Chi sono?

Mi chiamo Ilenia e sono una ragazza umbra estremamente curiosa, amante degli animali, della natura, delle scienze, del cibo e dei libri. Amo leggerli, viverli e respirarli, ma anche elaborarli attraverso libri creativi come i colouring books. Non ho un genere preferito ed ho sempre pensato che cercare di abbracciare la lettura nel suo insieme sia un enorme pregio. Ammetto, però, di avere qualche difficoltà con alcuni generi, come gli erotici, gli storici e i gialli (che leggo più raramente rispetto agli altri). In questo blog letterario scrivo della mia passione librosa, con grandissime soddisfazioni. Ho una relazione (molto) a distanza con un ragazzo di nome Gennaro, una figlia pelosa di nome Luna (sì, è la mia gatta, una dei diecimila animali che possiedo) e frequento un'università che detesto (molto). Ho la sfortuna nel sangue, ma cerco di sorridere alla vita!

lunedì 11 aprile 2016

Libri distillati: cosa, come e perché?

Buongiorno lettori! Come vi avevo detto, da qualche tempo avevo idea di fare questo post. In realtà non avevo mai pensato prima di fare un post sui distillati perché non volevo 'pubblicizzarli', però alla fine mi sono decisa. Spinta dalla richiesta di una lettrice che non aveva ben capito cosa fossero questi famosissimi libri distillati, ho deciso di fare qualche ricerca. Per questo motivo, alla fine ho preso in considerazione l'opzione di fare un breve post in cui ve ne parlerò prima obiettivamente, per cercare di comprendere cosa sono, poi soggettivamente, dicendovi la mia!
Alla fine del post trovate anche dei commenti che ho raccolto con dei sondaggi in giro per internet. Sono contenta che anche alcuni di voi abbiano deciso di partecipare!


Ormai da qualche mese, nel mondo dell'editoria sono entrati a far parte i libri distillati. Cosa sono?
Non si tratta altro che di libri presi e sezionati, ovviamente col consenso degli editori che possiedono i diritti delle opere integrali, in modo da abbreviare ed alleggerire la trama, riducendo drasticamente il numero di pagine del libro in questione. Ma come è possibile che un libro venga ridotto a meno della metà? Certo, sono sicura che tutti noi, leggendo, abbiamo trovato in qualche lettura delle parti che ci annoiavano o che rallentavano la trama, però mi chiedo: se non fossero state importanti per l'autore, allora perché avrebbe dovuto scriverle? Ed è qui che entra in gioco la psicologia del libro distillato che si basa non sulla vera e propria intenzione dell'autore, ma sulla sensibilità di diversi lettori per poter comprendere quali parti possono essere tolte o no dalla trama.
Insomma, i libri vengono presi e sezionati. Dalla storia vengono eliminate parti consistenti ed addirittura personaggi. La trama viene ridotta all'essenziale e, in questo modo, i libri sono più maneggevoli ed invitanti, accompagnati ovviamente da un prezzo minimo e da copertine che saltano all'occhio.

"Il meglio della narrativa mondiale scelto e distillato per offrirti l’essenziale. Un’occasione unica per vivere il piacere della lettura senza perdere nulla della trama o della piacevolezza del racconto."

A dispetto di quanto ho detto sopra, però, lo scopo del libro distillato sembrerebbe proprio l'opposto di ciò che ci si vuol far credere. La prima incoerenza, ovviamente, si ha nello slogan stesso dell'iniziativa, in cui nella prima parte si parla di voler offrire l'essenziale, eliminando le parti ritenute superflue (superflue per chi?), mentre nella seconda si parla di nessuna perdita all'interno della trama, cosa che ovviamente risulta strana abbinata alla frase precedente.
E qui entriamo in gioco noi, i lettori. Migliaia di autori scrivono libri ogni giorno e centinaia di libri vengono pubblicati ogni anno, dopo attente operazioni di editing e quant'altro, che già 'aggiustano' la storia, dando al lettore un prodotto pulito e privo di parti 'inutili'. A questo punto ci chiediamo: l'operazione del distillato è davvero necessaria? A mio parere no e sembrerebbe lo stesso parere che regna tra i lettori, sia vedendo i pensieri del web che quelli di persone con cui ho avuto occasione di parlare.

"Bestseller da leggere nel tempo di un film"

Questo è l'altro slogan dell'iniziativa editoriale, che punta ad attirare l'attenzione di coloro che generalmente non amano leggere o non vogliono leggere libri lunghi e corposi per mancanza di tempo. A questo punto saremmo tutti curiosi di conoscere quali sono stati i risultati di questa operazione di mercato e, sopratutto, ci chiederemmo quali sono i numeri di vendita. Indubbiamente, i distillati devono aver riscosso almeno un minimo di consenso, dato che ad oggi il catalogo conta già sei libri e ne prevede la pubblicazione di altri, per un totale di due al mese. 
L'idea di leggere al tempo di un film, è già un ossimoro di per sé. Non importa quanto un libro sia breve, non ci sarà mai una possibilità di accomunare la tempistica della lettura con quella di un film. Ovviamente, dubito che qualcuno abbia preso alla lettera questo slogan, ma la domanda che più ci poniamo è chi è davvero propenso all'acquisto di un libro che, dopo tutte le lavorazioni che ha subito, non è più ciò che era in origine?
Quella dei libri distillati rimane per i più una grande incognita, perché a parte il boom iniziale con cui ha raccolto lo sdegno di lettori ed autori, questa iniziativa sta vivendo abbastanza inosservata.


Avete sicuramente già capito cosa penso io di questi distillati, quindi passo direttamente a cosa ne pensate voi. Accompagnata da questa immagine ironica che rielabora lo slogan dell'iniziativa editoriale, vi lascio i commenti che i miei sondaggi hanno suscitato (ho pubblicato la stessa domanda su Intagram, gruppi Facebook, pagine del blog ed ho chiesto ai miei amici e conoscenti il loro parere). Come noterete, non ho ottenuto riscontri positivi, nonostante sperassi che qualche amante dei distillati si facesse avanti per poter condividere la propria esperienza. Quindi, sono ancora in cerca di commenti positivi che, ne sono certa, si nascondo in giro! Sarei semplicemente curiosa di confrontarmi con chi ha apprezzato l'idea dei libri distillati, così da capire il suo punto di vista.

Milly:  
"Il pensiero di sapere che un libro è stato tagliato solo per invogliare le persone più pigre a leggere una storia in una manciata di ore mi fa accapponare la pelle. Da scrittrice, posso dire che ogni parola è frutto di sudore e fatica, le frasi vengono riviste più volte, si lavora sul testo giorno e notte, ignorando sonno e stanchezza. Le parole sono dettate dal cuore, figlie di emozioni, ed è un sacrilegio tagliarle, un affronto se vogliamo. Con quale criterio un editore scegliere di tagliare alcuni pezzi anziché altri? In base a ciò che ritiene superfluo? Cosa è realmente superfluo allora? Perché, se si fa questa domanda a uno scrittore, la risposta che egli darà è NIENTE. Almeno, questo vale per me... Poi quello che è superfluo per alcuni può non esserlo per altri... Insomma, non sono d'accordo."

Ci tengo a sottolineare questo commento prima di passare agli altri, perché Milly è l'unica autrice che si è fatta avanti rispondendo ai miei sondaggi con forza e ad alta voce, quindi mi soffermo su di esso un secondo. 
E' risaputo che in molti contratti editoriali, l'editore ha il totale controllo delle eventuali rielaborazioni dell'opera e, se alcuni hanno detto semplicemente di no alla distillazione, altri non si sono fatti mancare l'occasione. Gli autori, però, sono d'accordo? Nella pagina Facebook dell'iniziativa letteraria sono fioccati i commenti di autori, più o meno famosi, che si dimostrano totalmente contrari al trattamento delle loro opere. Alcuni, addirittura, ritengono questa iniziativa un insulto al lavoro dell'autore e al passionale sforzo della scrittura, così come anche Milly sottolineava nel suo commento.

Claudia: 
"L'idea a mio avviso è pessima: se vuoi avvicinare chi non legge ai libri, non funzionerà ugualmente, quindi perché farlo?"

Mariarosaria: 
"Mi spiace ma non sarà di certo un riassunto condensato ad invogliare un lettore a leggere. sfido chiunque ami i libri a trovare positiva una cretinata del genere."

Orietta: 
"Come fa qualcuno ad entrare nella storia, se gliene manca un pezzo?"

Books and Bijoux: 
"Non ci devono essere parti tagliate, ogni parola stampata è essenziale per la storia stessa."

Alexis: 
"Capisco scrivere magari in un carattere più piccolo per ridurne le pagine, ma togliere parti a random (presumo) non mi piace."

Simo:
"Penso che i distillati snaturino completamente i libri che "distillano". Un conto sono gli adattamenti dei classici che rendono un testo accessibile a bambini e ragazzi, mi vanno bene anche i riassunti tipo Bignami, che avevano lo scopo di semplificare lo studio, ma questi non hanno un senso anche perché i libri che vengono distillati sono dei best sellers, ovvero libri tutto sommato accessibili al grande pubblico, quei libri che vengono letti anche da chi di solito legge poco! Per far cosa poi, togliere delle descrizioni? A che scopo? Io sarei davvero curiosa di conoscere le statistiche di vendita perché secondo me chi non legge nemmeno questi libri in versione integrale vuol dire che semplicemente non è interessato a leggerli. Dai, chi può avere difficoltà a leggere Nicholas Sparks? O Dan Brown? Scrivono romanzi di una facilità di lettura disarmante! John Green lo leggono senza problemi ragazzi dai 10/11 anni che magari hanno scoperto proprio con i suoi romanzi il piacere della lettura."


Anche questo commento è estremamente interessante, non solo perché pone una domanda che io stessa ho sottolineato come incognita nel mio post, ma anche perché parla esattamente del tipo di libri che vengono trattati. Ora vi spiego perché questo aspetto mi interessa.
Siccome nonostante le mie esortazioni, non sono riuscita a racimolare nessun commento a favore dei distillati, mi sono rifugiata a leggere i pensieri dei più nella pagina Facebook dell'iniziativa, in cui si trovano molti altri commenti, che ci tengo a riassumere, ma di cui non vi propongo gli autori in quanto non hanno risposto ai miei sondaggi e non mi ritengo in diritto di dire i loro nomi. Sarebbe contro ogni buonsenso.
In ogni caso, alcuni lettori si mostrano soddisfatti ed è proprio su questo che mi sono voluta soffermare. In alcuni commenti si parla del fatto che i distillati abbiano invogliato alla lettura delle opere integrali, o dei libri che compongono una saga il cui il primo volume è stato letto nel formato distillato. Allo stesso tempo, però, ci sono richieste su richieste di libri da distillare e la cosa che mi sorprende è che la maggior parte di essi sono titoli di libri che non superano le trecento pagine. A questo punto, e con ciò concludo, vi lascio con una domanda: davvero i distillati invogliano alla lettura, o forse accrescono la pigrizia di chi non ha voglia di avventurarsi in una lettura integrale?


Vi chiedo scusa per l'abnorme lunghezza del post, ma mi sono lasciata prendere!
Direi che è arrivato il vostro momento!! Fatemi sapere cosa ne pensate, mi raccomando!

*gli argomenti trattati nel mio post li ho ricavati spulciando la pagina ufficiale dei libri distillati e la pagina Facebook con tutti i suoi commenti, raccogliendo informazioni tra i botta e risposta tra lettori e casa editrice. Inoltre mi sono soffermata sulla lettura di moltissimi articoli presenti nel web, valutando quelli dei siti più affidabili, ma la mia opinione non si ispira a nessuno di essi*

24 commenti:

  1. Assolutamente d'accordo con te! Non sono utile per nessuno! Immagina Harry Potter, che a mio parere è perfetto così, vengano tagliate parti, ma quali parti togli ad un libro del genere senza rovinarlo?O.o

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    1. Guarda, tra i commenti che ho letto nella pagina c'era anche la proposta di distillare proprio Harry Potter..

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  2. Bah non capisco proprio l'utilità di fare questa cosa...ma se uno non vuole leggere un libro grosso non lo comprasse....La penso proprio come te e in fondo anche le parti più futili è noiose rendono un libro speciale

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    1. Infatti. A me più che mancanza di tempo, sembra mancanza di voglia.

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  3. Hai fatto davvero un bel post, e ti ringrazio di aver incluso il mio commento^__^

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    1. Grazie Alexis, e grazie a te per aver risposto al mio sondaggio!

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  4. Sono andata in pagina fb e mi sono letta un po di commenti su cui concordo a pieno! E' difficile quale scena è importante o no, cioè, ma se nell'80% dei casi in Italia non sai neanche dare un titolo al libro che sia coerente con la storia e una cover anch'essa pertinente, come si fa a togliere parti di libro che si reputano superflue?! Se.... vabbè! E' già assai se il libro viene tradotto, non li facciamo sforzare più del dovuto che vanno in tilt!
    Poi queste trovate commerciali mi fanno cascare le braccia, che pensano che diminuire le pagine fa nascere il desiderio di leggere? Ciaone proprio XD

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  5. Leggere è un piacere, se non è completo che piacere è?

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  6. Sono assolutamente d'accordo con te! Va bene che ai giorni d'oggi la vita delle persone diventa sempre più frenetica, ma arrivare a questo punto lo trovo assurdo... Con che criterio toglierebbero parti poi? In sostanza si può parlare di libri riscritti dalle case editrici. La cosa che più mi preoccupa è che evidentemente a qualcuno l'idea è piaciuta!
    Secondo me non ha senso, se si è curiosi di leggere un libro, si legge la versione integrale e basta, perché accontentarsi del riassunto? Come si fa a capire il modo di scrivere dell'autore se la sua opera è stata praticamente stravolta? Mah, al posto di tradurre saghe degne di essere portate qui in italia, perdono tempo con queste iniziative, senza offesa a chi magari l'ha trovata una buona cosa, ma è solo la mia opinione

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    1. In effetti anche lo stile dell'autore ne risente. Non ci avevo riflettuto, ma credo tu abbia dato un buono spunto su cui pensare!!!

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  7. Ovviamente sai già il mio pensiero al riguardo, e ti ringrazio di nuovo per aver inserito il mio commento dandogli rilievo <3
    La tua ultima domanda è davvero significativa. Più le cose si semplificano, più la gente si impigrisce. E si nota anche in altri campi, oltre alla letteratura... Pensiamo anche alla qualità della vita, a quanto sia migliorata con le nuove (e numerose) tecnologie. Eppure, se da una parte queste ci hanno semplificato le cose, dall'altra ci hanno resi più "deboli", se vogliamo. La stessa cosa rischia di succedere con i libri, come tu stessa facevi notare con la tua intelligente domanda.
    E comunque, il mio Archimede e il mio Gulliver sono inorriditi quanto me sull'argomento libri distillati, non li venderebbero mai nella loro libreria Sogni di Carta u.u (a Gulliver si sono arricciati tutti i baffi per la rabbia!)
    E con questo, concludo. Bel lavoro comunque, complimenti per questo post ;)

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    1. Grazie per aver condiviso il post e per aver partecipato al sondaggio <3
      E' proprio a questo che puntava la domanda finale.. Non vorrei che questa cosa dei distillati finisca con il far perdere la voglia, più che farla venire!
      ps.: di a Gulliver che ci penso io a strecciargli i baffetti ahahah <3

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  8. cara Ilenia, a quanto pare siamo tutti concordi nell'essere contrari a questi libri :) ho visto che hai riportato anche il mio commento ne sono molto felice della cosa.
    bellissimo ed interessantissimo post per noi veri Lettori

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  9. Ciao Ilenia!
    Secondo me sono libri perfettamente inutili, frutto di idee stupide, e apprezzati da menti ignoranti che non sanno cosa sia l'amore per la lettura.
    Un'opinione dura, ma questo è ciò che penso!

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    1. Anche se detta con termini più 'duri', alla fine mi sembra un po' l'opinione comune dei vari commenti!

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  10. Pensavo fosse la malsana idea di gente che voleva provare a far fortuna con la prima cosa che gli fosse venuta in mente, invece è un'iniziativa alquanto inquietante supportata da una nota e storica casa editrice, la Fabbri.
    Non mi piace per niente quest'idea di affettare romanzi per...un non ben precisato motivo. Non posso immaginare Venuto al mondo tagliato di alcune sue parti. Per quanto fosse lungo e, a volte, pesante, tutto ciò che la Mazzantini (donna che adoro come dea) ha scritto ha la sua causa e la sua conseguenza all'interno della storia. Spero che la stessa autrice sia rimasta inorridita di questo fatto, se no mi deluderebbe molto.
    Proprio perchè ho amato da morire questo romanzo lo voglio leggere da distillato per capire cosa è stato eliminato e cosa è rimasto del libro originale, che ricordo perfettamente in ogni sua parte. Appena lo leggerò ti farò sapere!!!

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    1. Sarebbe interessante sapere la tua opinione dopo la lettura, dato che potrai fare questo confronto!

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  11. ciao
    non mi ispirano questi libri,

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  12. Sono assolutamente d'accordo con voi! Un non-amante della lettura non si avvicinerà mai ai libri grazie a questi anzi, forse li leggeranno e come potrebbero restare colpiti se l'idea è quella di un libro come un film? Nel senso, un film non sempre è chiaro in certe parti e soltanto chi ha letto il libro lo comprende perfettamente. Se alcune parti sono state tagliate il non-lettore potrebbe sentirsi non soddisfatto dalla lettura.
    Spero che tu abbia capito cosa intendo XD

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    1. Si ho capito perfettamente ed hai ragione!!

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