Chi sono?


io Mi chiamo Ilenia e sono una ragazza umbra estremamente curiosa, amante degli animali, della natura, delle scienze, del cibo, dei giochi da tavola/videogiochi e dei libri. Amo leggerli, viverli e respirarli. Non ho un genere preferito ed ho sempre pensato che cercare di abbracciare la lettura nel suo insieme sia un enorme pregio. Ammetto, però, di avere qualche difficoltà con alcuni generi, come gli erotici, gli storici e i gialli (che leggo più raramente rispetto agli altri). In questo blog scrivo della mia passione librosa, con recensioni e rubriche. Che altro posso dirvi di me? Ho una relazione (molto) a distanza con un ragazzo di nome Gennaro, sono laureata in lingue e sto per laurearmi in Gestione dei rischi sociali. Non so ancora come sarà il mio futuro, ma sono molto determinata a scoprirlo. Ho la sfortuna nel sangue, ma cerco di sorridere alla vita!

lunedì 13 settembre 2021

Alla scoperta di... | 'Note stonate di un carillon nella notte' di Federico Mazzi

Buongiorno amici e lettori! Oggi in molte parti d'Italia ricomincia la scuola, quindi voglio per prima cosa fare un grande in bocca al lupo a tutti gli studenti che oggi rientrano in classe. Spero che questo anno sarà in grado di portarvi tante belle esperienze e utili informazioni!
Il tema principale di questa giornata, però, qui nel blog è un libro che ancora non è uscito, ma vedrete presto su BookABook in quanto ha già superato l'obiettivo del crowfunding (trovate il libro in preordine qui). 
A fine Agosto ho avuto il piacere di partecipare alla presentazione di Note stonate di un carillon nella notte, scritto da Federico Mazzi ed ambientato nella mia città: Perugia. E' stata proprio l'ambientazione (insieme all'idea di un commissario con il donca) a spingere il mio interesse verso questa storia. Creando un personaggio totalmente perugino l'autore è riuscito ad attirare la mia attenzione nonostante il poliziesco non rientri tra i generi che preferisco.


L'INTERVISTA ALL'AUTORE


- Come sei arrivato a scrivere il romanzo? A questa prima domanda Federico risponde con un aneddoto davvero simpatico ed interessante, facendo un tuffo nel passato: da piccolo la sua abilità nella scrittura era davvero scarsa. Soltanto nel periodo del liceo ha iniziato a cimentarsi seriamente in questa attività, migliorando costantemente grazie ad un professore che ha scaturito in lui l'inaspettata passione per la scrittura. Ad oggi i suoi scritti sono fortemente influenzati dalla sua professione forense che gli ha permesso di apprendere e solidificare uno stile chiaro ed asciutto.
La storia del commissario Martelli ha raggiunto le pagine durante il secondo lockdown, abbandonando per sempre il cassetto in cui era stata chiusa da tempo.


- Da dove deriva la scelta di una location così inusuale? Il libro è totalmente ambientato nel perugino e l'autore ha sottolineato l'importanza - a suo parere - di conoscere bene i luoghi di cui si scrive; solo in questo modo ci si può davvero immedesimare nell'animo dei personaggi, nello stile di vita, nello scenario perfetto. La cosa più curiosa è stata la domanda che Federico si è posto durante il processo di scrittura: perché Perugia non può avere il suo commissario, così come tante altre città famose? Ripercorrendo i luoghi che abitualmente visita in compagnia della sua bici, l'autore vuole dare visibilità a posti spesso sottovalutati, ma che vale la pena conoscere.


- A cosa ti sei ispirato per la creazione dei personaggi? Qui l'autore risponde in modo sorprendentemente sincero: il genere poliziesco presenta più o meno sempre le stesse tipologie di personaggio, quindi in realtà il suo non è stato un inventare, ma un riproporre. Tutti gli archetipi del genere sono stati presi e collocati in Note stonate di un carillon della notte per poi essere caratterizzati con i tipici tratti dei cittadini perugini.


- Il tuo libro è stato influenzato dall'esistenza di Internet? Una domanda che sin da subito si presenta complessa, elaborata e a doppio taglio. Quello di internet è sempre stato e sarà sempre un argomento spinoso, perché ci sono tanti modi per utilizzarlo e non tutti sono positivi. Nel caso di Federico, internet non ha influenzato la storia in sé, ma è stato certamente utile per permetterne la pubblicazione. Senza questo mezzo, infatti, sarebbe stato impossibile raggiungere un editore come BookaBook.


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Che dite, vi ispira questo libro?
Siete mai stati a Perugia? Fatemelo sapere con un commento!

lunedì 6 settembre 2021

Cristallo Books & Nerd | 3 giochi da tavolo ispirati ai libri di Stephen King

Buongiorno lettori e giocatori! Finalmente torno attiva con questa rubrica che manca fin da troppo tempo su questi schermi. Volevo ripartire con il botto, quindi ho seguito alcuni dei vostri consigli ed ho deciso di scrivere una puntata interamente a tema Stephen King.
Di seguito vi consiglio tre giochi da tavolo davvero interessanti che riprendono le storie create dal re dell'horror e creano un meccanismo di gioco interessante e particolare. Ho deciso si inserire anche una nuova versione di uno dei giochi di società più classici e famosi: il Monopoly!
Vi ricordo, prima di proseguire, che potete trovare tutte le puntate di questa rubrica cliccando qui.

THE SHINING
(Ispirato all'omonimo libro di King)

The Shining è un gioco collaborativo dove i giocatori devono gestire l'Overlook Hotel e cercare di sopravvivere per tutta la stagione invernale. Ogni custode deve girare all'interno delle stanze dell'hotel e durante le esplorazioni incontra delle visioni del passato alle quali cerca di resistere nella speranza di non essere posseduto. Per evitare il finale peggiore, ogni giocatore deve raccogliere segnalini forza di volontà utili a resistere alle ammalianti ed orripilanti visioni. Chiunque non sia abbastanza forte cede alle forze del male e diventa nemico di tutti gli altri.
La grafica del gioco si basa sulle scene del famosissimo film, il che lo rende ancora più accattivante. 
Le meccaniche di gioco sono poche e si imparano facilmente, ma data la tematica noir ed horror è sconsigliabile giocare con dei bambini al tavolo. [3-5 giocatori; età consigliata: 17+]

IT. EVIL BELOW
(Ispirato a IT)

Siete pronti a respingere IT nel sonno eterno? O almeno a morire provandoci? Allora questo gioco fa per voi! Impersonando i membri della banda dei perdenti, ogni partecipante deve cooperare con gli altri nel disperato tentativo di scacciare per sempre IT dalla città.
Il meccanismo di gioco mescola il lancio dei dadi all'utilizzo delle carte e questo rende la partita dinamica ed interessante. 
Come nel caso di The Shining, la grafica riprende il film (nel caso specifico l'ultimissima versione uscita recentemente al cinema) e seppure il meccanismo di gioco non sia difficile, per le tematiche si consiglia una partita senza bambini. Ovviamente questo è molto soggettivo e dipende dai gusti personali, nonché dalla sensibilità di ognuno. [2-7 giocatori; età consigliata: 17+]

MONOPOLY IT
(Ispirato a IT)

Vi siete annoiati di giocare con la solita versione di Monopoly ed amate Stephen King? Riprendendo ancora una volta la grafica dell'ultimo film di IT, questa nuova edizione del gioco più famoso ed amato di sempre vi permetterà di esplorare Derry, la cisterna in cui si trova lo spaventoso clown ed accumulare ricchezze grazie alla gestione di case ed alberghi. Il tutto è abbellito da carinissime miniature ed imprevisti a tema. [2-6 giocatori; età consigliata 15+]

Che ne dite, vi piace questa rubrica? Conoscete qualcuno di questi giochi?
La prossima puntata andrà online tra un paio di settimane!

venerdì 27 agosto 2021

Recensione: 'Il messaggero' di Lois Lowry

Buongiorno lettori e buon venerdì! Finalmente ho concluso il tirocinio, quindi ora mi rimane da finire la tesi e concludere l'ultimo esame (diritto penale, leggermente complesso😅). Se tutto andrà bene la prossima settimana festeggerò! Prima di allora, però, volo basso e spero di riuscire a superare questo benedetto esame.
Tra una cosa e l'altra, in questo lungo periodo sono riuscita a leggere Il messaggero, terzo volume della serie The giver che a mio parere va sempre peggiorando. Vi spiego perché!


Titolo: Il messaggero
Serie: The Giver #3
Autrice: Lois Lowry
Pagine: 207
Prezzo: € 14,50
Editore: Giunti

TramaQuando Matty è arrivato al Villaggio sei anni prima era un ragazzino inquieto e ribelle che amava definirsi "la Belva fra le Belve". Ora è cresciuto sotto la guida del cieco Veggente ed è pronto per l'assegnazione del suo vero nome: "Messaggero". Ma qualcosa nel Villaggio sta cambiando: da quando al mercato si barattano i sentimenti con effimeri beni materiali, la comunità è diventata improvvisamente ottusa e caparbia. La società utopica che un tempo amava accogliere tutti i rifugiati e i derelitti sta innalzando un muro di isolamento. Matty è uno dei pochi capaci di districarsi nel fitto della Foresta e il suo compito ora è quello di portare il messaggio del drastico cambiamento ai paesi vicini e convincere Kira, la figlia del veggente, a tornare con lui al Villaggio, prima che sia troppo tardi. Ma la Foresta, che gli è sempre stata amica, si è rivoltata contro di lui, animata da una forza oscura e senziente, e Matty si trova a fronteggiare il pericolo armato solo di un nuovo potere che ancora non riesce completamente a gestire e a comprendere.



In questo terzo capitolo dedicato alla serie distopica di Lois Lowry il lettore si trova davanti ad un  villaggio, forse il più amorevole e comprensivo perlomeno finché non accade qualcosa di davvero brutto: la corruzione entra nei cuori degli abitanti e l'amore sembra lasciare il posto alla follia, all'odio e alla convenienza.
Come al solito l'autrice scrive accompagnando la sua storia ad una denuncia sociale, ricordando quanto oggi l'uomo sia attratto dall'interesse e dal vantaggio dimenticando così i suoi legami sociali, i sentimenti migliori, la compassione e l'amicizia. Attraverso Matty e personaggi che riportano il lettore ai libri precedenti, l'autrice vuole sottolineare ancora una volta l'importanza della cooperazione e della comunione: per vivere bene si deve instaurare un rapporto di fiducia e questo è possibile solo attraverso un vivere civile e il reciproco aiuto.
Questo terzo volume mi è sembrato molto scorrevole e mi ha confermato la semplicità (piacevole) della narrazione di Lois Lowry, ma si tratta di uno di quei casi dove il farsi leggere velocemente non indica il piacere al lettore. Per ora, infatti, devo dire che Il messaggero mi sembra il peggior libro della serie. Lo ho trovato noioso e molto monotono. Si tratta di un sorta di volume di passaggio dove nell'effettivo accade tutto e niente. Il finale, poi, mi ha dato l'impressione che l'autrice abbia voluto interrompere la narrazione solo per fare un quarto libro piuttosto di fermarsi a tre. Per un certo verso ho una lieve curiosità per ciò che l'ultimissimo volume della serie - Il figlio - potrebbe raccontare, ma sono bloccata all'idea di ritrovare l'ennesima storia poco accattivante.
Purtroppo devo dire che per me questa saga sembra andare sempre più scemando, in modo proporzionale con la mia attenzione. Nonostante Il messaggero sia molto breve io ho fatto una grande fatica per arrivare alla fine. Mi dispiace, perché nell'effettivo la trama di per sé non è che sia pessima o non si faccia per nulla piacere, ma il modo in cui viene elaborata mi annoia parecchio. Credo che fino ad ora soltanto The giver sia davvero stato degno della fama che questa serie porta con sé. 


martedì 20 luglio 2021

Recensione: 'La vera storia di Capitan Uncino' di P.D. Baccalario

Buongiorno lettori miei, come state? Come vi avevo già detto, in questo periodo sono davvero pieeeeeena di cose da fare per l'università, ma sono finalmente riuscita a finire di leggere un libro!
Si tratta di La vera storia di Capitan Uncino, che ho letto insieme a Gennaro (a cui è piaciuto veramente tanto, a dirla tutta).


Titolo: La vera storia di Capitan Uncino
Autore: P.D. Baccalario
Pagine: 312
Prezzo: € 15,50
Editore: Il Battello a Vapore

Trama: Il 28 aprile del 1829 una delle amanti segrete di Giorgio IV, re d'Inghilterra, dà alla luce un bambino, che viene immediatamente mandato a vivere in Oriente con la madre. Cresciuto sulla costa occidentale dell'India, davanti al mar di Malabar, infestato dai pirati, James Fry prende il mare a soli tredici anni: lo aspettano avventure, naufragi, lotte con i coccodrilli, ammutinamenti e una carriera da pirata che ne faranno l'uomo più ricercato di tutte le Indie Orientali, riconoscibile da un inconfondibile uncino al posto della mano sinistra. La sua ossessione resteranno sempre l'Inghilterra, l'isola che non può esistere senza di lui, e il suo più acerrimo nemico, il giovane principe che gli ha usurpato il trono, Peter Pan.




Quella raccontata da Pierdomenico Baccalario è una storia molto particolare, che fino alla fine lascia al lettore una sensazione di curiosità: quanto di quello che viene raccontato è vero? Anche l'autore accresce l'interesse del lettore e lo fa aggiungendo nei ringraziamenti una postilla dove specifica quali parti sono reali e quali no, senza però darne la certezza assoluta. Mi è piaciuto questo 'gioco' attuato da Baccalario perché lo ho trovato un modo carino di incuriosire ed affascinare il lettore.

James Fry è un personaggio molto particolare a cui è impossibile non affezionarsi. Ci viene raccontata tutta la sua storia, dal momento della sua nascita fino al giorno della sua rinascita nelle vesti di Capitan Uncino. La vita di James viene riportata nel libro dividendola in tre parti, ciascuna con al centro dell'attenzione un personaggio diverso. E' davvero interessante il fatto che l'autore abbia creato dei personaggi importanti tutti omonimi tra loro; qualsiasi soggetto fondamentale per la storia porta, infatti, il nome James.
La prima parte, nello specifico è quella che getta subito il lettore nel vivo della trama e l'ho apprezzata molto, insieme alla terza ed ultima che invece è stata proprio la mia preferita.
La parte centrale mi è sembrata un po' troppo lunga. Inizialmente l'ho trovata interessante perché è soprattutto in essa che si trovano i riferimenti ad Uncino e Peter Pan (seppure siano ben nascosti all'interno della trama). C'è una sezione di storia, però, che sembra allungarsi all'infinito, rendendo la seconda delle tre parti quella più piatta. Avrei preferito che l'autore togliesse qualche pagina e tagliasse alcune delle scene interne perché una gran parte di esse mi è sembrata accessoria.

Oltre al giovane James Fry, protagonista indiscusso della storia, il lettore incontra molti altri personaggi ed alcuni di loro (come la ciurma che accompagna Fry nelle sue avventure) sono talmente simpatici da riuscire a ricavarsi un posto nel cuore di chi legge. L'unico a non essermi piaciuto granché è Delroy, un uomo noioso e dal lamento facile che non regge assolutamente la presenza del giovane James. Delroy è stato l'unico a suscitarmi soltanto emozioni negative, al contrario di Salvo, Ciro e tutti gli altri pirati. Anche i londinesi e gli abitanti indiani non mi sono dispiaciuti, nonostante la loro presenza sia stata più breve.

L'unica parte negativa della lettura, a mio parere, è il modo in cui scorre la seconda sezione (in modo molto lento). Per il resto, il libro è molto interessante con le continue avventure narrate. Lo stile di scrittura è semplice e spedito e l'autore riesce a strappare ben più che un sorriso a chi legge. 
Nonostante le molteplici parti divertenti, non mancano alcune scene tristi che toccano il lettore e lo cullano in un valzer di emozioni. Ricordo con molto piacere la madre del protagonista, nonché uno dei suoi compagni di ciurma, che mi hanno toccato dolcemente il cuore.

Un libro che certamente vi consiglio, anche se nella seconda sezione non è esente da difetti.