Chi sono?


io Mi chiamo Ilenia e sono una ragazza umbra estremamente curiosa, amante degli animali, della natura, delle scienze, del cibo, dei giochi da tavola/videogiochi e dei libri. Amo leggerli, viverli e respirarli. Non ho un genere preferito ed ho sempre pensato che cercare di abbracciare la lettura nel suo insieme sia un enorme pregio. Ammetto, però, di avere qualche difficoltà con alcuni generi, come gli erotici, gli storici e i gialli (che leggo più raramente rispetto agli altri). In questo blog scrivo della mia passione librosa, con recensioni e rubriche. Che altro posso dirvi di me? Sono laureata in Lingue e culture straniere e in Scienze socioantropologiche per l'integrazione e la sicurezza sociale. Non so ancora come sarà il mio futuro, ma sono molto determinata a scoprirlo. Ho la sfortuna nel sangue, ma cerco di sorridere alla vita!
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lunedì 17 gennaio 2022

Recensione: 'Il sangue della veggente' di Lisa Bilotti

Buongiorno lettori! Oggi insieme ad altre college vi parlo del mio parere riguardo un volume in uscita proprio oggi (vi lascio il link diretto per l'acquisto nel post), il primo di una saga dark fantasy che sembra promettere molte cose positive!


Titolo: Il sangue della Veggente
Serie: Il sangue della Veggente #1
Autrice: Lisa Bilotti
Pagine: 275
Prezzo: € 14,00 
Editore: Dark Abyss Edizioni

TramaL’alba del mondo è appena sorta e uomini e Dei calpestano la stessa terra. Il Popolo sopravvive al buio e alla luce, che si alternano in lunghi periodi. Mord è il prescelto, la Guida alla quale gli Dei hanno donato il Marchio. Ma la sua autorità è messa in discussione quando viene alla luce un segreto taciuto troppo a lungo. Mentre il Popolo è diviso, la guerra incombe. Il Popolo non è solo. Il pericolo arriva dal mare, con navi imponenti e armi di ferro; uccidono, saccheggiano e razziano. La Veggente, colei che è in contatto con gli Dei, viene strappata dal villaggio. Così gli uomini si uniscono di nuovo e gli Dei rivendicano la loro potenza. Guerra, sangue, prodigi, ammonimenti. Il Popolo brama la rivalsa, cerca il castigo dell’invasore. Senza pietà, scoppia la battaglia fra il cielo e la terra.


Il sangue della Veggente è un libro che parte gettando il lettore subito nella mente di diversi personaggi, causando una confusione iniziale che già dopo pochi capitoli acquista il suo senso. Ogni punto di vista presentato nelle prime pagine permette al lettore di fare la conoscenza di persone che nel corso del libro risulteranno essere dei punti di svolta per la storia stessa o per i protagonisti.
Questi ultimi sono Mord, la nuova guida del Popolo e Huna, veggente dello stesso luogo. Se il primo è un uomo grintoso e quasi egoista, la cui presenza non passa mai inosservata, la seconda è una donna estremamente piccola, ma egualmente sicura della sua importanza. Lui mostra un'enorme riluttanza verso gli dei e guida il suo popolo con presunzione, lei porta notizie attraverso la voce di quegli stessi dei che Mord e altri abitanti del villaggio stanno dimenticando.
Il valore delle divinità (che in questo caso sono preistoriche) è un fattore particolarmente importante perché la trama ruota principalmente attorno alla loro esistenza e alla loro abilità di comunicare con il popolo per portarlo alla ribalta, smuoverlo e permettergli di crescere (nel bene e nel male).
Al fianco di Mord e Huna c'è Aedan, un ragazzo che sin da subito rivela la sua importanza ma che in realtà nel corso del libro viene approfondito davvero poco. Credo che la sua figura sarà sottolineata nel corso del seguito e non vedo l'ora di scoprire di più su di lui perché sin da subito dimostra di poter essere un coprotagonista con i fiocchi.
L'autrice è riuscita a narrare scene di rituali e guerra catturando l'attenzione del lettore e non prolungandosi in immagini troppo brutali. Per essere un dark fantasy devo dire che Il sangue della veggente è abbastanza soft nelle descrizioni, anche se non lo è nei contenuti: tradimenti, bagni di sangue, blasfemia e guerra sono le principali tematiche trattate e l'autrice le tocca con uno stile adeguato. La narrazione non è né semplice né complessa e riesce a trasportare il lettore in un mondo nuovo facendoglielo scoprire piano piano, con brevi descrizioni dateci principalmente attraverso gli occhi dei protagonisti.
Non nego che in alcuni tratti la storia si presenta abbastanza lenta, ma il lettore non trova difficoltà nell'avanzare. Il finale, poi, mi ha particolarmente sorpresa. Sono curiosa di scoprire cosa prevede il secondo volume perché penso che se trattato nel modo giusto potrebbe trasformare questa storia in una bomba.


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giovedì 12 dicembre 2019

Review Party | 'Il Priorato dell'albero delle arance' di Samantha Shannon

Buongiorno lettori! Eccomi qui con il secondo Review Party della settimana. Nella recensione di oggi vi parlo di uno dei libri più in voga del momento: Il Priorato dell'albero delle arance.

Titolo: Il Priorato dell'albero delle arance
Autore: Samantha Shannon
Pagine: 816
Prezzo: € 26,00
Editore: Mondadori - Oscar Vault
Traduzione: Benedetta Gallo

TramaIl romanzo fantasy dell'anno. La casa di Berethnet ha regnato su Inys per mille anni ma ora sembra destinata a estinguersi se la regina Sabran IX non si sposerà e darà alla luce una figlia. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell'ombra della corte. A vegliare segretamente su Sabran c'è Ead Duryan, adepta di una società segreta che, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys...




Il Priorato dell'albero delle arance è uno di quei fantasy che portano alto il genere nella sua forma più intricata. Intrighi di corte, magia, tradimenti e tante altre cose impregnano queste pagine intrecciandosi tra loro in una storia narrata dal punto di vista di quattro protagonisti: Ead, Loth, Tané ed il dottor Roos. Tutti loro simboleggiano una diversa tipologia di persona: Ead è la maga, la più misteriosa di tutte (ed anche uno dei miei personaggi preferiti), Loth è il diplomatico, il cavaliere coraggioso, Tané è la protagonista alla ricerca di se stessa. Roos è quel personaggio che permette di vedere la storia da un lato diverso: quello del cinico. Si tratta, infatti, di una persona che farebbe di tutto per salvarsi la pelle eppure è quel tipo di protagonista cinico che a me piace perché dietro i suoi sentimenti di rabbia e rancore si nascondono dei motivi fondati. Anche se è fatto appositamente per sembrare antipatico agli occhi del lettore, Roos è quel cattivo che fa allo stesso tempo rabbia e pena. Lo sviluppo di quest'ultimo protagonista mi è piaciuto molto, così come anche quello degli altri tre. Accanto a loro ci sono tantissimi altri personaggi, alcuni compaiono per pochi istanti, altri (come la regina Sabran) sono dei veri e propri coprotagonisti. Vi dico soltanto che in fondo al libro ci sono quindici pagine che elencano tutti i nomi delle persone che appaiono nel libro, eppure io non ho trovato alcuna difficoltà nel ricordare tutte le associazioni nome-personaggio. Allo stesso modo non ho avuto problemi con la geografia e sono rimasta sin da subito sorpresa dalla scorrevolezza della storia e dalla semplicità della narrazione. So che molti hanno avuto problemi con questi due aspetti del libro, eppure io ho trovato che il tutto fosse strutturato così meticolosamente da rendere impossibile al lettore il confondersi.
La trama è molto dettagliata e lo stile dell'autrice è allo stesso tempo scorrevole e forbito. Ci sono dei termini nuovi, che sono resi necessari dall'ambientazione, ma questo non porta troppi problemi al lettore, così come non è particolarmente di disturbo nemmeno la presenza di nomi complessi (particolarmente quelli dei draghi che, con mia immensa approvazione, non sono protagonisti ufficiali, ma vengono trattati come tali).
L'ambientazione è molto bella: l'autrice è riuscita a dare vita ad un mondo che si apre davanti agli occhi dei lettori pagina dopo pagina. Un mondo particolareggiato, diviso in diverse zone. In ogni zona viene narrata una parte della storia e tutte queste storie si riuniscono soltanto nella parte finale del volume, quando inizia ad aprirsi il finale.
Il priorato dell'albero delle arance è un autoconclusivo degno di questo nome, un fantasy glorioso, ma allo stesso tempo umile. In esso sono tantissimi i temi che il lettore non si aspetterebbe; primi tra tutti l'omosessualità di alcuni dei personaggi e la fortissima componente femminile: questo libro è un inno al girl power.
Insomma, una lettura che consiglio vivamente, che trasporta il lettore imprigionandolo nella storia. Vi sarà impossibile staccare gli occhi dalle pagine sin dal primo capitolo. Non sarà difficile arrivare al finale che però in un suo piccolissimo particolare lascerà ancora della curiosità nel lettore che, forse, dopo ottocento pagine si aspettava un circolo del tutto chiuso. Eppure questo finale fa in un certo senso da monito e ricorda che non vi sono certezze nella battaglia tra male e bene.

mercoledì 11 dicembre 2019

Review Tour | 'Portami con te' di Serena Reina

Buongiorno lettori! Questa settimana nel blog troverete ben due review party, di cui questo è il primo ed il secondo arriverà domani, dedicato a Il Priorato dell'albero delle arance
Per portare alla vostra attenzione questo post ho deciso di saltare il www...Wednesday! che tornerà più ricco che mai la mercoledì prossimo. Bhe, una volta fatte le dovute promesse ringrazio ancora una volta l'autrice per la copia del libro e per avermi inserita in questo evento; e vi lascio al mio parere su Portami con te!

Titolo: Portami con te
Autore: Serena Reina
Pagine: 80
Prezzo: € 10,00
Editore: Autopubblicato

Trama"Portami con te" nasce dopo diversi anni di silenzio. Una voce che torna a farsi sentire attraverso diverse emozioni. Un'anima che sprofonda, ma che cerca di restare a galla e di uscirne fuori propendendosi verso la luce. Proprio quella fiamma che la porterà al sicuro e l'accompagnerà lungo il suo viaggio verso la felicità, ma solo se lei risponderà affermativamente al suo appello, "portami con te".




Portami con te è una raccolta di poesie che cerca di far comprendere al lettore l'importanza dell'unione; sia essa familiare o sentimentale. E' importante, ovviamente, anche l'essere in grado di ritrovare se stessi per riunire anima e cuore nello stesso corpo.
Il volume contiene ventiquattro poesie di lunghezze diverse che hanno come tema principale i sentimenti, quelli profondi e che se non tenuti a bada dilaniano il cuore. Si parla di allontanamento, di abbandono, ma anche di riavvicinamento e passione e l'autrice racconta tutto attraverso versi semplici, ma carichi di emozioni.
Tra le mie poesie preferite ci sono Spike, Palermo, Rifugio e Libertà. Le prime due spiccano particolarmente sul resto della raccolta, perché sono quelle che toccano i temi più diversi rispetto a tutte le altre. Spike apre il volume e devo dire che l'autrice si è giocata la carta migliore subito. Questa poesia, infatti, mi ha preso il cuore, l'ha accartocciato e poi me lo ha ridato pieno di pieghe che non torneranno mai a posto. Questo perché mi ha fatto pensare a tutti i compagni pelosi (e non) che ho perso e a quell'amore grande nei loro sguardi. Con questa poesia l'autrice ha riaperto ferite, ma ha anche permesso ai ricordi di addolcire i pensieri.
Palermo parla dell'amore che un cittadino prova per il proprio paese ed anche il dispiacere, la rabbia, di vedere la propria città lasciata in balia del tempo, quando tutti i tesori che contiene dovrebbero essere accuditi e preservati con cura.
Non mi dilungo a parlarvi anche delle altre poesie, perché vorrei lasciarvi il piacere di scoprire da soli cosa ha da dire Serena. Poi sarete voi a tornare e, spero, dirmi quanto a fondo le sue parole avranno scavato nel vostro cuore.