Chi sono?

Mi chiamo Ilenia e sono una ragazza umbra estremamente curiosa, amante degli animali, della natura, delle scienze, del cibo e dei libri. Amo leggerli, viverli e respirarli, ma anche elaborarli attraverso libri creativi come i colouring books. Non ho un genere preferito ed ho sempre pensato che cercare di abbracciare la lettura nel suo insieme sia un enorme pregio. Ammetto, però, di avere qualche difficoltà con alcuni generi, come gli erotici, gli storici e i gialli (che leggo più raramente rispetto agli altri). In questo blog letterario scrivo della mia passione librosa, con grandissime soddisfazioni. Ho una relazione (molto) a distanza con un ragazzo di nome Gennaro, una figlia pelosa di nome Luna che rimarrà per sempre nel mio cuore - e che mi manca da morire da quando non c'è più- e frequento un'università che detesto (molto). Ho la sfortuna nel sangue, ma cerco di sorridere alla vita!

sabato 30 marzo 2019

Recensione: 'Eloisa e Abelardo. Storia di un amore' di Manuela Raffa

Buongiorno lettori! Marzo si è rivelato un mese fantastico in molti sensi. Anche in ambito di letture sono molto soddisfatta del risultato, visto che con 'Eloisa e Abelardo' porto a termine il quinto libro del mese.
Manuela Raffa è un'autrice che avevo conosciuto nel 2017 grazie al suo romanzo 'Francesca' che avevo amato tantissimo (qui trovate la recensione). Con questo nuovo libro ho ricoperto il suo stile, apprezzandolo nuovamente.

Titolo: Eloisa e Abelardo. Storia di un amore
Autore: Manuela Raffa
Pagine: 323
Prezzo: € 18,50
Editore: Piemme

TramaPer Eloisa l'unico modo di evadere è chiudersi nella biblioteca del convento dell'Argenteuil e perdersi tra le righe dei manoscritti che lì vengono conservati. Per questo, il giorno in cui le viene consegnata la lettera di suo zio Fulberto, che la invita a raggiungerlo a Parigi a vivere con lui, fuori da quelle odiate mura, Eloisa non crede ai propri occhi. La libertà. Finalmente la libertà che tanto ha desiderato assaporare. Pietro di Berengario, noto in tutta Parigi come Abelardo, è uno dei filosofi più celebri del suo tempo. Le sue lezioni all'università sono seguite da centinaia di studenti. Per quello ha lasciato la primogenitura e il suo castello in Bretagna e ha preso i voti, perché era il solo modo per poter dedicare la sua vita all'unica cosa che per lui abbia un senso: il sapere. Quando Eloisa e Abelardo si incontrano - lo zio di lei ha voluto concedere alla nipote una vera istruzione con il maestro più rinomato del momento - la loro è quasi una sfida. Diffidente lui, perché non pensa che una donna possa meritare la fama di letterata con cui viene acclamata Eloisa. E orgogliosa lei, che sente il rifiuto di Abelardo ad accettare la sua intelligenza. Ed è proprio questo il momento in cui sboccia il loro amore, in cui passione e intelletto fungono da trama e ordito, un'unione che è di corpi quanto di anime e menti. Tanto grande nella gioia quanto disarmante nel suo drammatico epilogo, che li porterà prima a mentire e a imbrogliare chi li ama, poi a perdere tutto e a vivere separati per sempre.


Recensione:

La storia di Eloisa e Pietro Abelardo è qualcosa di totalmente diverso da una storia d'amore. Certo, purtroppo è sempre vero che anche attualmente alcune coppie hanno una visione distorta di questo sentimento e lo nutrono in un ambiente che in realtà priva entrambi di tutto ciò che la vita potrebbe donargli; eppure, quella di Eloisa ed Abelardo ha un'aggravante: il tempo in cui il loro amore è sbocciato.
Ambientata poco dopo il 1100, la trama si svolge in un ambiente dove moltissime cose sono mal viste e la relazione clandestina tra due persone è un peccato gravissimo, che causa enormi perdite di potere e gravi danni alla propria figura.
Il lettore viene catapultato sin da subito nella mente di Eloisa, con la quale familiarizza fino a sentire il respiro della ragazza coincidere con il proprio. Quando anche Pietro inizia a mostrarsi ed a portare i suoi pensieri al lettore, cambia qualcosa e la lettura diventa in qualche modo malsana: Abelardo ha una visione totalmente egoistica e distorta della realtà, che causa nel lettore disorientamento e rabbia. Ci si chiede continuamente perché Eloisa permetta a quell'uomo di rovinarle l'esistenza e di renderla impotente, nonostante lei sia una ragazza piena di capacità e dalla mente acuta.
Il lettore è continuamente sballottato tra l'apprezzare la storia d'amore e le cose belle che in essa ci sono ed il disprezzarla totalmente per ciò che sta causando nella vita di entrambi i protagonisti; due persone dedite allo studio, ma con una visione dell'amore totalmente differente. Lei, con il cuore colmo di gioia la vede una possibilità per vivere, ma anche un motivo per soccombere. Lui, nel suo voler diventare il filosofo più importante dell'epoca, vede invece l'amore come un ostacolo, ma al tempo stesso non riesce a farne a meno; in un modo quasi malato.
Tutta la storia narra delle avventure e sventure di questi personaggi, che si ripetono un po' per tutto il libro e sono intervallati dalla voce di Fulberto, lo zio di Eloisa che ha distrutto la sua vita per vendicarsi della coppia. Questo personaggio suscita sentimenti molto contrastanti, perché è eccessivo, spaventoso, arrogante, ma a volte non si può fare a meno di vederlo con gli occhi della compassione e capirlo.
La narrazione vola tra le parole di Manuela, che con il suo stile scorrevole (seppur adattato al tempo in cui la storia è ambientata) accompagna il lettore tra le pagine fino ad un finale che lascia un pizzico di rivincita, ma anche di amarezza nel cuore del lettore.

2 commenti:

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