Chi sono?


io Mi chiamo Ilenia e sono una ragazza umbra estremamente curiosa, amante degli animali, della natura, delle scienze, del cibo, dei giochi da tavola/videogiochi e dei libri. Amo leggerli, viverli e respirarli. Non ho un genere preferito ed ho sempre pensato che cercare di abbracciare la lettura nel suo insieme sia un enorme pregio. Ammetto, però, di avere qualche difficoltà con alcuni generi, come gli erotici, gli storici e i gialli (che leggo più raramente rispetto agli altri). In questo blog scrivo della mia passione librosa, con recensioni e rubriche. Che altro posso dirvi di me? Sono laureata in Lingue e culture straniere e in Scienze socioantropologiche per l'integrazione e la sicurezza sociale. Non so ancora come sarà il mio futuro, ma sono molto determinata a scoprirlo. Ho la sfortuna nel sangue, ma cerco di sorridere alla vita!
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martedì 15 febbraio 2022

Recensione: 'I racconti degli speciali' di Ransom Riggs

Buongiorno lettori! Come state? 
Oggi vorrei parlarvi di un libro che mi ha sorpresa, nonostante si tratti di una raccolta di racconti (con cui di solito non vado d'accordo al 100%).


Titolo
: I racconti degli speciali
Serie: Miss Peregrine e la casa dei ragazzi speciali 
Autore: Ransom Riggs
Pagine: 202
Prezzo: € 18,00
Traduzione: Bérénice Capatti

TramaQuella degli Speciali è una storia antica, che comincia molto prima dell'arrivo di Miss Peregrine; è una storia che riecheggia misteri e stravaganze, ed è custodita in questa raccolta di racconti curata proprio da uno Speciale, Millard Nullings, il ragazzo invisibile ospite della casa di Miss Peregrine. All'interno di queste storie dal retrogusto fiabesco, e talora venate da un’atmosfera gotica, si muovono personaggi fantastici, spesso spaventosi, ma anche divertenti e assolutamente bizzarri: una principessa squamosa dalla lingua biforcuta; una ragazzina spericolata, amica degli incubi; un ragazzo capace di parlare al mare; e una strampalata comunità di facoltosi e raffinati cannibali. Tutti ci accompagnano in un singolare viaggio agli albori della società degli Speciali, trasportandoci nella sala macchine di un universo parallelo e affascinante. 



Per parlare de I racconti degli speciali partirei da un semplice presupposto: non sono una fan dei racconti in quanto li ritengo sempre troppo sfuggenti; non riesco ad abituarmi alla storia che subito essa cambia. Il motivo per cui ho deciso di leggere questa raccolta è perché essa appartiene ad una saga che mi sta piacendo molto, ovvero la storia di Miss Peregrine.
I racconti degli speciali in realtà non è un volume fondamentale per la serie e ne parla semplicemente attraverso la ripresa di uno dei libri storici per gli Speciali in cui vengono narrate le loro storie folkloristiche. In esso vengono ripresi anche dei fatti storici che risultano curiosi per comprendere alcuni personaggi della saga. 
La vera particolarità di questa raccolta è il suo essere stata scritta e annotata da Millard Nullings, uno dei bambini speciali che vivono nell'anello di Miss Peregrine. Mi ha fatto molto sorridere l'idea che Ransom Riggs abbia scritto questo libro mettendosi nei panni di Millard e che lo abbia fatto mantenendo uno stile diverso dal suo solito. In queste pagine si sente l'animo curioso e studioso del bambino invisibile e il lettore non può non apprezzarne i modi di narrare e di interrompere la storia per commentare con osservazioni personali.

I racconti in tutto sono dieci e tra di essi spicca per importanza La prima ymbryne dove viene narrata la storia della primissima donna-uccello che è stata in grado di utilizzare i suoi poteri per creare un anello temporale.
Il mio preferito, però, rimane il racconto Cocobolo. Questo è quello che mi ha emozionata di più. La storia parla del rapporto padre-figlio, di isolamento e di paura e lo fa attraverso ciò che contraddistingue la saga creata da Riggs: l'essere Speciali. Ho provato emozioni fortissime durante la lettura di questa storia e credo che valga la pena recuperare questa raccolta anche soltanto per godersi Cocobolo.
In generale devo dire che tutti i racconti mi sono piaciuti, tranne forse I piccioni di Saint Paul che mi è sembrata una storia vista e rivista e che quindi non mi ha particolarmente intrattenuta. La lunghezza degli stessi è variabile e nessuno è talmente breve da lasciare insoddisfatto chi legge.

Se seguite la saga dei ragazzi speciali vi consiglio di recuperare questo volume! Se non la seguite, di certo lo trovereste semplicemente bizzarro e poco interessante.

martedì 8 febbraio 2022

Recensione: 'La ragazza che sognava i libri' di Sandra Bianconi

Buongiorno amici lettori! Come state? Devo dire che non posso lamentarmi, a parte la prospettiva di dover fare nuove visite oculistiche nel corso di questo mese. 
In questi giorni ho riflettuto un po' su cosa pubblicare nel blog e mi sono venuti in mente diversi post. Primo tra tutti è questa recensione, dedicata a un libro a suo modo decisamente particolare.


Titolo
: La ragazza che sognava i libri
Autrice: Sandra Bianconi
Pagine: 208
Prezzo: € 11,99 cartaceo | € 5,99 digitale
Editore: Autopubblicato

TramaLa ragazza che sognava i libri” potrebbe essere una favola moderna se non fossero tutti gli intrighi, dilemmi e impasse che la storia contiene, leggera ma autentica.
È la storia di Maria Jacqueline, una ragazza romantica, sognatrice, intelligente e determinata, che vuole vivere la vita a modo suo – senza mai togliere i piedi dalla realtà. Il suo amore ai libri la porta a vivere le esperienze più incredibili fino a incontrare uno in speciale, che rivoluzionerà tutta la sua vita…


Quella di Maria Jacqueline è una storia che potremmo chiamare quasi 'comune', fatta di sacrifici immensi improntati al raggiungimento dei propri sogni. La protagonista di questa storia desidera con tutta se stessa lavorare nel mondo dell'editoria e si impegna in questo con il corpo, il cuore e l'anima.
La sua storia viene raccontata in tre fasi nelle quali vengono utilizzati diversi stili narrativi. Nell'introduzione viene presentata al lettore la figura di Jacqueline stessa e l'autrice lo fa utilizzando una narrazione che rompe la terza dimensione rivolgendosi al lettore e oscilla continuamente tra passato e presente. Devo dire che la scelta verbale inizialmente mi ha confusa, perché non avevo ben capito il senso del continuo passaggio temporale, poi però questa idea di narrazione è stata abbandonata nelle parti successive. 
Tutta la parte centrale della storia racconta quello che è il presente vissuto dalla protagonista e lo fa in modo quasi colloquiale, come se il lettore in realtà si trovasse al fianco di questa ragazza intraprendente la cui esistenza ruota prettamente attorno ai libri. E' in questa fase che impariamo a conoscerla bene ed è qui che si familiarizza con questa ragazza fatta di sogni e ambizioni la cui mente ordinata e pragmatica è equilibrata da una personalità impulsiva al di fuori dell'ambito lavorativo.
La terza e ultima parte traferisce i lettori in un futuro non troppo lontano dove tutto nella vita di Jacqueline cambia e la ragazza si trova a vivere quello che sembra essere il miglior periodo della sua esistenza. Anche qui l'autrice utilizza uno stile colloquiale che non turba affatto chi legge, ma anzi lo mette a proprio agio.
La storia in sé non brilla di originalità se presa a se stante, ma più che un romanzo d'amore io definirei La ragazza che sognava i libri come un libro dove fondamentale è il focus sulla crescita personale. La storia romantica è infatti messa quasi in secondo piano ed è trattata in modo veloce. A farla da padrone, in questo libro, è la mente di Jacqueline e la sua evoluzione, nonché tutti i cambiamenti che avvengono nel corso della sua vita.
Il libro scorre piuttosto velocemente e una volta superata la parte introduttiva ho trovato la storia piacevole.

lunedì 31 gennaio 2022

Recensione: 'Garry Hop. L'eredità dello sciamano' di Moony Witcher

Buongiorno amici lettori! Con un po' di ritardo, ma oggi porto nel sito la recensione dell'ultimo libro letto nel 2021. Si tratta del capitolo conclusivo della serie Garry Hop, ma come sempre ci tengo a dirvi che nella recensione non troverete spoiler di alcun tipo. Ovviamente vi sconsiglio di leggere la trama del volume.


Titolo: L'eredità dello sciamano
Serie: Garry Hop #3
Autrice: Moony Witcher
Pagine: 219
Prezzo: € 12,00
Editore: Giunti
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TramaHunnia, salva oramai dal veleno rosso grazie all’Essentia Lucis dei Giganti, rifiorisce mentre Gropiùs, giunto alla fine della sua vita, per garantire il futuro dell’isola decide di consegnare il bastone a Garry e nominarlo sciamano di Hunnia. Ma ha un desiderio: che Garry sparga metà delle sue ceneri nell’isola dove è nato. Il ragazzo affronta allora un viaggio alla ricerca dell'isola Mervilia, distrutta da una terribile eruzione quando Gropiùs era ancora piccolo, che un tempo era una terra ricca di bellezza e incanto, i cui pochi abitanti erano sciamani e conoscevano i segreti di tutte le erbe magiche. Un altro viaggio colmo di incognite e pericoli per Garry e Alina. 


Dopo un secondo volume che non mi aveva del tutto soddisfatta, la trilogia di Garry Hop trova il suo finale in un terzo libro che mi ha davvero colpita. Molto più di quanto potessi aspettarmi!
Tra pericoli che tornano (o nascono), viaggi e perdite, la storia di Garry e Alina trova il suo culmine in un libro che si divide a metà tra una storia dal forte carico emotivo e un fantasy per ragazzi molto ben riuscito.
L'ambientazione cambia e il lettore viene trasportato nella terra natia di Gropiùs, un luogo pieno di insidie dove i due ragazzi protagonisti si trovano ad affrontare le loro paure e il loro peggior nemico. Ancora una volta Moony Witcher ha saputo dimostrare la sua incredibile abilità nel descrivere luoghi inesistenti facendoli apparire così nitidi nella mente del lettore da sembrare rali. Mervilia è un'isola che un po' ricorda Humnia, mentre per la maggior parte se ne discosta. Sin da quando sono bambina apprezzo con una certa reverenzialità l'abilità di Moony nel creare nomi di piante, animali, luoghi e magie facendoli rimanere stampati nella mente di chi legge, nonostante a primo impattino sembrino strani o complicati.
L'eredità dello sciamano mantiene lo stile narrativo dell'autrice, ma ci presenta un Garry diverso: i fatti hanno voluto che lui crescesse all'improvviso. Forse per la prima volta ho notato la disparità esistente tra lui e Alina, la quale in questo volume mi è sembrata più capricciosa del solito. Un po' come se si volesse marcare l'idea di un'Alina che può scegliere cosa fare della sua vita, incaponendosi pure, mentre Garry deve sempre accettare ciò che il destino gli riserva.
A fare da padrona in questo ultimo libro della serie è ancora una volta l'alchimia, descritta in modo così minuzioso da far sentire il potere anche nelle vene del lettore.
Insomma, L'eredità dello sciamano è il degno finale di una trilogia che era partita molto bene. Il primo libro mi era piaciuto tantissimo e sono felice di aver proseguito nonostante il secondo mi avesse appassionata di meno. Qui ho ritrovato la Moony Witcher che sento amica e la ho amata ancora una volta.



lunedì 17 gennaio 2022

Recensione: 'Il sangue della veggente' di Lisa Bilotti

Buongiorno lettori! Oggi insieme ad altre college vi parlo del mio parere riguardo un volume in uscita proprio oggi (vi lascio il link diretto per l'acquisto nel post), il primo di una saga dark fantasy che sembra promettere molte cose positive!


Titolo: Il sangue della Veggente
Serie: Il sangue della Veggente #1
Autrice: Lisa Bilotti
Pagine: 275
Prezzo: € 14,00 
Editore: Dark Abyss Edizioni

TramaL’alba del mondo è appena sorta e uomini e Dei calpestano la stessa terra. Il Popolo sopravvive al buio e alla luce, che si alternano in lunghi periodi. Mord è il prescelto, la Guida alla quale gli Dei hanno donato il Marchio. Ma la sua autorità è messa in discussione quando viene alla luce un segreto taciuto troppo a lungo. Mentre il Popolo è diviso, la guerra incombe. Il Popolo non è solo. Il pericolo arriva dal mare, con navi imponenti e armi di ferro; uccidono, saccheggiano e razziano. La Veggente, colei che è in contatto con gli Dei, viene strappata dal villaggio. Così gli uomini si uniscono di nuovo e gli Dei rivendicano la loro potenza. Guerra, sangue, prodigi, ammonimenti. Il Popolo brama la rivalsa, cerca il castigo dell’invasore. Senza pietà, scoppia la battaglia fra il cielo e la terra.


Il sangue della Veggente è un libro che parte gettando il lettore subito nella mente di diversi personaggi, causando una confusione iniziale che già dopo pochi capitoli acquista il suo senso. Ogni punto di vista presentato nelle prime pagine permette al lettore di fare la conoscenza di persone che nel corso del libro risulteranno essere dei punti di svolta per la storia stessa o per i protagonisti.
Questi ultimi sono Mord, la nuova guida del Popolo e Huna, veggente dello stesso luogo. Se il primo è un uomo grintoso e quasi egoista, la cui presenza non passa mai inosservata, la seconda è una donna estremamente piccola, ma egualmente sicura della sua importanza. Lui mostra un'enorme riluttanza verso gli dei e guida il suo popolo con presunzione, lei porta notizie attraverso la voce di quegli stessi dei che Mord e altri abitanti del villaggio stanno dimenticando.
Il valore delle divinità (che in questo caso sono preistoriche) è un fattore particolarmente importante perché la trama ruota principalmente attorno alla loro esistenza e alla loro abilità di comunicare con il popolo per portarlo alla ribalta, smuoverlo e permettergli di crescere (nel bene e nel male).
Al fianco di Mord e Huna c'è Aedan, un ragazzo che sin da subito rivela la sua importanza ma che in realtà nel corso del libro viene approfondito davvero poco. Credo che la sua figura sarà sottolineata nel corso del seguito e non vedo l'ora di scoprire di più su di lui perché sin da subito dimostra di poter essere un coprotagonista con i fiocchi.
L'autrice è riuscita a narrare scene di rituali e guerra catturando l'attenzione del lettore e non prolungandosi in immagini troppo brutali. Per essere un dark fantasy devo dire che Il sangue della veggente è abbastanza soft nelle descrizioni, anche se non lo è nei contenuti: tradimenti, bagni di sangue, blasfemia e guerra sono le principali tematiche trattate e l'autrice le tocca con uno stile adeguato. La narrazione non è né semplice né complessa e riesce a trasportare il lettore in un mondo nuovo facendoglielo scoprire piano piano, con brevi descrizioni dateci principalmente attraverso gli occhi dei protagonisti.
Non nego che in alcuni tratti la storia si presenta abbastanza lenta, ma il lettore non trova difficoltà nell'avanzare. Il finale, poi, mi ha particolarmente sorpresa. Sono curiosa di scoprire cosa prevede il secondo volume perché penso che se trattato nel modo giusto potrebbe trasformare questa storia in una bomba.


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martedì 4 gennaio 2022

Recensione: 'Il Pirata' di James L. Nelson

Buongiorno cari lettori! Torno da voi dopo qualche giorno di pausa per parlarvi un po' di un libro davvero interessante che ho letto insieme a Gennaro. Si tratta del primo di una trilogia che oggi si trova facilmente nell'edizione in volume unico.


Titolo: Il Pirata
Serie: La trilogia dei pirati #1
Autore: James L. Nelson
Pagine: 345
Prezzo: € 10,00
Editore: Mondadori
Traduzione: M. E. Morin

TramaVirginia, 1701. È questo il luogo ideale per il ricco Thomas Marlowe, desideroso di lasciarsi il passato alle spalle e insediarsi nella buona società locale, composta soprattutto di latifondisti e coltivatori di tabacco. Ma il suo non può essere un tranquillo buen retiro e, suo malgrado, nel giro di pochi giorni tutti parlano di lui quando acquista, pagando in contanti con cinquemila sterline d'oro e d'argento, la piantagione della vedova Elizabeth Tinling, giovane e bellissima. La stessa donna il cui onore, due anni dopo, dovrà difendere dalle rozze insinuazioni di un pretendente respinto, rampollo di una delle famiglie più in vista dell'intera Virginia che Marlowe uccide in duello. E non si ferma qui: con l'aiuto di un manipolo di fedeli compagni rimette in sesto la Plymouth Prize, un decrepito vascello, e con essa inizia una vittoriosa guerra contro i pirati. Ma se Marlowe riesce a sconfiggere con facilità i Fratelli della costa è perché li conosce bene. Bene come solo uno di loro potrebbe: perché anche lui era un bucaniere, che ora ha deciso di dimenticare quel passato. Solo che, a volte, è il passato che non vuole farsi dimenticare. Soprattutto dagli antichi nemici...


James L. Nelson ha creato una storia estremamente interessante ambientata in Virginia nel 1700. Pur trattandosi di un romanzo storico, l'autore è riuscito a creare una trama fluida e non troppo focalizzata sugli avvenimenti del secolo. La base storica è però abbastanza fedele e il lettore si trova quindi in una società dove razzismo e maschilismo regnano sovrani e in cui l'onore vale più della vita stessa.
La trama coincide con la storia di Marlowe e dei suoi compagni e inizia subito con uno scossone: Marlowe uccide a duello un componente della famiglia più importante di tutta la Virginia (i Wilkenson) per difendere Elizabeth Tinling, la donna che ama. E' esattamente da qui che parte la sequela di avvenimenti che si rivolgono sempre contro di lui. L'intero libro è pieno di colpi di scena e situazioni spesso al limite che vedono coinvolto Marlowe, protagonista principale di tutta la storia.
Egli è un uomo misterioso che a tratti apre il suo cuore al lettore permettendogli di scavare nella sua anima e nel suo passato. Per comprendere appieno la sua natura si deve leggere l'intero libro, anche se alcuni particolari si intuiscono sin dall'inizio. Al suo fianco si trovano due personaggi che spiccano su tutti gli altri: Francis Bikestraff, suo fidato amico ed insegnante, e King James. Quest'ultimo è un uomo di colore ed è uno degli elementi più importanti della storia: Marlowe è il primo in tutta la Virginia a considerare un uomo di colore come un compagno piuttosto che uno schiavo. La figura di King James è quindi l'esempio di un primo atto di ribellione, un cambiamento che sin da subito dimostra la natura da gentiluomo del nostro protagonista.
I capitoli sono narrati dal  punto di vista di Marlowe, degli Wilkenson e di Le Rois, pirata totalmente fuori di testa che con la sua follia condizionerà in negativo la vita di tutta la colonia. James L. Nelson ha creato un antagonista perfetto, talmente fuori dagli schemi e folle da risultare quasi affascinante agli occhi del lettore (che però non patteggerà mai per lui!).
Tutti i personaggi, lo stile sorprendentemente scorrevole e l'interessantissima trama rendono il libro un perfetto inizio per quella che promette di essere una trilogia d'avventura con i fiocchi. Sicuramente leggerò presto il seguito!

martedì 28 dicembre 2021

Recensione: 'Entra nel gioco del calamaro. Tutti i segreti della serie evento Squid Game' di Park MinJoon

Buongiorno lettori! Come avete passato il Natale? Io tutto bene, la giornata è stata tranquilla ed ho anche ricevuto in regalo moltissimi libri! In particolare mi sono stati regalati l'ultimo libro di Sophie Kinsella, l'intera trilogia Il quarto Elemento di Kat Ross e l'ultimo libro di Simone Cristicchi. 
Oggi però non sono qui per parlare di feste e doni, ma per dirvi la mia sulla guida (non ufficiale) di Squid Game! Della serie TV vi avevo già parlato nel blog (qui il post) e oggi sono molto contenta di farvi conoscere questa interessantissima guida.


Titolo: Entra nel gioco del calamaro. Tutti i segreti della serie evento Squid Game
Autore: Park MinJoon
Pagine: 147
Prezzo: € 12,90
Editore: Vallardi
Traduzione: Sara Papini

TramaIl manuale di istruzioni 100% non ufficiale per scoprire tutti i segreti, retroscena e curiosità della serie evento di maggior successo degli ultimi tempi, e avventurarsi nel K-world, il fantastico universo culturale coreano. Preparati a diventare il giocatore numero 457. Cosa sei disposto a fare per pagare i tuoi debiti? 456 giocatori con un debito da saldare, s'impegnano in diversi giochi per bambini che comportano però dei pegni (mortali). Non si può abbandonare, chi perde perde la vita. Un mix conturbante di giochi per bambini, sangue, lotta per la sopravvivenza e critica di sistema che affonda le sue origini in Battle Royale e nell'universo manga. Un successo che in pochissimo tempo si è esteso ben oltre la stessa serie TV, divenendo un fenomeno mondiale.


Sebbene nessuno di noi voglia scoprire i segreti della serie per diventare il giocatore 457, sono certa che tutti potrebbero trovare interessante questa guida in quanto permette a chi ha visto Squid Game di notare diverse cose interessanti. 
Prima di passare ad analizzare la struttura del volume, ci tengo a sottolineare che esso è scritto in modo semplice e molto colloquiale. Ho trovato davvero divertente l'idea della comunicazione in chiave ironica tra il narratore e il lettore. Il primo non si limita soltanto a spiegare i dettagli della serie, ma si rivolge a chi legge in modo buffo e quasi materno (da un lato raccomanda di non copiare quanto viene scritto - cosa che un po' mi ha fatto pensare. C'è davvero bisogno che qualcuno ci ricordi di non uccidere altre persone? - mentre dall'altro lato scrive frasi divertenti come <<se fallirai questo test non preoccuparti, nessuno verrà ad eliminarti!>>).
Il volume è diviso in sezioni e sin dai titoli è possibile capire gli argomenti trattati. Nello specifico vengono per prima cosa riassunti i nove episodi e sottolineati tutti gli elementi fondamentali che avrebbero potuto aiutare lo spettatore nel prevedere gli episodi successivi (lo ammetto, alcuni non li avevo captati). Vengono poi approfonditi ed esplorati i background di alcuni dei personaggi principale per poi passare anche agli attori che li hanno interpretati.
Una sezione che ho molto apprezzato è stata quella dedicata al plagio e alle ispirazioni. Molti hanno criticato Squid Game per essere simile a serie come Alice in Borderland, ma in questa guida viene perfettamente spiegato perché uno non sia la copia dell'altro. Sono stata felice di trovare questa parte, perché cerco sempre di spiegare la struttura dei survival game e quasi nessuno sembra voler capire che delle similitudini tra i vari prodotti sono obbligate.
Altre sezioni interessanti sono quella dedicata alle regole di tutti i giochi visti durante gli episodi e quella dedicata ai numeri. Soprattutto in quest'ultima vengono svelate tantissime curiosità più o meno importanti (lo sapevate che dopo l'uscita di Squid Game la vendita di scarpe Vans indossate dai personaggi è aumentata del 7800%?).
Il volume tocca altri argomenti (il cinema coreano in generale, la biografia del regista, gli errori presenti nella serie, le polemiche legate alla traduzione dal coreano) e si chiude con un quiz abbastanza corposo. Io ho ottenuto un risultato molto buono e ne sono contenta. Voi riuscirete a dimostrare la vostra passione per la serie?


mercoledì 22 dicembre 2021

Recensione doppia: 'Anastasia, di nuovo!' e 'Anastasia al vostro servizio' di Lois Lowry

Buongiorno lettori, oggi ho deciso di parlarvi di due libri contemporaneamente. Si tratta del volume due e tre della serie di avventure dedicata ad Anastasia Krupnik e siccome i due volumi sono molto simili ho pensato di parlarvene in un unico post.



Titolo: Anastasia, di nuovo! - Anastasia al vostro servizio
Serie: Anastasia Krupnik #2-3
Autrice: Lois Lowry
Pagine: 155 - 154
Prezzo: € 12,00 - 14,00
Traduzione: Enrico Santachiara

Trama: Libro 1Libro 2



Anastasia Krupnik è una ragazzina molto vivace, che inizialmente mi ha ricordato un po' Pippi Calzelunghe (dalla quale si è quasi subito discostata, per fortuna). Il suo carattere forte è la cosa che maggiormente permea le pagine che raccontano la sua storia ed è impossibile non affezionarsi a questa bambina ricca di sogni, idee ed iniziative.
Anastasia, di nuovo! e Anastasia al vostro servizio! raccontano due episodi della vita di Anastasia e della sua famiglia: nel primo si ha il trasferimento di tutto il nucleo familiare in periferia, nel secondo la piccola protagonista trova un lavoretto per guadagnare qualcosa da mettere da parte insieme alla paghetta. In entrambi i casi l'autrice è riuscita a rendere benissimo il punto di vista di una tredicenne ed ha senza difficoltà narrato la quotidianità attraverso gli occhi puri di una ragazzina che osserva tutto con curiosità e rende ogni evento quasi comico agli occhi del lettore. Anastasia è infatti buffa e il suo modo di fare lo è altrettanto. Le sue fisse e i suoi pensieri a volte risultano talmente ingenui da far sorridere chi legge e portarlo ad apprezzare sempre di più l'animo di Anastasia stessa.
Il fulcro del primo volume è il tentare di superare i propri pregiudizi e la propria solitudine. Nel secondo caso arriva in aiuto una protagonista anziana a cui Anastasia cercherà in ogni modo di portare compagnia. Il secondo volume ruota principalmente attorno all'indipendenza, al suo prezzo e al disequilibrio di alcune famiglie (che porta alla ribellione dei figli). Entrambi i volumi hanno toccato con semplicità i vari temi, ma senza sottovalutarli.
Ciò che mi ha davvero sorpresa di questi due libri, oltre alla presenza di tematiche importanti trattate senza farle apparire superficiali e di uno stile narrativo semplice e spedito, è il fatto che Lois Lowry appare come un'autrice totalmente diversa rispetto a quella che avevo conosciuto con la serie The giver. Qui l'autrice è riuscita a farsi apprezzare da me grazie al suo modo simpatico di narrare e alla sua capacità di stupire un adulto attraverso gli occhi di un bambino. La vita di Anastasia non ha niente di più né di meno rispetto alla quotidianità di una persona comune, ma Lois Lowry è riuscita a farla sembrare quasi speciale. 
Leggerò volentieri altri episodi della serie, se verranno ritradotti!

sabato 18 dicembre 2021

Recensione: 'Tra le braccia di un mostro' di Morgana De Lioncourt

Buongiorno lettori e buon sabato! E' da diverso tempo che non vi parlo di una raccolta di poesie, quindi direi proprio che è arrivato il momento di rimediare. 
Nello specifico, oggi vi racconto le emozioni provate durante la lettura di Tra le braccia di un mostro, una raccolta che mi ha tenuto compagnia per diverso tempo (non perché non mi sia piaciuta! Come sapete già, non amo divorare le poesie. Preferisco godermele lentamente).


Titolo: Tra le braccia di un mostro
Autrice: Morgana De Lioncourt
Pagine: 65
Prezzo: € 12,00
Editore: Dark Abyss Edizioni

TramaUna raccolta di poesie quasi da intendersi come lettere, dedicate a coloro che infliggono ferite. Sono schegge, hanno la bellezza perfetta dei testi sottoposti al cesello esperto di chi riflette su ogni singola parola e ne padroneggia l'anima, al contempo hanno il potenziale lacerante di ciò che è affilato. Una spina, un graffio, un ramo contundente, una ferita difficile da far guarire. Uno sprazzo nella foresta privata che è la vita dell'Autrice.


Le poesie sono una sorta di passaggio verso l'anima di chi le scrive; chi legge sta inconsapevolmente esplorando un essere umano, sta scavando il suo mondo, il suo pensiero e la sua vita. Nel caso specifico di Tra le braccia di un mostro chi legge si trova a frugare tra un passato oscuro fatto di soggetti che hanno ferito l'autrice in diversi modi o che lei stessa ha morso più o meno consapevolmente.
Attraverso la poesia si impara ad ascoltare e tra le pagine di questa raccolta si viene invasi da urla e grida: di disperazione, di dolore... ma anche di liberazione. Ciò che l'autrice racconta è un insieme di esperienze brutali, a tratti grottesche, che hanno caratterizzato la sua esistenza. Sin dal primo brano Per il mostro si capisce il tono di ciò che è contenuto in questo volume ed è praticamente impossibile non provare subito un senso di protezione verso chi scrive. Non tutti i brani sono però oscuri e tremendi. Alcuni, infatti, toccano corde dolci (come quelli dedicati alla nonna) che mi hanno scaldato il cuore.
Le tematiche trattate nel corso dei versi sono parecchie. Non tutte sono laceranti come l'inizio vuol fare sembrare, ma sicuramente ogni poesia è in grado di graffiare l'animo di chi la scorre. 
Interessante di Tra le braccia di un mostro è anche la scelta di abbinare ogni brano ad un'illustrazione rappresentante un fiore, una pianta o un'erba. Ad ogni immagine è dedicata una didascalia che elenca le proprietà del soggetto disegnato. La ho trovata un'idea particolare ed intrigante perché in un certo senso è come se il nome di piante e fiori riuscisse a rendere ancor più reale ciò che viene scritto nella poesia abbinata. Su una pagina c'è la stabilità dell'elemento naturale (un cactus, un'erba ecc.ecc.) e sul foglio a fianco ci sono il getto e l'emotività dei versi scritti da Morgana. Versi che a modo loro sono in grado di entrare nella mente di chi li sfoglia e rimanere lì per diverso tempo, nutrendo una vita esterna di esperienze non sempre facili da metabolizzare.

Come sempre quando si tratta di raccolte di poesie, vi lascio di seguito la mia preferita nonché quella con cui mi sono maggiormente trovata in sintonia:

Per il Pettirosso

Ogni tanto sarei curiosa di sapere come ti va la vita.
Solo per ringraziare
ancora una volta
di esserne uscita.
Non sono più così masochista.

venerdì 10 dicembre 2021

Recensione: 'Il corvo blu' di Federico Ellade Peruzzotti

Buongiorno lettori e buon venerdì! Cosa farete in questo fine settimana? Probabilmente io mi dedicherò alla lettura e cercherò anche di programmare qualche post. Per prima cosa, oggi vi lascio una nuovissima recensione!


Titolo: Il corvo blu
Autore: Federico Ellade Peruzzotti
Pagine: 451
Prezzo: € 21,00
Editore: Autopubblicato

Trama«Nell'anno 2015 scrissi una serie di fiabe inedite utilizzando i nodi narrativi e i personaggi ricavati da un vivo interesse verso le 'lugu' tradizionali dell'Estonia, storie tramandate in prosa o in musica da centinaia di anni. L'anno dopo decisi di usare come chiave proprio una delle fiabe che avevo composto e di aprirla come un vivisettore, sondarla con le mie domande, ricamarla di immagini nuove. Questo approccio perdurò così a lungo che il romanzo si nutrì naturalmente delle vicende e dei miei pensieri quotidiani, che nei quattro anni di stesura sono stati intrisi di coraggio, avventura e una quantità - ancora adesso giudicata "illimitata" - di ignoranza e ingenuità. Una fiaba crudelmente realistica, in cui principi, principesse, maghi, re e guardie in armatura dialogano con l'instabilità delle loro opinioni, la fragilità del corpo, i soldi, la pizza e le regole della società moderna, con le sue contraddizioni e i suoi tentativi vani di farsi amare dalla giustizia. "Il corvo blu" nasce quindi come una fiaba, si evolve come romanzo d'avventura e, proprio come il suo giovane e inesperto protagonista, si dibatte fino all'ultima pagina per trasformarsi in qualcosa di migliore.» (l'autore)



Tra viaggi e scoperte, quella raccontata da Federico Ellade Peruzzotti è una storia fatta di sogni dove il protagonista cerca di crescere sempre di più in ogni suo viaggio, mostrando al lettore come si possa allo stesso tempo migliorare e sbagliare.
Tra un paese e l'altro, la storia scorre ruotando attorno a quella che sembra quasi una favola, un mito moderno: il protagonista cerca di accrescere il suo bagaglio di esperienze per poter superare una difficilissima prova. Solo se riuscirà a superare i cento giorni utili a stupire la principessa, allora potrà definirsi soddisfatto. Quello che è il motivo principale del tanto girovagare del giovane, però, diviene quasi un qualcosa di secondario difronte a tutte le esperienze che egli si trova a vivere e superare e tutti i personaggi in cui si imbatte nel corso del suo viaggio.
In ogni luogo che supera e in ogni persona che incontra, il nostro protagonista cerca di insegnare qualcosa al suo lettore e lo fa attraverso l'alternanza con un narratore onnisciente che solo sul finale (che, ne sono certa, saprà sorprendervi) svelerà la sua identità.
Il corvo blu è un libro molto particolare, ambientato in un mondo che mescola modernità con antichità e narrato attraverso uno stile che a tratti mi ha ricordato i personaggi de Il castello errante di Howl e Stardust. Infatti in Il corvo blu tutti, tranne il protagonista, parlano attraverso un linguaggio distorto. Se inizialmente questa scelta fa sorridere il lettore, devo ammettere che ad un certo punto rende difficile l'approccio alla storia: è complicato, infatti, seguire i discorsi di tutte le persone che si incontrano in quanto più si va avanti con la storia più il linguaggio diventa distorto e meno è scorrevole la narrazione. Insomma, quello che inizialmente sembra essere un punto di forza ad un certo punto diventa una sorta di punto debole che rallenta il tutto.
Il corvo blu è sicuramente un libro interessante, che richiede un certo livello di attenzione per essere letto, ma che comunque lascia un piacevole ricordo al lettore.




martedì 7 dicembre 2021

Recensione: 'Emre' di Debora Spatola

Buongiorno amici lettori! Oggi sono qui per parlarvi dell'ultima opera di Debora Spatola, autrice che ho conosciuto proprio all'inizio di quest'anno e che mi ha letteralmente rapito il cuore con la sua prima saga: Avvento. 


Titolo: Emre. Libro zero
Serie: Emre #1
Autrice: Debora Spatola
Pagine: 417
Prezzo: € 16,50
Editore: Delrai Edizioni

TramaIl giorno del suo diciottesimo compleanno, Emre vorrebbe un unico regalo dai suoi due padri: poter uscire da sola e senza il loro controllo. Emre, infatti, da che ha memoria, ha sempre vissuto tra le quattro mura di una casa come se fosse prigioniera, traslocando di tanto in tanto, e comunque sotto la stretta sorveglianza di Wender e Cristiano, due uomini che di rassicurante non hanno proprio nulla. E non è l'unica stranezza della sua vita, perché, quasi ogni giorno, viene sottoposta a un prelievo di sangue di cui lei stessa non conosce le ragioni. Wender la rassicura e la tranquillizza ogni mattina presto, portandola a fidarsi di una situazione che di normale ha ben poco. Emre, però, è stanca di sentirsi dire ciò che deve fare e decide così di dare una svolta alla propria esistenza, iniziando a fare domande e tentando di convincere le sue guardie del corpo che è in grado di cavarsela da sola. Ma c'è lo spettro di un terzo uomo ad aleggiare su tutti loro, una presenza spietata che non la lascerebbe mai libera di scegliere. Chi è il terzo? E perché non vuole lasciarla libera? Il primo libro di una trilogia sorprendente, Emre - Libro zero, svela pagina dopo pagina la verità di una storia incredibile, incalzante e mai scontata. Scienza e fede, amore e ragione, libertà e prigionia, sono le dicotomie che attraversano l'intera narrazione, regalando al lettore forti emozioni e una lettura indimenticabile.


Debora Spatola ha dato il via a quella che sembrerebbe essere una nuova interessantissima serie. Nel volume si mescolano fantasy, fantascienza e romance (in parte decisamente minoritaria) creando un perfetto connubio di generi.
I personaggi non sono tanti ed hanno tutti un ruolo ben preciso nella storia. Nessuno è messo a caso tra le pagine ed anche quello che sembra il personaggio più inutile si rivelerà essere in realtà fondamentale.
Emre è una ragazza particolare, frutto di una mente malata. Non si tratta della classica protagonista presente in libri di questo genere. Non la definirei né un'eroina né una persona coraggiosa e forte. Emre è fragile e nonostante i suoi diciotto anni sembra una bambina. La vita non le ha permesso di essere adulta e questa cosa si nota moltissimo mentre si legge. Spesso il lettore si trova in conflitto con questa ragazza dai nervi scattanti ed è anche per questo che la ho trovata particolarmente interessante. Si fa fatica ad affezionarsi a lei, ma non appena lo si fa è impossibile abbandonarla al suo destino.  Al suo fianco troviamo altre persone, tra cui Wender, il mio personaggio preferito in assoluto. Su di lui ho inizialmente avuto dei dubbi, perché aveva degli impulsi che non riuscivo a comprendere. Poi, però, ho iniziato ad amarlo. Anche Cristiano non è male, così come la dolce Panama che si rileva protagonista della maggior parte dei colpi di scena.
Questi ultimi sono continui e donano al libro un ritmo incalzante, nonostante la prima parte appaia lenta. Emre infatti è un libro che parte lentamente, mettendo quasi confusione nella testa del lettore. Credo sia un qualcosa di voluto, perché superate le prime cento pagine si cominciano a riempire delle caselle e chi legge si rende conto di aver finalmente compreso moltissime cose della parte precedente. Il meglio però, lo devo dire, avviene tutto nella seconda metà. E' da qui che si comincia a ragionare sul serio: si cerca di indovinare le identità di tutti i soggetti misteriosi, si cercano di districare gli intrecci e i rapporti; è da qui che viene fuori la vera Debora Spatola: quella che scrive scene forti senza farle apparire violente, sentimenti che diventano enormi nel cuore del lettore. Così come era capitato in Avvento, la seconda parte di Emre mi ha letteralmente distrutta. Ho iniziato a provare tutte le emozioni della protagonista e dei suoi compagni, fino al punto di sentire dolore una volta concluso il volume. Voglio immediatamente il seguito, se non si fosse capito!

venerdì 19 novembre 2021

Recensione: 'Once upon a zombie. Il colore della paura' di Billy Phillips e Jenny Nissenson

Buongiorno amici lettori e buon lunedì! Direi di iniziare la settimana con una nuovissima recensione. In particolare oggi vi parlo di un libro che ho letto insieme a Gennaro. Entrambi lo abbiamo trovato molto divertente, ma credo che a lui in generale sia piaciuto un po' più che a me.


Titolo: Il colore della paura
Serie: Once upon a zombie #1
Autori: Billy Phillips e Jenny Nissenson
Pagine: 350
Prezzo: € 14,90
Editore: Edicart

TramaInspiegabili avvistamenti nei cimiteri di tutto il mondo... Il sito web unexplainablenews.com ha riferito di strani fenomeni avvenuti nei cimiteri di Scozia, Germania, Italia e Stati Uniti... La normale vita di Caitlin diviene drammatica proprio quando si ritrova di notte in un cimitero costretta a calarsi nella "tana del coniglio", in realtà un cunicolo spazio-temporale che la condurrà in un universo fatato e meraviglioso... se non brulicasse di selvaggi zombie! Gli eterni protagonisti delle fiabe, come Biancaneve, Cenerentola, Raperonzolo e la Bella Addormentata, si sono trasformati in famelici morti viventi! Ma lei è l'unica in grado di impedire una terribile, imminente catastrofe. Ci riuscirà? Una apologia della fantasia attraverso l'universo delle fiabe, ma anche una metafora delle difficoltà di ogni teenager ad affrontare la vita, a superare gli ostacoli senza perdere la magia e la capacità di meravigliarsi e sognare... Un romanzo divertente e ironico che tocca tematiche attuali e sprona i giovani lettori a vincere le proprie paure. 



Come avrete già capito seguendomi nel blog, adoro particolarmente le storie dove i personaggi delle fiabe/favole più famose vengono presi e catapultati in un universo diverso da quello classico. Quindi non negherò che ritrovare Alice, Aurora, Raperonzolo, Cenerentola e tanti altri personaggi in forma zombie mi ha davvero entusiasmata. Gli autori sono riusciti a creare una storia accattivante dove dove il mondo delle fiabe è diventato un insieme di creature mostruose e agghiaccianti segreti. In particolar modo questo primo volume della serie è ambientato nel Paese delle Meraviglie e sono rimasta piacevolmente colpita dal modo in cui questo è stato descritto. Normalmente non sopporto questa ambientazione perché tutto è sempre troppo illogico e senza senso. Per fortuna la cosa non si è ripetuta in questo libro.
La storia vede come protagoniste due sorelle: Caitlin e Natalie. La prima è piena di paure e vive nel terrore costante che possa accaderle qualcosa. Da quando la loro mamma è scomparsa i suoi sintomi si sono aggravati e quella che il lettore trova tra le pagine è una ragazzina ansiosa e terrorizzata dalla vita. Sua sorella, la piccola Natalie, è totalmente l'opposto: intraprendente, intelligente e priva di qualsiasi timore. I loro caratteri si combinano continuamente, rendendole una indispensabile all'altra. Agli occhi del lettore entrambe sono personaggi molto buffi perché si comportano in modi simpatici e battibeccano continuamente.
Il divertimento in questo libro non manca e non c'è possibilità che chi legga possa sentirsi sopraffatto dalla paura, soprattutto visto che la storia è scritta totalmente in chiave comica. Il personaggio buffo per eccellenza è Cenerentola (che onestamente si è guadagnata un posto d'onore nel mio cuore) che con i suoi camei arricchisce la trama di battute e simpatia. Diciamo che Cenerentola fa un po' la parte di Olaf in Frozen: è quel personaggio che lega tutta la trama attraverso la comicità. Senza di lei il libro non sarebbe stato lo stesso.
In alcuni punti però, devo dire che il lato simpatico si trasforma in trash e delle parti sono assurdamente ridicole (sì, credo proprio che questo sia il termine giusto). Nonostante ciò, la storia mi è piaciuta, l'ho trovata originale e sono rimasta colpita dal modo in cui gli autori sono riusciti ad amalgamare tantissimi personaggi famosi senza far perdere loro le caratteristiche che normalmente li contraddistinguono. Inoltre, nonostante le presenze importanti che le affiancano, le due protagoniste umane non cadono mai in secondo piano ed anzi diventano fulcro portante dell'universo narrato. Forse il punto peggiore è quello centrale dove ad un certo punto la storia è stata tirata un po' per le lunghe.
Lo stile è molto semplice ed estremamente godibile, infatti le pagine scorrono velocemente davanti agli occhi. Unica pecca è che in alcuni punti vengono ripetute continuamente le stesse frasi, soprattutto nei dialoghi.
Insomma, vi consiglio questo libro perché nonostante presenti alcune pecche è sicuramente divertente ed è il buon inizio di una serie che sembra promettente.


martedì 9 novembre 2021

Recensione: 'La donna in nero' di Susan Hill

Buongiorno amici lettori! Anche oggi vi propongo una recensione, ma questa volta parliamo di horror. Nello specifico vi spiego perché La donna in nero non mi ha lasciato molto, nonostante le mie alte aspettative.


Titolo: La donna in nero
Autore: Susan Hill
Pagine: 188
Prezzo: € 15,00
Editore: Polillo Editore

TramaIl giovane avvocato londinese Arthur Kipps viene incaricato dal principale di recarsi in uno sperduto villaggio per presenziare ai funerali di un'anziana cliente e occuparsi della gestione dell'eredità. La signora Drablow, vedova da poco dopo le nozze, viveva da reclusa in una lugubre dimora circondata da nebbiose paludi. Per Arthur, in procinto di sposarsi, è l'occasione di dimostrare finalmente le sue capacità. Così, quando al suo arrivo s'imbatte in una strana reticenza riguardo alla casa e alla sua eccentrica abitante, non se ne cura più di tanto. Né lo turba la presenza, al funerale, di una donna misteriosa e di antica bellezza di cui nessun altro sembra accorgersi. Ansioso di svolgere il suo incarico con efficienza e rapidità, Kipps decide, contro il parere di tutti, di fermarsi a dormire nella casa disabitata. Saranno notti da incubo, perché il terrore è una nebbia avvolgente come un sudario, il gemito del vento, il gracchiare di orridi uccelli, il pianto di un bambino, uno scalpitio lontano, un fruscio di vesti... Una donna in nero.



Da questa lettura mi aspettavo molto, soprattutto dal punto di vista dell'atmosfera. Trattandosi di un grande classico della letteratura horror/gotica speravo di trovare scene che mi riempissero di emozione, mi facessero venire i brividi e mi lasciassero con il fiato sospeso. Al contrario, purtroppo, questa lettura non mi ha lasciato molto. Soltanto sul finale ho provato un po' di emozione e sono entrata in comunione con la paura del protagonista; nel resto della storia mi sono sentita sempre piuttosto apatica. Non saprei bene come spiegarvi questa mia sensazione, perché in generale non posso dire che il libro non mi sia piaciuto... però non mi è nemmeno piaciuto! La storia è interessante, ma secondo me è sviluppata troppo lentamente e in modo molto ripetitivo. Lo stile dell'autrice è lento e pesante, ma dato il periodo in cui il testo è stato scritto non mi aspettavo diversamente.
Il problema principale per me è stato il non riuscire ad entrare in sintonia con le emozioni provate dal protagonista, un uomo terrorizzato, ma il cui terrore non trasuda dalle pagine e rimane intrappolato nell'inchiostro senza raggiungere chi legge. Questa cosa è abbastanza strana per un libro dell'orrore, dove normalmente è impossibile non provare qualche sentimento forte.
La storia del londinese Arthur Kipps parte come un racconto dello stesso protagonista, che cerca di far intraprendere al lettore un viaggio nel passato catapultandolo in uno dei momenti più spaventosi della sua esistenza. Quella della donna vestita di nero è una leggenda che diventa realtà o forse è una realtà che qualcuno ha voluto tramutare in fantasia per non spaventare i passanti. Fatto sta che il giovane avvocato si trova al cospetto di questa oscura signora e la sua maledizione gli piomba addosso, rivelandosi in un finale agghiacciante che corona quella che è stata una trama priva di particolari colpi di scena.
Insomma, vi consiglio di leggere questo libro perché la storia non è da buttare, però non vi invito a farlo partendo con aspettative altissime. Io sono rimasta neutrale per la maggior parte del tempo, quasi indifferente.

venerdì 5 novembre 2021

Recensione: 'Tutto sommato fu un ottimo olocausto' di Alec Bogdanovic

Buongiorno amici lettori e buon venerdì! Oggi vi parlo di un libro davvero irriverente, forse anche più del primo volume di questa surreale serie scritta da Alec Bogdanovic. Tutto sommato fu un ottimo olocausto è infatti il seguito naturale di Gli ansiosi dormono contano le apocalissi zombie, di cui vi avevo parlato l'anno scorso in una recensione (click qui per leggerla).


Titolo: Tutto sommato fu un ottimo olocausto
Serie: Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie #2
Autore: Alec Bogdanovic
Pagine: 133
Prezzo: € 12,70
Editore: Rogas Edizioni

Trama"L'autore si dichiara fermamente contrario a ogni forma di sinossi, trama, o accattivante presentazione allegata al libro al fine di facilitarne la vendita. Chiede però al lettore di fare uno sforzo e acquistarlo comunque, non perché invogliato dalla copertina o dagli altri lavori dell'autore, ma per un semplice atto di fede, e anche perché a casa ci sono i niños che hanno fame."


Avendo già letto il precedente libro di Alec sapevo perfettamente cosa aspettarmi da Tutto sommato fu un ottimo olocausto, libro che già dal titolo dimostra la sua irriverenza e l'intenzione di colpire dritto allo stomaco il lettore. L'autore è perfettamente in grado di creare atmosfere totalmente fuori dal comune, con storie che confondono chi legge perché a volte sembrano assolutamente realistiche, altre volte tutto l'opposto. E' questa la parte più divertente del modo in cui scrive Alec Bogdanovic: non si riesce a capire se ciò che dice è vero come sostiene o se in realtà si tratta di una storia totalmente inventata.
Tra le pagine ritroviamo il protagonista di Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie che ci trasporta nuovamente nella sua vita fatta di paranoie e strane amicizie. La storia ruota attorno ad alcuni aneddoti raccontati dallo stesso protagonista, il quale dà mostra per l'ennesima volta della sua mentalità contorta attraverso cui mette in mostra alcuni lati marci della nostra società.
Se volete un libro politically correct devo mettervi in guardia: Tutto sommato (ecc.ecc.) non fa per voi. Tra le sue pagine troverete infatti imprecazioni, pensieri sporchi ed anche anti-femminismo. La mente del protagonista è un luogo dove il lettore non riesce ad entrare appieno. E' semplicemente difficile andare d'accordo con i suoi pensieri e i suoi ideali, eppure stranamente il libro si lascia leggere senza farsi odiare, esattamente come era accaduto al suo predecessore. In questo, però, Alec ci è andato ancora più pesante e ha costruito un libro dove ogni pregiudizio diviene reale e qualsiasi pensiero che normalmente neghiamo o cerchiamo di combattere (per paura o per propri ideali) viene esposto alla luce del sole e colpisce chi legge in modo inaspettato. A volte è impossibile non sorridere difronte all'irriverenza (e spesso ingenuità) del protagonista, altre volte non si può fare a meno di storcere il naso e trovarsi in netto contrasto con quanto scritto sulle pagine.
Nonostante Gli ansiossi (ecc.ecc.) mi abbia forse colpita un po' di più, devo dire che ho apprezzato anche questo libro e mi chiedo se in programma ci sia un terzo volume pronto a trascinare il lettore nel circolo psichedelico e surrealista che si pone alla base di questa serie.

lunedì 1 novembre 2021

Recensione: 'Ore Sette: il mondo delle abitudini' di Luigi Cardone

Buongiorno amici lettori e buon inizio settimana! Ho un paio di recensioni arretrate e finalmente riesco a recuperare la prima. Nello specifico oggi vi parlo dell'ultimo volume di Luigi Cardone, autore di cui vi ho già parlato nel blog recensendo Il Regno di Amanita e Le aquile d'oro. Su Instagram vi ho anche parlato dei suoi libri dedicati ad un pubblico più giovane: Il Mondo in bianco e nero e Il signor Paura.


Titolo: Ore sette: il mondo delle abitudini
Autore: Luigi Cardone
Pagine: 171
Prezzo: € 17,00
Editore: Eretica Edizioni

TramaAlla recita di Natale la piccola Rebecca è vestita da Stella cometa e i suoi occhi cercano quelli della mamma tra la folla di genitori ammassati; gli occhi, però, non la trovano. Qualche anno dopo Rebecca è un'adolescente costretta a cambiare città e rifugiarsi in campagna con la sua famiglia nel misterioso Borgo dalle cento torri, a causa della malattia di sua madre, affetta da "adultità". Qui Rebecca dovrà imparare a fare i conti con la consapevolezza di un dono che ha fin dalla nascita, ma anche con le conseguenze che esso provoca e che la porteranno a rischiare di perdere tutto pur di far luce sulla verità di ciò che significa essere adulti.




In un modo sospeso a metà tra realtà ed immaginazione, la storia ideata da Luigi vede come protagonista una ragazza davvero speciale. Rebecca è un'abile disegnatrice e fin da subito viene mostrato al lettore la sua inconsapevole abilità: i disegni che completa prendono vita. Come ogni potere, anche questo può diventare pericoloso e l'autore mette in guardia i lettori dall'uso troppo ingenuo delle proprie capacità perché esse potrebbero in qualche modo rivoltarsi contro di noi, soprattutto se usate con rabbia e cattiveria. 
Rebecca è una ragazza coraggiosa che ha dovuto passare molti momenti bui nella sua vita, soprattutto visto che la mamma Gloria soffre di una malattia mentale. L'autore è riuscito a non rendere superficiale la descrizione della donna ed ha permesso al lettore di comprendere perfettamente ciò che tutta la famiglia sta vivendo mentre il tempo avanza inesorabile. Quella di Gloria è una condizione che la obbliga a vivere ogni giorno con una routine scandita alla perfezione dagli orologi presenti in giro per casa. Qualsiasi secondo perso è fatale per il suo precario equilibrio mentale ed è stato interessante viaggiare nella sua mente alla ricerca di una soluzione o almeno di alcune risposte.
Al fianco di Rebecca troviamo altri personaggi positivi e tra i miei preferiti c'è senza ombra di dubbio il fattore Peter, seguito dal giovane nipote che porta nella storia un pizzico di love story, anche se non troppo accentuata visto l'età della protagonista.
La storia si svolge in due mondi totalmente diversi eppure uniti da un personaggio molto particolare: la capra Bettina. Può sembrare buffo, eppure questa capretta incarna alla perfezione la forza di volontà, il voler proteggere ciò che si ama a tutti i costi e il non demordere. I mondi che unisce sono la Terra comune e un universo fatto di stranezze ed esseri buffi: il pianete delle buone e delle cattive abitudini. Trovo che l'autore sia stato bravo a non ridicolizzare questo mondo nonostante i soggetti che lo abitano. 
Se devo essere sincera credo che Ore sette: il mondo dell'abitudini sia il libro più riuscito di Luigi, almeno fino a questo momento. Ho apprezzato tantissimo la trama ed anche lo stile di scrittura che mi è sembrato quasi più maturo rispetto ai libri che ho letto precedentemente. Nulla viene lasciato al caso, ogni mistero viene risolto ed ogni personaggio trova il suo posto in una storia che tiene piacevolmente compagnia.

venerdì 1 ottobre 2021

Recensione: 'Qualcosa di magico' di Elena Genero Santoro

 Buongiorno lettori e bentornati nel blog! Come potete notare sto lentamente riprendendo il ritmo di lettura, anche se non ancora del tutto. Sto infatti ancora lavorando alla tesi e non vedo l'ora di concludere anche quella e mettere un punto alla mia carriera universitaria. Non fraintendetemi: sono felice del percorso fatto in questi due anni di magistrale, ma inizio ad essere stanca di correre ed ho bisogno di fermarmi un po'.

Nei giorni passati sono riuscita a concludere l'ultimo libro di Elena Genero Santoro, autrice che avete visto ormai mille volte nel mio blog e che riesce sempre a sorprendermi!


Titolo: Qualcosa di magico
Autore: Elena Genero Santoro
Pagine: 230
Prezzo: € 15,00
Editore: PubMe Policromia

TramaÈ estate. Nella casa al mare di Futura e Patrick si alterna una girandola di ospiti: Mac, attore di Hollywood, alle prese con una commedia romantica e con una collega giovane e capricciosa; Hannah, che sogna di trovare l'amore con Marguerite; Viola, che ha un rapporto controverso con il cibo; Manuela, decisa a organizzare un matrimonio faraonico. Intanto Futura cerca di superare la morte del padre, ma Patrick dovrà riconoscere che Claire riesce ad aiutarla meglio di lui. La soluzione di tutti i problemi sarà nascosta nelle piccole gioie e nei dettagli in apparenza insignificanti che però si rivelano decisivi. Un romanzo che è un inno alla guarigione dell'anima.





ATTENZIONE, siccome questa recensione riguarda un libro interno ad una serie molto lunga è probabile che involontariamente possa essere presente qualche spoiler.

Da dove partire per parlare di questo libro? Forse dovrei cominciare semplicemente dicendo che ormai ogni volta che mi tuffo in un libro di Elena Genero Santoro mi sento a casa. I suoi libri, la storia di Patrick, Futura e tutti gli atri personaggi mi trattengono sempre in un caldo abbraccio e non riesco a staccarmi dalla lettura. Anche questa volta è andata esattamente così e sul finale ho sentito come un formicolio al petto: il segnale che questa storia mi mancherà parecchio finché non avrò tra le mani il suo seguito.
Elena aggiunge in ogni volume dettagli nuovi ed entusiasmanti, toccando sempre tematiche nuove e profonde senza farle mai apparire scontate o trattate in modo superficiale. In Qualcosa di magico si inserisce con forza un subdolo partecipante: il disturbo alimentare. Ad incarnare questa malattia è Viola, una ragazza che da un lato fa venire il nervoso al lettore, ma dall'altro gli fa estremamente tenerezza. Più volte sarei voluta entrare nelle pagine per scuoterla, dirle che tutto quello che stava facendo rischiava di portarla alla deriva, in una condizione dove è impossibile tornare indietro.
Anche la sessualità è molto presente in questo volume della saga e in particolar modo si presenta sotto la forma di impulsi adolescenziali, rivolti sia al genere opposto che allo stesso genere del corteggiatore. 
Protagonisti indiscussi del volume sono però sempre Futura e Patrick. La prima si trova in uno stato emotivo molto precario dopo aver vissuto la terribile perdita del padre ed incarna la difficoltà dell'elaborazione del lutto. Futura è l'emblema di quelle persone che per piangere si allontanano da tutto e da tutti, addirittura dai propri affetti più cari. Per gran parte del libro, infatti, il rapporto tra i due sposi è frammentato, turbolento e il lettore soffre insieme alla coppia nella speranza di vederli riappacificati.
Come sempre è impossibile non provare empatia per ogni singola persona che passa all'interno delle pagine scritte da Elena, sia pure una semplice comparsa. Complice è sicuramente la sua abilità nel caratterizzare ogni singolo personaggio senza lasciare nulla al caso, accompagnata dalla sua capacità di narrare anche le situazioni più drammatiche con uno stile semplice, traboccante passione ed in grado di trasmettere tante cose al lettore senza però farlo mai sentire male o a disagio.
Qualcosa di magico chiude delle porte e ne apre altre, lasciando sul finale dei colpi di scena che lasciano di stucco il lettore. Forse per la prima volta, l'autrice lascia volontariamente incomplete delle parti per far si che il lettore aspetti con trepidante curiosità il volume successivo.