Buongiorno amici! E' da un po' di tempo che volevo scrivere questo post e oggi ho trovato finalmente l'ispirazione (e il tempo) adatti a farlo. Un paio di mesi fa stavo pulendo la libreria, quando ho preso in mano il famosissimo libro Come un romanzo di Daniel Pennac ed ho riletto i suoi famosi diritti del lettore. Mi sono messa a fare il classico giochino del 'questo l'ho fatto, questo no' e mi è venuta l'idea per questo post. Ovviamente mi farebbe piacere se 'giocaste' con me, creando un post simile nei vostri siti o anche rispondendo con un commento a questo post. Inizialmente la mia idea era quella di riunire i dieci diritti in un solo post, ma quando mi sono accorta di star scrivendo parecchio ho deciso di far diventare I diritti del lettore una mini rubrica. Vi piace l'idea?
1. Il diritto di non leggere
Ci sono due modi in cui interpreto questo diritto. In uno lo prendo leggermente alla larga, nell'altro lo prendo perfettamente alla lettera.
Iniziando dal primo caso -ovvero quello che proietto su me stessa- credo di aver preso in considerazione più e più volte questo diritto, ogni volta in cui non ho l'umore adatto alla lettura e decido di non leggere per qualche giorno. Non leggere è un diritto anche per noi lettori perché, come dico sempre, per quanto il mio amore per la lettura sia enorme e sempre vivo, a volte i libri non mi aiutano come dovrebbero e piuttosto di leggere senza gusto, preferisco lasciare da parte i miei amici di carta per un po' di tempo. Non è forse in mio diritto, il non voler leggere?
Ma come è nel diritto di noi lettori più o meno forti non voler leggere, credo che sia ancora più forte per quanto riguarda le persone che non sentono il bisogno di immergersi nella lettura. Credo che il diritto di non leggere sia uno dei diritti più importanti e più 'altruisti', nel senso che nessuno dovrebbe credersi superiore soltanto perché tiene in mano un libro. Tutti hanno il diritto di non leggere (anche se purtroppo chi decide di eliminare i libri dalla sua vita si perde tante belle cose!). Penso che costringere qualcuno a leggere sia l'errore peggiore che si possa mai fare. In questo modo c'è un'altissima probabilità che quel qualcuno non si affaccerà mai al meraviglioso mondo delle pagine scritte. Credo sia meglio al massimo consigliare, tentare di sollecitare con garbo, ma mai costringere o far sentire qualcuno inadeguato. Se quella persona ne sentirà il bisogno, prenderà un libro quando meno se lo aspetterà, oppure arriverà il momento in cui si lascerà convincere inaspettatamente su un vostro consiglio. Se ciò non dovesse accadere, non accaniamoci troppo: tutti hanno il diritto di non leggere.
Questo lo considero il più complesso tra i diritti elencati da Pennac ed il più aperto a interpretazioni varie.
Come interpretate questo diritto?