Chi sono?

Mi chiamo Ilenia e sono una ragazza umbra estremamente curiosa, amante degli animali, della natura, delle scienze, del cibo e dei libri. Amo leggerli, viverli e respirarli, ma anche elaborarli attraverso libri creativi come i colouring books. Non ho un genere preferito ed ho sempre pensato che cercare di abbracciare la lettura nel suo insieme sia un enorme pregio. Ammetto, però, di avere qualche difficoltà con alcuni generi, come gli erotici, gli storici e i gialli (che leggo più raramente rispetto agli altri). In questo blog letterario scrivo della mia passione librosa, con grandissime soddisfazioni. Ho una relazione (molto) a distanza con un ragazzo di nome Gennaro, una figlia pelosa di nome Luna che rimarrà per sempre nel mio cuore - e che mi manca da morire da quando non c'è più- e frequento un'università che detesto (molto). Ho la sfortuna nel sangue, ma cerco di sorridere alla vita!

lunedì 23 aprile 2018

Flash-Mob | Cover Reveal: 'Né a Dio né al Diavolo' di Aislinn

Buongiorno lettori! Oggi ho preparato per voi qualcosina di davvero speciale. Starete pensando: 'Si okay, un nuovo cover reveal. Che ha di eccezionale?', ma vi assicuro che ci sono due cose ha renderlo una novità: la casa editrice, con la quale ho stretto un buon rapporto nel corso degli ultimi tempi e l'idea del flash mob. E' vero che spessissimo i cover reveal vengono pubblicati tutti lo stesso giorno, ma la cosa eccezionale qui è che oggi non vedrete spuntare di tanto in tanto post simili a questo. Oggi vedrete spuntare questo post ovunque, esattamente in questo momento! Cioè, magari per voi non è nulla di che, però vi assicuro che io la trovo una cosa davvero tanto carina ahahahahahah
Vabbé, come al solito mi sono lasciata andare alle chiacchiere, ma ora basta... E' arrivato il momento di svelare la copertina di questo nuovo libro scritto da Aislinn, diventata famosa già nel 2013 per la sua duologia 'Angelize'.

Trama:
Biveno. “Capitale del nulla”. Sessantamila anime dimenticate da Dio ai piedi delle Alpi piemontesi.
Da lì un giorno d’estate del 2010 parte una macchina diretta a un colossale festival metal in Germania, con a bordo il terzetto peggio assortito della storia: Ivan, senza lavoro ma con qualche segreto, depresso con l’orlo del baratro a portata di mano; Tom, idraulico per professione e giullare per vocazione, troppo abituato a fingere di essere un idiota; e il tizio silenzioso che tutti chiamano Lucifero, capelli lunghi e occhiali scuri d’ordinanza, vampiro da quasi quattrocento anni. E non serve a nulla che lui parli tranquillamente della sua vera natura, tanto nessuno ci crede, Tom meno di chiunque altro. Dovranno cominciare a balenare gli artigli e a scorrere il sangue perché i due ragazzi si rendano conto che frequentare un mostro non è innocuo come una canzone black metal.
Men che meno un mostro che si trascina dietro amanti immortali, vendette secolari e una sete che nulla al mondo può spegnere. Ma le notti sono lunghe a Biveno, e c’è tempo per imparare...


“Il sangue gli riempiva la gola. Inzuppava la paglia. Lui tremò, tremò più forte. Scivolò su un
fianco. Il respiro era più faticoso. Un'ombra gelida sommerse la cella, lo strinse in un'ultima morsa.
Era un buio aggressivo, eppure quasi rassicurante. Tutto scorreva via. Anche le parole si perdevano, e se pure avesse avuto ancora voce, le parole che gli rimanevano non le avrebbe rivolte né a Dio, né al diavolo. La promessa che aveva infranto non l'aveva fatta nel loro nome.”

L'autrice:
Aislinn è nata a Biella nel 1982, ama scrivere ascoltando rock e metal e ha una passione inesauribile per la lettura. Nel 2013 ha pubblicato con Fabbri Editori il suo primo romanzo urban fantasy Angelize; nel 2014 è uscita la seconda e ultima parte della storia, Angelize II – Lucifer. Ha partecipato al romanzo storico In territorio nemico di Scrittura Industriale Collettiva (minimum fax, 2013) e a diverse antologie. Vive ad Arona, ma potreste incontrarla spesso anche a Milano; tiene corsi e workshop di scrittura, è traduttrice, editor e consulente editoriale per vari studi, agenzie e case editrici. Gestisce il blog http://aislinndreams.blogspot.it e pagine sui principali social network.
Quando non è impegnata con tutte queste cose si aggira per i boschi cercando divinità, canta per la gioia dei vicini di casa e fa da schiava a due gatti.

Allora, che ne pensate? 
Conoscevate l'autrice? Avete letto qualcosa di suo?
Contate di fiondarvi in questa lettura?

sabato 21 aprile 2018

'Io sono leggenda' | Dal libro al film (2007)

Buongiorno lettori e buon sabato! Oggi torno a parlarvi di una trasposizione e la prima cosa che devo dire è che in questo caso io ho visto prima il film e soltanto molto tempo dopo ho letto il libro. Le due storie sono paradossalmente diverse, però mi sono piaciute entrambe. Ho amato questo film prima di leggere il libro di Richard Matheson (qui la recensione) ed anche se ora non posso fare a meno di guardarlo con l'occhio critico di chi sa come sarebbero dovute andare realmente le cose, non riesco comunque a smettere di amarlo.
Ho voluto fare questa premessa, prima di parlarvi a grandi linee delle mie impressioni, perché trovo davvero difficile riuscire a smettere di adorare qualcosa. Per me è molto raro apprezzare film tratti da libri e mi rendo conto che forse 'Io sono leggenda' non mi sarebbe mai piaciuto così tanto se lo avessi visto dopo aver letto il libro. In questo post cercherò di essere più critica possibile e di lasciare da parte i miei sentimenti più forti per parlarvi di quali sono le caratteristiche principali che differenziano libro e trasposizione.

Per quanto riguarda gli attori, anche se forse dovrei dire di più l'attore, quando ho visto il film non ho potuto fare a meno di apprezzare la presenza di Will Smith, attore che mi piace tantissimo e che trovo veramente adatto a questi ruoli drammatici. In generale trovo che la sua figura sia adatta alla rappresentazione di Robert Neville a livello emotivo, anche se il protagonista del libro è biondo, occhi chiari, centodieci chili e dopo averlo scoperto mi sono chiesta un attimo il perché di questo stravolgimento d'immagine.
La cosa principale che subito salta all'occhio del film è la presenza di questi umanoidi mutanti e devo dire che secondo me la scelta di non far apparire questa sorta di vampiri con sembianze totalmente umane è stata azzeccata. Credo che inserire nella pellicola altre figure perfettamente umane non avrebbe permesso alla trasposizione di rendere così bene la sensazione di smarrimento e depressione data dall'idea non solo teorica, ma anche pratica, di essere rimasto l'unico uomo sulla terra.
Il punto forte di questo film è, come ho già detto, il carico emotivo. Anche il libro ha delle parti molto intense, ma guardando il film ci troviamo davanti ad una vera e propria macchina-crea-emozioni che dilania lo spettatore dal primo all'ultimo secondo di visione. E' proprio questa cosa a permettere al film di non essere mai monotono.
In generale è un film davvero ben riuscito, ma si allontana parecchio da quella che è la storia creata da Richard Matheson. Nella postfazione al libro sono venuta a conoscenza del fatto che questo è il terzo film creato sulla base della trama originale, ma l'unico veramente fedele al libro sarebbe 'L'ultimo uomo della terra' del 1964. Inutile dire che cercherò di recuperarlo!


Altre considerazioni che vorrei fare sul film:

Sono rimasta molto delusa quando ho scoperto che la straziante figura del cane è stata montata nel film. Non riesco a credere che sia stato messo lì soltanto per provocare dolore nello spettatore e questa cosa mi ha lasciata tremendamente sconfitta nell'interno;
Dato il fatto che il cane ha subito questa piega, apprezzo che abbiano scelto di cambiare il ruolo della moglie e della figlia, perché altrimenti sarebbe stato tutto troppo straziante. Avrei preferito, però, che lasciassero i ruoli come avrebbero dovuto essere;
E' interessante come nel film venga data estrema importanza alla cura piuttosto che alla sopravvivenza in sé, cosa che nel libro è praticamente invertita, sopratutto nelle prime parti;
Anche il finale è stato parzialmente cambiato, ma ammetto di aver preferito quello del film a quello del libro.
Non sono molto brava a parlare di film, sopratutto perché non lo faccio mai, ma visto che il post sulla trasposizione di 'Wonder' vi era piaciuto, ho pensato di provare a ricreare qualcosa di simile anche per questo film. Spero di essere riuscita a spiegarmi e di aver scritto qualcosa di interessante!

giovedì 19 aprile 2018

Recensione: 'Io sono leggenda' di Richard Matheson

Buongiorno lettori! Se mi seguite anche su Instagram sapete già che ieri durante la pausa pranzo ho finito di leggere questo libro, comprato qualche anno fa la prima e unica (fino ad ora) volta che sono stata al Salone del Libro di Torino!
Si tratta di una lettura che sono molto contenta di aver recuperato e della quale vi parlerò anche in un post dove metterò a confronto il libro e il famosissimo film con Will Smith. La prima cosa che devo dire, prima ancora di passare alla recensione vera e propria è che se prendete in mano il libro dopo aver visto il film con Will Smith... bhe... Cercate di dimenticarvelo!
Ciò che troviamo in questo libro è una storia di per sé totalmente diversa e per me è stato davvero accattivante e sorprendente scoprire la versione originale. 

Titolo: Io sono leggenda
Autore: Richard Matheson
Pagine: 211
Prezzo: € 13,00
Editore: Fanucci Editore
Traduzione: Simona Fefè

TramaÈ il 1976. Robert Neville torna a casa dopo una giornata di duro lavoro. Cucina, pulisce, ascolta un disco, si siede in poltrona e legge un libro. Eppure la sua non è una vita normale. Soprattutto dopo il tramonto. Perché Neville è l'ultimo uomo sulla Terra. L'ultimo umano sopravvissuto, in un mondo completamente popolato da vampiri. Nella solitudine che lo circonda, Robert esegue la sua missione, studia il fenomeno e le superstizioni che lo circondano, cerca nuove strade per lo sterminio delle creature delle tenebre. Durante la notte Neville se ne sta rintanato nella sua roccaforte, assediato dai morti viventi avidi del suo sangue. Ma con il sorgere del sole è lui a dominare un gioco crudele e di meccanica ferocia, scandito dalle luci e dalle ombre di un tempo sempre uguale a se stesso e che impone la ripetizione di un rituale sanguinario. In questo mondo Neville, con la sua unicità, si è già trasformato in leggenda.

Recensione:

Inizierei dicendo che l'autore ha dato il via ad una storia estremamente intensa ed a suo modo molto passionale, nonostante ci sia soltanto un personaggio da gestire. Ed è proprio questa la cosa più innovativa: creare una storia manipolando una sola persona. Ho trovato questa idea subito accattivante e mi ha incuriosita moltissimo perché inizialmente temevo che il libro sarebbe stato molto monotono. 
Al contrario, dopo aver letto la prima parte (il libro è diviso in quattro fasi) con molta titubanza e senza capire se il tutto mi stesse piacendo o no, ho riscoperto una piacevole voglia di immergermi nella lettura e quella paura di monotonia si è rilevata infondata.
L'autore ha creato un mondo nuovo, interno a ciò che siamo abituati a vedere normalmente. La scelta di creare dei vampiri come nemici è stata particolare, perché per la prima volta vediamo questo mostro fuori dall'ambito della superstizione. Robert studia molto questa specie e sono proprio i suoi studi a rendere il libro così interessante. Per quanto alcune cose possano apparire infondate, ammiro ed apprezzo la voglia di conoscenza del protagonista. La sua voglia di sopravvivere e salvarsi attraverso il sapere. Ammiro la sua voglia di resistere nonostante la consapevolezza di essere solo, anche se non la invidio.
Sono pochissimi i momenti in cui il nostro uomo non si trova più solo ed ogni volta, dopo flebili speranze, ci si ritrova nel turbinio di un passato straziante e di un presente pesante, che dona alla trama quell'intensità che la rende speciale.
Lo stile dell'autore è piuttosto semplice, tralasciando le parti in cui vengono usati termini tecnici scientifici, anche se devo dire di aver avuto parecchia difficoltà all'inizio ad abituarmi al fatto che tra i pensieri del protagonista e la narrazione non ci fossero divisioni. Dimenticate le classiche virgolette, il corsivo o qualsiasi cosa e pensate che non è facile capire quando termina la narrazione ed inizia il pensiero del protagonista. Questa è la cosa che mi ha più disturbata di tutta la lettura, anche se dopo un po' sono riuscita a farci l'abitudine.
Il tutto scorre con una certa cadenza ritmica, ma mai monotona, fino ad arrivare ad un finale che fa nascere la leggenda, ma allo stesso tempo lascia un po' straniti per la sua velocità. La scelta dell'autore è inconsueta e lascia un piccolo buco nel cuore del lettore, che alla fine arriva a farsi l'idea che forse non ci sarebbe realmente stato altro modo per concludere il tutto.


lunedì 16 aprile 2018

(Un)Love letters to... | Inizia una nuova emozionante avventura nel mio piccolo mondo

Buongiorno lettori e buon Lunedì! Qualche giorno fa, mentre seguivo una noiosissima lezione all'università, ho avuto una sorta di illuminazione per una nuova tipologia di post. Non penso che sarà una rubrica, ma si tratterà semplicemente di post che scriverò quando mi sembrerà il momento più opportuno.
(Un)Love letters to... vuole essere una sorta di piccola valvola di sfogo (in senso buono, abbiate pazienza!) per i miei sentimenti.
Vi è mai capitato di provare un amore viscerale o un odio indescrivibile per un personaggio? Oppure di aver sempre voluto dire qualcosa ad una delle tante figure presenti in tutti i libri che leggete?
Questo tipo di post nasce con l'intenzione di permettermi di essere arrabbiata, smielata o indifferente. Di poter dire tutto ciò che mi va, senza aver paura di sembrare ridicola (anche se probabilmente a volte lo sarò, sappiatelo). Di poter parlare con tutti quei personaggi che mi hanno o mi toccheranno il cuore, in un modo o nell'altro.
(Un)Love letters to... non sarà altro che una serie di lettere. Lettere d'amore per chi mi ha rapito il cuore e lettere di non-amore per chi ho smesso di amare o non ho mai amato. Da qui il doppio titolo. Il love per l'amore e l' unlove per tutto il resto, che però non ho voluto chiamare odio perché credo sia una parola troppo forte in un contesto come questo, ed anche troppo inadeguata.
Nel corso del tempo pubblicherò qualche lettera in ordine casuale, perché non voglio scadenze né fretta. Voglio che questa sottospecie di rubrica sia lenta, ma piena di ardore. Voglio che porti con sé tutte le cose che non ho mai detto e che vorrei sempre dire.
Ogni post in cui troverete una lettera sarà totalmente spoglio. In esso troverete soltanto i miei pensiero. Non ci saranno prefazioni, postfazioni e probabilmente nemmeno immagini. Voglio che nulla possa distrarre da ciò che voglio far trasparire nella forza di una pagina: l'amore. Probabilmente, quando ne avrò raccolte un po', permetterò a questi post di diventare una pagina e credo che la inserirò sotto all'header, affianco alle pagine che vedete ora (da home a contatti).
(Un)Love letters to... inizierà la settimana prossima con la prima lettera che ho scritto, sempre durante quella noiosa lezione. Vi lascio immaginare quale possa essere il personaggio che mi ha ispirata per questa nuova avventura e sono curiosa di sapere se scoprirete chi è!

Vi abbraccio