ciò che sembra inafferrabile.

mercoledì 25 marzo 2020

WWW... Wednesday! #6

Buongiorno amici lettori! Nelle ultime due settimane non sono riuscita a pubblicare il www qui nel blog, quindi oggi recupero inserendo tutti i libri letti in questo periodo. In realtà non sono molti, perché ammetto che in questi giorni non ho letto tanto. Non so come, né perché, ma mi sto trovando con moltissime cose da fare qui in casa e quindi il tempo mi sta passando iper veloce... al punto da non trovarmi molti buchini per leggere. Anche a voi sta succedendo lo stesso?

Ho recentemente finito di leggere:
Abbi cura di me di Simone Cristicchi e Massimo Orlandi:
questo libro narra alcuni dei punti salienti della vita di Simone Crisricchi.

questo romanzo mi ha fatto piangere. Basta che io vi dica questo, no?

Brama di Ilaria Palomba:
questo libro è un mix di genio e follia. E' molto particolare e, anche se mi è piaciuto, non
lo consiglio a tutti.

questo libro non mi è dispiaciuto, se non fosse per lo stile particolarmente ampolloso.
(cliccate sui titoli o sulle immagin per leggere le recensioni!)

Sto leggendo:
Il corniciaio di Luciano Pomoni:
un libro che non so bene in che genere inserire. L'inizio mi ha presa molto, 
mentre sulla parte finale sto andando un po' a rilento.

Leggerò:
Satori Weekend di Pablo Cerini:
questo libro mi è stato gentilmente omaggiato dall'autore e sono piuttosto curiosa.
Peccato sia scritto con carattere minuscolo!

Quali sono i vostri titoli?

martedì 24 marzo 2020

Recensione: 'Dream Halls. L'isola del tempo che non c'è' di Massimo Prevete

Buongiorno amici! Iniziamo questa settimana, qui nel blog, con una nuova recensione in cui vi parlo del secondo libro di una serie fantasy italiana. Del primo volume, Dream Halls. La vita al crepuscolo dei sogni, vi avevo parlato qui. Ovviamente, ci tengo a dirvi che nella recensione di oggi non troverete alcuno spoiler riguardo gli avvenimenti salienti!

Titolo: Dream Halls. L'isola del tempo che non c'è
Serie: Dream Halls #2
Autore: Massimo Prevete
Pagine: 234
Prezzo: 9,45
Editore: Autopubblicato

TramaIl morbo che aleggia su Chromium non vuole placarsi, e, anzi, imperversa sulla metropoli senza fare prigionieri. Le vittime aumentano, fino a estendere l'emergenza sanitaria alla periferia. Se in molti preferiscono gettare bandiera bianca, traslocando fuori città in preda al panico... Richard è di diverso parere. Celine ha contratto il sonno perpetuo che caratterizza gli altri pazienti. Richard non ha ricevuto sue notizie, dopo la fatidica serata alla Wonderland, e si ritira nel suo guscio solitario dopo aver appreso le condizioni in cui riversa la ragazza. Ma ci vuole poco affinché scopra che Celine è caduta preda di una minaccia ben più grande.
Coinvolto suo malgrado in un disegno imprevedibile, Richard è chiamato a rispondere presente nel più bizzarro degli scenari. Rincorrendo le orme di colei che ha scombussolato il suo mondo, e di cui già non può fare a meno.



Dream Halls è una serie incentrata sulla coesistenza di un mondo onirico con quello reale. In questo volume la parte fantasy è molto più marcata rispetto che in La vita al crepuscolo dei sogni, esattamente come l'autore ci aveva permesso di intuire dal finale del primo libro della saga. Il lato fantastico si manifesta nell'esistenza di un mondo parallelo, creato da particelle multicolore e celato nel più assoluto mistero. In questa dimensione conosciamo un nuovo personaggio, Jade, e possiamo approfondire la conoscenza dell'uomo incappucciato, che finalmente ci rivela qualcosa di più su ciò che sta accadendo a Chromium.
La storia si divide tra il punto di vista di Celine e quello di Richard, che ritroviamo con lo stesso piglio che aveva nel volume precedente, solo leggermente alterato dai fatti avvenuti. Al suo fianco ritroviamo Dean, accanto cui compare la sorella, un personaggio davvero molto particolare che fa capolino quando meno ce lo aspettiamo.
In sé la storia è originale ed interessante, ma c'è una cosa che rende questo libro diverso dal suo predecessore: lo stile narrativo. Se recensendo La vita al crepuscolo dei sogni avevo elogiato a gran voce lo stile di Massimo Prevete, non posso fare lo stesso dopo aver letto L'isola del tempo perso. Il libro, infatti, sembra quasi essere stato scritto da un'altra persona perché l'autore rivela un lato ampolloso che rende arzigogolate anche frasi che, senza usare termini aulici, avrebbero potuto rendere comunque benissimo il concetto desiderato. Tutto l'insieme di queste frasi a volte pesanti, non mi ha permesso di ingranare al meglio con la lettura. Diciamo che fino alla fine ho fatto fatica ad abituarmi a questo nuovo modo di scrivere. In tutta onestà, preferivo il Massimo semplice del primo volume. Questo è stato effettivamente il lato negativo più degno di nota di questa lettura, che altrimenti si sarebbe rivelata molto più piacevole, anche perché nella trama ci sono molti colpi di scena che catturano l'attenzione del lettore e gli fanno venire voglia di sapere cosa accadrà successivamente.
Il finale di questo libro è molto ben studiato e, come era accaduto anche in quello precedente, l'autore riesce a creare una situazione tale da far capire al lettore cosa sta accadendo e cosa accadrà, ma non abbastanza da colmare la sua curiosità.