Chi sono?


io Mi chiamo Ilenia e sono una ragazza umbra estremamente curiosa, amante degli animali, della natura, delle scienze, del cibo, dei giochi da tavola/videogiochi e dei libri. Amo leggerli, viverli e respirarli. Non ho un genere preferito ed ho sempre pensato che cercare di abbracciare la lettura nel suo insieme sia un enorme pregio. Ammetto, però, di avere qualche difficoltà con alcuni generi, come gli erotici, gli storici e i gialli (che leggo più raramente rispetto agli altri). In questo blog scrivo della mia passione librosa, con recensioni e rubriche. Che altro posso dirvi di me? Ho una relazione (molto) a distanza con un ragazzo di nome Gennaro, sono laureata in lingue e sto per laurearmi in Gestione dei rischi sociali. Non so ancora come sarà il mio futuro, ma sono molto determinata a scoprirlo. Ho la sfortuna nel sangue, ma cerco di sorridere alla vita!

venerdì 22 ottobre 2021

Blogtour: 'Death is not the worst' di Julia Sienna | Dal vampiro al predatore: storia delle creature antropofaghe - tappa #5


Buongiorno amici lettori! Non sono sparita, ma mi hanno anticipato la discussione di laurea al 26 Ottobre e quindi in quest'ultima settimana sono iper impegnata. Nonostante ciò, è con un grande piacere che riesco a prendere parte al blogtour dedicato alla nuovissima versione di Death is not the worst, libro di cui vi avevo parlato per la prima volta circa tre anni fa e che ora è tornato in libreria con una nuova forza. 
Il mio lavoro oggi va a chiudere quello che è stato un tour spaziale, diviso tra blog, Youtube ed Instagram. Nella mia tappa vi parlo di creature antropofaghe, in particolar modo di predatori, figure fondamentali all'interno del libro.

PREDATORE
Tass. Linneus: Homo Predator


Il predatore ha un antenato comune con l'Homo Sapiens, ma le sue capacità sono molteplici e tra le più importanti vi è indubbiamente il mimetismo. Questo è reso possibile da unghie vestigiali e zanne in parte retrattili, che permettono al predatore di mescolarsi tra la gente comune.
Nonostante la capacità di mimetizzazione i predatori preferiscono vivere in piccoli branchi familiari o isolati dal resto del mondo. Alcuni di loro riescono facilmente ad inserirsi nella vita mondana e lo fanno in particolar modo per ottenere potere; in questo modo riescono a muoversi liberamente nel mondo degli umani fino addirittura a cacciare indisturbati. Le tecniche di caccia ruotano attorno alla secrezione di un particolare ferormone in grado di affascinare e stordire gli uomini, facendoli cadere in uno stato semi-ipnotico. Predatori più potenti possono addirittura utilizzare doti sciamaniche per manipolare gli uomini.
Assumere il sangue di un predatore cambia totalmente chi lo ingerisce, rendendolo un succube. Il sangue infatti è neurotossico, crea dipendenza e addirittura trasmette alla preda la capacità di metabolizzare qualsiasi cosa rendendolo una sorta di mutante fino a sviluppare una malattia molto simile alla Creutzfeldt-Jakob (alla quale però i predatori sono totalmente immuni).
I predatori hanno un breve periodo di fertilità (le donne, in particolare, sono fertili una o due volte all'anno) e possono unirsi agli umani creando degli ibridi sterili. Una particolare conformazione genetica, però, agisce per compensare questo lento sviluppo e raallenta molto l'invecchiamento cellulare di questi umanoidi rendendo la loro vita particolarmente longeva. Oltre a questa particolarità, i predatori si distinguono dall'uomo comune per via del loro metabolismo estremamente veloce che non soltanto rende pelle ed ossa più resistenti, ma permette alla creatura di rimarginare velocemente le proprie ferite e di assimilare praticamente qualsiasi cosa.

Ci sono delle cose che accomunano il predatore al vampiro:
- zanne e artigli;
- occhi cangianti;
- capacità persuasive e simil-ipnotiche;
- forza superiore a quella umana;
- apparente immortalità;
- capacità di passare inosservati;
- antropofagia.


Siete incuriositi da questa creatura?
Se sì, direi che è arrivato il momento di recuperare la lettura di Death is not the worst!

lunedì 11 ottobre 2021

Squid Game - Ne vale la pena?

 

Buongiorno amici lettori! Come preannunciato la settimana scorsa, dopo aver visto Squid Game ho subito pensato di realizzare un post per parlarvene e di conseguenza oggi nel blog lascio in disparte i libri per un giorno e vi parlo di questa serie tv super acclamata. Oserei dire che SG è letteralmente lo show del momento. 

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Partiamo dal principio: cos'è Squid Game? Per chi ancora non la avesse vista, si tratta di una serie tv coreana drammatica che segue la scia del battle royale (un format dove diverse persone combattono per rimanere in vita) dove per sopravvivere e guadagnare i 456miliardi di won non si deve combattere, ma si deve riuscire a superare dei classici giochi d'infanzia coreani (essere eliminati equivale a morire). Nel corso della serie si incontrano molti personaggi le cui vite versano in uno stato estremamente negativo: nel bunker ci sono solo persone indebitate fino al collo, perseguitate da strozzini, assassini, ladri e persone in fin di vita che non hanno più nulla da perdere. Squid Game rappresenta in modo drastico la società moderna, dove piuttosto che morire di stenti si preferisce tentare tutto il possibile per migliorare la propria condizione. Dopotutto per tutti i 456 partecipanti non c'è molta differenza tra il morire a casa o dentro al gioco. Tanto vale provare.


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Pro e contro. La cosa che più colpisce di questa serie TV è la sua capacità di trasmettere emozioni potenti a chi la guarda. Tutti i personaggi, in un modo o nell'altro, toccano le corde emotive dello spettatore, lasciandolo a volte in preda alla rabbia ed altre volte con un forte dolore al petto. Altra cosa che salta all'occhio è il fatto che nonostante si tratti di un battle royal drammatico ed anche vicino all'horror, il produttore ha deciso di non esagerare con le scene splatter, le quali ovviamente non mancano, ma non prendono il sopravvento sulla scena e non rovinano il gusto di guardare i vari episodi.
Sparsi in tutti gli episodi, poi, ci sono innumerevoli indizi che se ben osservati portano lo spettatore a comprendere i possibili risvolti della trama. Si tratta però di cose minuscole sparse nel corso della pellicola e onestamente molte sono davvero difficili da cogliere. Credo che solo uno spettatore estremamente attento possa coglierle tutte.
Il contro principale di Squid Game è la sua prevedibilità. Sin dall'inizio è infatti possibile capire chi vincerà il gioco e molte persone hanno criticato la serie per questo motivo. Onestamente a me questa cosa non ha infastidito perché comunque il finale mi ha in parte lasciata sorpresa ed ha svelato verità che non avevo colto. E' il finale proprio ad avermi lasciata esattamente divisa in due: da un lato lo ho adorato, dall'altro ho detestato la scelta di lasciare molte cose aperte, soprattutto visto che lo sceneggiatore e regista al momento sembra aver deciso in modo ferreo di non creare una seconda stagione (probabilmente Netflix gli farà cambiare idea, ma non so se frettolosamente una seconda serie potrebbe venire bene come questa contando che sono stati impiegati dieci anni per metterla in piedi).


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La consiglio? Assolutamente sì, perché nonostante la prevedibilità di alcuni particolari questa serie mi ha coinvolta moltissimo. L'ho maratonata senza nemmeno rendermi conto (e voi sapete che non amo guardare le serie TV!) e mi ha lasciato dentro molte impressioni positive. Credo che Squid Game sia un'ottima estremizzazione di alcuni concetti che nella vita esistono eccome: verità dure da accettare, ma che non si possono negare. L'episodio 6, in particolare, credo che da solo sia una motivazione sufficiente per guardare i nove episodi. Mi ha spezzato il cuore e lo ho trovato l'episodio migliore di tutta la serie.



Una richiesta: se avete già guardato la serie (o dopo che la avrete guardata) scrivetemi, se vi va! Mi piacerebbe parlare con qualcuno di Squid Game  e in particolar modo di alcuni dei personaggi trattati (tipo Ali, il mio preferito). Mi potete scrivere via email, oppure contattarmi in direct su Instagram! 


Avete già visto la serie? La guarderete?
Mi raccomando, non lasciate spoiler tra i commenti!

sabato 9 ottobre 2021

Cristallo Books & Nerd | 2 libri a cui mi ha fatto pensare Squid Game

Buongiorno e buon sabato! Oggi ho deciso di dedicare una puntata di Cristallo Books and Nerd ad una serie TV che sta andando alla grande in questo periodo: Squid Game!
Ho guardato questa serie con molta attenzione e mi ha davvero appassionata, nonostante non sia perfetta. Credo che prossimamente scriverò un post a tema qui nel blog proprio per parlarvene. Vi andrebbe?
Intanto spero di mettervi un po' di curiosità lasciandovi due titoli battle royale pronti da leggere e a cui ho pensato IMMEDIATAMENTE mentre stavo guardando la serie. Nel post vi lascio le trame, mentre qui sottolineo un appunto: se Hunger Games mi è piaciuto molto, purtroppo non posso dire lo stesso per Under!


HUNGER GAMES
di Suzanne Collins

Quando Katniss urla "Mi offro volontaria, mi offro volontaria come tributo!" sa di aver appena firmato la sua condanna a morte. È il giorno dell'estrazione dei partecipanti agli Hunger Games, un reality show organizzato ogni anno da Capitol City con una sola regola: uccidi o muori. Ognuno dei Distretti deve sorteggiare un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni che verrà gettato nell'Arena a combattere fino alla morte. Ne sopravvive uno solo, il più bravo, il più forte, ma anche quello che si conquista il pubblico, gli sponsor, l'audience. Katniss appartiene al Distretto 12, quello dei minatori, quello che gli Hunger Games li ha vinti solo due volte in 73 edizioni, e sa di aver poche possibilità di farcela. Ma si è offerta al posto di sua sorella minore e farà di tutto per tornare da lei. Da quando è nata ha lottato per vivere e lo farà anche questa volta. Nella sua squadra c'è anche Peeta, un ragazzo gentile che però non ha la stoffa per farcela. Lui è determinato a mantenere integri i propri sentimenti e dichiara davanti alle telecamere di essere innamorato di Katniss. Ma negli Hunger Games non esistono gli amici, non esistono gli affetti, non c'è spazio per l'amore. Bisogna saper scegliere e, soprattutto, per vincere bisogna saper perdere, rinunciare a tutto ciò che ti rende Uomo.

UNDER
di Giulia Gubellini

Italia, 2025. Quando Alice si risveglia in una cella dal soffitto basso e le pareti strette, in sottofondo l'urlo di una sirena, salta in piedi sulla branda, con il cuore che le martella nel petto. Quando poi la voce metallica di un altoparlante le ordina di dirigersi verso la Sala Comune, si accorge di non essere sola: insieme a lei ci sono altri dodici ragazzi, i detenuti dei Centri Rieducativi più pericolosi del Paese. L'ultima cosa che ricorda, Alice, è la protesta a Città 051 contro l'Autorità Provvisoria, che controlla la politica, e il blindato nero in cui è stata trascinata insieme ad Andrea, il ragazzo che le piace. Non avrebbe mai immaginato di risvegliarsi in un bunker tra le Alpi, è certa di essere stata rinchiusa lì per errore. Divise grigie e cibo in scatola, un orologio arancione al polso, il tempo nel bunker sembra non passare mai in attesa delle 17, ora in cui ogni giorno due Sfidanti sono chiamati a lottare all'ultimo sangue nella Gabbia. Per Alice è subito chiaro che là sotto, anche se hai sedici anni, non hai diritto di avere paura e nemmeno di innamorarti. Perché dentro Under, il reality show della morte di cui è cavia insieme ai compagni, si sopravvive solo uccidendo. Ma anche nella prigione più terribile puoi scoprire chi sei e cambiare le regole. Insieme, ribellarsi è possibile, e il gioco al massacro può trasformarsi in rivoluzione…


Voi avete già visto Squid Game? E avete letto i due libri consigliati?
Fatemelo sapere!

lunedì 4 ottobre 2021

I diritti del lettore #5: il diritto di leggere qualsiasi cosa

Buongiorno lettori e buon inizio settimana! Finalmente riprendo la rubrica dedicata ai diritti del lettore, liberamente ispirata all'elenco omonimo creato da Daniel Pennac. Oggi parliamo insieme del diritto di leggere qualsiasi cosa, che io ho interpretato anche come il diritto di leggere tutto ciò che ci va.



5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa

Come dicevo nell'introduzione del post, questo punto io lo interpreto molto come 'il diritto di leggere qualsiasi cosa ci venga voglia di leggere'. Molto spesso si sentono dire frasi come

  <<Il  *genere random* è un genere di serie B>>

  <<Se non hai letto i libri di X non sei un vero lettore!>> 

<<Se leggi pochi classici non va bene!>>

ed è una cosa che mi infastidisce parecchio, non tanto per i generi 'incriminati' o gli autori citati, quanto per il fatto che ogni lettore ha il suo modo di vivere questa passione e nessuno dovrebbe sentirsi in diritto né in dovere di emettere giudizi.
Nel mio caso spesso mi sento dire che un vero lettore ha dei generi preferiti, legge molti classici ed altro. Io però amo leggere libri di qualsiasi genere letterario perché adoro spaziare da un argomento all'altro. Trovo inoltre che affrontare letture sempre diverse tra loro (tendo a non leggere molti libri dello stesso genere consecutivamente) mi permetta di annoiarmi meno facilmente delle meccaniche che spesso accomunano tutti i volumi appartenenti ad un unico genere.

Non importa se si leggono romanzoni di ottocento pagine, racconti, manga, fumetti o qualsiasi altra cosa. Non importa il genere, chi l'ha scritto, quando lo ha scritto! L'importante è godersi la propria passione e leggere ciò che più ci piace e ci ispira!

Cosa ne pensate voi?
E cosa amate leggere?

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Le altre puntate della rubrica: